Oggi vi voglio parlare di una persona: una mia amica, una donna che conosco, anche se non da molto tempo.

È una brava persona, non ne voglio parlare male, vorrei che vi fosse chiaro che lei ha un sacco di pregi: è altruista (molto più di me), è simpatica, socievole, si preoccupa per gli altri (molto di più di quanto faccio io)… Eppure ha un terribile difetto:

non ascolta.

Quando si fissa su una cosa, parte per la tangente e non c’è verso di convincerla del contrario. Ma non è questione di testardaggine, di persona difficile da convincere, è che proprio non ci sente. Quando qualcuno comincia a parlare,  non ascolta proprio, lo interrompe e continua imperterrita a ripetere la sua teoria, il suo concetto, la sua convinzione, come se parlasse da sola. Sì, in pratica questa persona non parla con gli altri, non colloquia, fa solo dei monologhi. Come se fosse sola su un palco e gli altri fossero solo spettatori.

Ok – voi mi direte – Sì, ho capito Sharazad, ma puoi arrivare al dunque? Che ci frega a noi di questa tua amica? Mi dispiace per te che non ti ascolta, ma io sono qui, su questo blog, per trovare un amore, mica un’amica.

E invece c’entra.

Perché oggi, mentre pensavo a lei, al suo comportamento, non ho potuto fare a meno di pormi questa domanda: quante persone non ascoltano quello che gli altri hanno da dire? E quante persone non sono consapevoli dei loro difetti (non difetti fisici o piccole imperfezioni di cui obiettivamente “chi se ne frega!”), ovvero dei loro cattivi modi di comportarsi verso gli altri, e tutte le volte si stupiscono che gli altri a loro volta assumono verso di loro certi atteggiamenti? Si lamentano che tutti sembrano essere cattivi con loro e solo loro le povere vittime. Non è che queste vittime sono a loro volta un po’ dei carnefici?

Attenzione ho messo della bella carne al fuoco, due argomenti scottanti che voglio sviscerare prima di creare malintesi.

 

*Ascoltare gli altri

Questo di per sé è un problema mica di poco conto. La mia amica dubito ne sia consapevole. Ma io vi chiedo: come potete pensare di avere una relazione soddisfacente se non siete in grado di ascoltare l’altro? Di mettervi nei suoi panni? La relazione è uno scambio a due: non potete andare per la vostra tangente, convinte che i vostri pensieri siano anche i suoi. Quando parlo di ascolto, non mi riferisco solo ai discorsi verbali, ma anche attenzione nei confronti dell’altro, cercare di capire cosa davvero vuole, quali sono i suoi reali sentimenti/intenzioni/motivazioni, anziché costruirci dei castelli per aria senza alcun fondamento. E anziché continuare a fantasticare di amori irraggiungibili, che esistono solo nella vostra testa.

Anche tu ti sei riconosciuta in questa descrizione? Nel mio mini ebook ti spiego come smettere di sprecare risorse dietro a questi amori fantastici e dove trovare invece gli amori veri, sinceri e duraturi.

 

*Avere dei difetti di cui non si è consapevoli

Il primo passo verso la crescita personale, verso lo sviluppo e la realizzazione di sé, è la consapevolezza di sé stessi. E ciò si ottiene cominciando a guardarsi dentro, in modo sincero, un’onesta osservazione di sé senza pregiudizi. Perché mi comporto così? Cosa volevo davvero? Che cosa mi ha spinto a dire ciò che ho detto? Bisognerebbe iniziare a farsi un esame di coscienza e iniziare a capire dove noi ci comportiamo male verso gli altri.

Attenzione: farsi un esame di coscienza, non vuole dire colpevolizzarsi, o pensare che se un uomo ti tratta male è colpa tua. Men che meno giustificare comportamenti violenti: se un uomo ti tratta di merda, è solo ed esclusivamente colpa sua, che a quanto pare è un uomo di merda, c’è poco da discutere. Qui non sto parlando di questi casi limite.

