Rieccomi. Sì, lo so, o che sparisco e il blog rimane fermo per mesi, oppure sono qui a torturarvi ogni giorno! Eh, eh… In realtà avevo un pochino abbandonato il progetto “Vero Amore”, ma ora voglio ridedicarmici con regolarità. Promesso. Posterò un articolo con cadenza regolare, se riesco una volta alla settimana, o almeno in caso di impedimenti, cercherò comunque di tenere il ritmo di uno ogni quindici giorni.

Premesso ciò, bando alle ciance ed entriamo nel vivo dell’argomento di oggi.

Oggi voglio essere propositiva e darvi un’iniezione di fiducia. Ieri messaggiavo con il mio compagno che è un po’ giù di tono, a causa di alcuni problemi che sono sorti nel suo lavoro. Siccome anch’io so benissimo come ci si sente perché ho passato un periodo buio e triste (argomento che ovviamente avrò modo di trattare in seguito; anzi, ci tornerò spesso su questa storia, sulla “crisi” e come l’ho affrontata), allora mi sono sentita in dovere di partire con la parabola (non quella satellitare 😉 che narra di come una giovinetta sperduta alla fine è sopravvissuta a tutte le angherie del destino e ha finalmente trovato l’Amore.



Qualche anno fa, prima di conoscere l’Amore Vero, sembravo una di quelle protagoniste delle chick-lit* americane. Sulla trentina, con un lavoro precario, situazione economica disastrosa, fatica a trovare un uomo decente e si barcamena tra situazioni surreali al limite del parossismo. Tutte le volte che per un motivo o per l’altro la storia di “amore” mi andava male o non partiva nemmeno, ovviamente ero presa dallo sconforto e pensieri tristi e deprimenti. Ma come mai a me non me ne va mai bene una? Perché non ne combino una giusta? Come mai tutte le volte c’è sempre qualcosa che mi ostacola, possibile? Se lui non fosse fidanzato, se non avesse dovuto partire, se non gli fosse morto il gatto… Passavo dall’incolpare la sfortuna, il fato e tutti gli dei, a ovviamente me stessa. Ovvero mi disistimavo. Se fossi più bella, se mi fossi comportata così o colà, se fossi stata più spiritosa o più simpatica o più spigliata… o chi più ne ha, più ne metta!

Insomma vedevo tutto nero. Perché pensavo che se anche avessi trovato una persona che davvero mi piaceva, non sarei stata ricambiata o se mi ricambiava sarebbe successo comunque qualcosa a ostacolarmi.

Poi è arrivato Lui.

E tutto è cambiato.

Non solo mi ha ricambiata, ma mi ha amata più di quanto credevo possibile, mi ha mostrato che l’Amore Vero non era come pensavo, ma è andato oltre. Il Vero Amore va oltre la nostra immaginazione, perché non vede con la mente ma con gli occhi del cuore. Sembra una frase fatta, ma non è così, approfondiremo meglio questo argomento in un altro articolo, magari ve ne parlerà Monica che ha un’esperienza più longeva della mia in questo ambito. Come ha scritto lei in uno scorso post: vi auguro di non trovare la “persona giusta”, ovvero la persona ideale, perché spesso il nostro ideale è fasullo e non corrisponde a ciò che vogliamo realmente. Così è stato per me. Lui è molto diverso dal mio prototipo di Principe Azzurro: col fisico da modello, raffinato, che ama leggere, con cui abbiamo tanti interessi in comune… In realtà non abbiamo nulla in comune! 😀 Siamo il giorno e la notte, persino politicamente siamo ai poli opposti (anche se paradossalmente ho più punti in comune col suo pensiero che con altri) eppure siamo perfetti così. Ci completiamo. Anche qui devo citare Monica: siamo due tessere di un puzzle: diverse ma combaciamo perfettamente.

Ebbene, ora, riguardandomi indietro, sono strafelice che tutte quelle altre storie siano naufragate! Anzi, ora ripenso con orrore: “Pensa se quella volta mi fossi messa con Tizio o con Caio? Oddio, ora starei con lui! Pensa a cosa mi sarei persa!” Come facevo a desiderare di voler stare con Sempronio? Non mi accorgevo di tutte le cose che non andavano? Oppure, ancora peggio, anche se sapevo già che non era il meglio per me e che volevo, meritavo altro, perché continuavo ad accanirmi a stare con lui a tutti i costi?

Tiro un sospiro di sollievo e dico: “Meno male che è andata così!” Altrimenti ora non sarei così felice.

 

Ma il segreto di tutta questa parabola è che ho applicato questo modo di pensare anche al resto, in realtà è un’abilità trasversale, un adattamento costruttivo pensarla in questo modo. La premessa iniziale era che questa parabola è nata dal fatto che Lui ha problemi sul lavoro. Ebbene, io ho applicato questo pensiero anche all’ambito lavorativo. Se vi ricordate, vi ho detto che ero la perfetta eroina chick-lit: senza uomo e con un lavoro precario. Da quando ho trovato l’Amore, ho cominciato a vedere roseo anche il mio futuro lavorativo. Innanzitutto non ero in mezzo a una strada: avevo un tetto sulla testa e di che mangiare, quindi non avevo nulla di cui lamentarmi! Non ero in una situazione davvero disperata. Semplicemente avevo un po’ perso la Trebisonda e non sapevo che direzione dare al mio futuro: stavo vagando senza meta. E anche qui commettevo gli stessi errori che dapprima avevo commesso con l’Amore. Ero convinta di aver fatto mille errori: se avessi scelto un’altra facoltà, se avessi fatto quei corsi professionalizzanti quand’ero ventenne, se mi fossi decisa prima a specializzarmi… E mi rimproveravo e maledicevo la malasorte per le occasioni perse: ah se quell’anno mi fossi impegnata di più, se durante quello stage non avessi fatto due lavori, se la mia amica mi avesse avvisata in tempo, se fossi stata lì al momento giusto anziché altrove… Di nuovo, o avevo sbagliato io non cogliendo le occasioni, oppure ero stata sfortunata e gli eventi avversi mi avevano ostacolata in qualche modo.

Ancora una volta, ero attanagliata da mille dubbi: troverò mai un lavoro decente? Mi sistemerò? Riuscirò a trovare la mia strada o finirò a sessant’anni a dover vivere di espedienti? Morirò triste e sola?

Ma poi mi sono resa conto che stavo ripetendo gli stessi errori. Quello che prima sembrava un clamoroso insuccesso amoroso, si era trasformato nella più grande gioia della mia vita! Il fallimento era diventato un successo, anzi un trionfo! E perché non doveva essere così anche nel lavoro? Mi sovvennero esempi di fallimenti diventati successi epici:

  • Hilary Swank fu licenziata dopo pochi episodi nel telefilm “Beverly Hills 90210” e ciò la sconfortò parecchio, si disse: “Cavoli, se non sono abbastanza in gamba neppure per una serie di terz’ordine, figuriamoci arrivare al grande cinema!” L’anno dopo fu scelta per la parte di “Boys don’t cry” che le fece vincere l’Oscar! Probabilmente se avesse continuato a interpretare una qualsiasi Carly di Beverly Hills ora sarebbe una sconosciuta. (Mi ricordo che quando lessi questa storia mi esaltò un sacco!)
  • Ad un certo Bob Young rifiutarono di pubblicare i suoi libri, fu così che gli venne in mente di realizzare una casa editrice on demand: Lulu. Ora l’azienda ha un fatturato di milioni di dollari. Ecco, se avessero pubblicato il suo libro, ora probabilmente sarebbe uno dei tanti autori persi nell’anonimato.
  • Storia simile per Giacomo Bruno: rifiutata la pubblicazione del suo libro dalle case editrici, ha fondato una sua CE, la BrunoEditore; e non solo: ha fatto tesoro di quell’insuccesso, si è reinventato e ha intrapreso anche una carriera da formatore. Ora tiene corsi di marketing da migliaia di euro.

 

Vedi come quello che a prima vista può essere una tremenda sfortuna può rivelarsi un’immensa fortuna?  Be’, questo dipende anche, e soprattutto, da come reagiamo noi ai momenti di crisi. Se li interpretiamo come una sfida da vincere, può essere un’occasione stimolante di crescita, di reinvezione personale; se li interpretiamo come qualcosa di insormontabile, può davvero rivelarsi la nostra disfatta totale. Soprattutto questo atteggiamento mentale è lampante negli ultimi due esempi: due uomini che hanno fatto tesoro della sconfitta e hanno trasformato le avversità in risorse.

Ma questa è un’altra storia. 😉 Parleremo delle strategie di coping adattivo nelle prossime puntate!

Per ora vi lascio con la morale di questa parabola: non temete l’insuccesso, significa solo che il successo è dietro l’angolo! 🙂

 

* letteralmente “letteratura per ragazze”, è quel filone a cui appartengono le commedie rosa, tipo “Il diario di Bridget Jones”.

The following two tabs change content below.
Sono Sharazad, aka Loana, ideatrice del sito. Psicologa e scrittrice. Anch'io come Monica ho trovato l'Amore Vero, anche se il mio non è longevo come il suo, ma ugualmente presenta tanti punti in comune. Sono qui per guidarti in un percorso di crescita personale e spirituale, che sono le basi per giungere al Vero Amore.

 

Lascia un commento

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong> 

richiesto

Il Vero Amore
CIF: B123456789
-
CP: - - (-)
Tel: VeroAmore1001

sharazad@ilveroamore.it