Qui sto parlando del tuo atteggiamento in generale, che tieni verso le persone che ti circondano, e sì a volte pure con gli uomini. Perché se è vero che è sbagliato colpevolizzarsi, è anche vero che è altrettanto sbagliato continuare a fare sempre gli stessi errori, perché se le cose ti vanno sempre male, significa che continui a comportarti sempre nello stesso modo, e ad assumere atteggiamenti controproducenti verso te stessa.

Il nocciolo della questione, che vorrei che comprendessi e che facessi tuo, è che se lui si comporta da stronzo con te, non è colpa tua che ti sei comportata male in questo istante, e non pensare che in futuro dovrai essere più premurosa, gentile, più crocerossina, per farlo contento. Ma la domanda che devi farti è: perché continui a sceglierti uomini così e ti ostini – come direbbe una mia amica cilena – a inciampare sempre negli stessi sassi?

È vero, gli uomini sono stronzi, stronzissimi, cattivissimi, ma come mai tu continui a cascarci e a cadere sempre vittima di questi uomini da quatro soldi e addirittura a sentirti terribilmente attratta da loro, se non persino innamorata?

Te lo spiego qui, in questa guida, dove ti elenco le principali cause dei tuoi sbagli e i motivi della tua sofferenza e ti spiego come evitare di soffrire per Amore e trovare l’uomo giusto!

Se finora hai sempre pensato che fosse un caso, che fossi perseguitata dalla sfortuna, be’, ho una buona notizia per te: non è così. Non è colpa della Dea Bendata, cioè che ti succede è solo una conseguenza delle tue azioni che sono dirette nella direzione sbagliata: ovvero verso la sconfitta anziché la felicità.

Leggi per bene questo report gratuito che ho preparato per te dove ti spiego ogni cosa, e poi lasciami pure qui sotto i tuoi commenti, così ne parliamo insieme.

Fammi sapere cosa ne pensi,

Sharazad.

 

Molto tempo fa vidi un telefilm in cui il protagonista disse a un suo amico in procinto di sposarsi (che a quanto pare aveva dubbi se davvero lei fosse la donna della sua vita): “Quando decidi di sposarti, non dovresti avere neppure il minimo dubbio, neppure un’esitazione, sennò non va già bene”.

Inutile dire che quell’affermazione mi lasciò di stucco. In preda a mille rimuginazioni. A quei tempi ero fidanzata con un ragazzo molto bello (ma obiettivamente bello, tutte le mie amiche – o meglio, dovrei dire “conoscenti” perché quelle non erano VERE amiche – avevano una cotta per lui o comunque lo trovavano attraente), ma paradossalmente io non lo trovavo così attraente. Appena lo avevo visto, l’avevo considerato carino, sí, ma nulla più. Io, al contrario, ero rimasta affascinata dal suo carattere perché avevamo molte cose in comune, avevamo esattamente gli stessi gusti, sembrava quasi la mia versione al maschile!

Nonostante ciò, quando ascoltai quella frase nel telefilm, fui assalita da mille dubbi. Lui mi piaceva sí, ma non abbastanza. Dentro di me lo sapevo. A quei tempi in realtà lo pensavo per motivi sbagliati, nel senso che avevo ancora una concezione acerba dell’amore e lo confondevo con le grandi passioni: per lui non avevo quel trasporto, quel desiderio irrefrenabile, quella voglia irresistibile, quel vederlo bellissimo, come invece mi era accaduto per le grandi cotte precedenti. Quindi attendevo ancora l’amore inteso come attrazione fatale, che per lui non c’era. Be’, ora so che neppure quello sarebbe stato Amore, ma non importa, il concetto chiave è che mi resi conto che non l’amavo abbastanza perché avevo dei dubbi, troppi dubbi. C’era qualcosa che non andava, dentro di me sentivo che non provavo quell’amore incondizionato, quel sentimento totale, sapevo che avrei potuto amare di più, avrei potuto provare sentimenti molto più forti di quello, nonostante per lui avessi un’immensa stima e ne riconoscessi i pregi. Era un ragazzo con dei bei lineamenti, fisico sportivo, aveva un bel carattere: socievole, espansivo, e con me era molto dolce, inoltre, come già detto, condividevamo molte cose: dai gusti al modo di vedere la vita, avevamo un profondo senso di giustizia e lealtà. Tutto questo ci accomunava e in un certo senso pensavo che non sarebbe stato facile trovare un’altra persona con cui avevo un’intesa simile. Quindi se razionalmente ero portata a credere che lui fosse la persona giusta (e mi dicevo che non dovevo essere superficiale e pensare solo all’attrazione fisica, ma dovevo dare più importanza agli aspetti caratteriali), dall’altra mi rendevo conto che il mio cuore non lo bramava. È così. Poi ho scoperto che ovviamente non è solo una questione di aspetto fisico, ma così come il corpo da solo non è importante, altrettanto il cervello: non basta stimare e avere simpatia per una persona per amarla, quello può bastare per un’amicizia, ma l’Amore necessita di altro.

Allora perché questo titolo? Abbiate le palle /ovaie di fare cosa?

Di mollarlo/a.

Troppa gente trascina storie defunte da tempo solo per inerzia (ormai sono qui, chi me lo fa fare di cambiare?) o forse per paura: paura di rimanere soli, del giudizio degli altri (la famiglia, gli amici che diranno? Ormai sono 700 anni che usciamo insieme, tutti ci danno già per sposati), paura di affrontare le conseguenze, di non trovare più nessuno così buono/ricco/gentile/intelligente…

SBAGLIATO!

La follia è continuare! Continuare una cosa che sapete non essere quella giusta, non essere ciò che davvero volete, ciò che davvero può rendervi felice, e non un fac-simile.

Certo crogiolarsi nella sicurezza è più comodo, facile, dopotutto cambiare e ricominciare tutto da capo è dispendioso: richiede energia e voglia di rimettersi in gioco.

Non è da tutti.

Ma ve lo dovete! Lo dovete a VOI e AL PARTNER! Avete notato qual è l’argomento di questo blog? Trovare il Vero Amore! Come potrete mai trovarlo se perdete tempo con una storia che sapete già essere sbagliata? Ogni minuto in più speso in un finto amore, è tempo sprecato a non cercare l’Amore Vero. Perché prendere in giro il partner? Perché prendere in giro voi stessi?

 

“Ehhh lo so Sharazad, ma ormai… Non voglio buttare via tanti anni…”  Ah questa è la mia preferita! Ma buttare via che? Insomma se in tutti questi anni siete stati insieme, qualcosa ci sarà stato, avrete avuto dei bei ricordi, dei bei momenti, no? E allora, le belle esperienze(ma anche quelle brutte) non sono mai una perdita di tempo, fanno parte del nostro bagaglio, della nostra crescita personale, del nostro percorso verso la maturità emotiva (condizione indispensabile per vivere un amore sano), non c’è nulla di cui rammaricarsi. Ma ci sarebbe invece molto da perdere nel continuare una storia sbagliata! Cioè, fammi capire, ti preoccupi tanto degli anni passati (che ormai intanto è andata così e non ci puoi far nulla, non li puoi cambiare) e non ti scalfisce minimamente l’idea che stai per buttare via decenni della tua vita futura? Sai già che il futuro sarà una merda però decidi – CONSAPEVOLMENTE! – di continuare bovinamente su questa strada, in virtù di un passato che a quanto pare è già stato una merda pure quello? E quale sarebbe lo scopo di questa idiozia masochistica? Vincere un premio di perseveranza? La santità?

 

Perciò chiedetevi: “È davvero questa la persona che voglio al mio fianco? È lei senza il minimo dubbio?”

Se la risposta è sì, via alla marcia nuziale! 😉