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Anna Kozlov era sposata da appena tre anni quando dovette dire addio al marito Boris, che venne convocato nell’Armata Rossa. Anna avrebbe dovuto aspettare il suo ritorno, o almeno così pensavano entrambi. Durante il servizio militare di Boris, tuttavia, Stalin esiliò Anna e la sua famiglia in Siberia, e la giovane sposa non poté nemmeno lasciare un riferimento al marito. Boris la cercò per anni. I due erano della stessa città, Borovlyanka, ma Anna non aveva il permesso di recarvisi. I due persero ogni contatto.

Anna rimase così turbata che pensò seriamente al suicidio. Sua madre, allora, distrusse tutto ciò che le poteva ricordare il suo rapporto con Boris, comprese le lettere e le foto del matrimonio. Anni dopo lei si risposò. Anche Boris si risposò, senza sapere niente.

Passarono gli anni ed entrambi rimasero vedovi. E allora, 60 anni dopo il loro matrimonio, avvenne un miracolo. Anna riuscì finalmente a visitare la sua città natale e vide da lontano un uomo anziano. Era Boris. Lui era andato a Borovlyanka a visitare la tomba dei genitori, e quando vide Anna le corse incontro. Come in una favola, si sono sposati per la seconda volta e hanno vissuto felici.

 

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Dopo aver dato alla luce nostro figlio, la vista di mia moglie ha iniziato a peggiorare. Indossava già gli occhiali, ma all’improvviso la sua vista è diventata davvero pessima. Non sopportavo di vederla soffrire, quindi ho accettato un secondo lavoro e ho cominciato a fare anche dei lavoretti online. Ho lavorato giorno e notte e non sono riuscito a dormire bene per tutto l’anno. Alla fine, ho risparmiato abbastanza denaro per la chirurgia oculare correttiva.
Di recente mia moglie è tornata dall’ospedale ed è rimasta stupita da quanto chiaramente potesse vedere tutto. L’anno passato è stato duro con me, ma non me ne pento neanche un po ‘, perché ora ho un figlio sano e una moglie felice. Sono le persone più importanti della mia vita.



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Mia sorella maggiore si è sposata. Suo marito è un esigente ed è molto difficile da accontentare quando si tratta di cibo. Ogni volta che critica apertamente la sua cucina, ricordo sempre l’ex fidanzato di mia sorella. Ogni volta che lei cucinava fegato di pollo, lo mangiava sempre e diceva che non aveva mai assaggiato niente di meglio.
In seguito si è scoperto che era in realtà allergico al fegato di pollo.
A quanto pare, amava moltissimo mia sorella.

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Ho perso la gamba a 19 anni. All’epoca uscivo con una ragazza ed eravamo molto innamorati. Dopo un po ‘, improvvisamente ha deciso di trasferirsi all’estero, sostenendo di voler guadagnare dei soldi per noi. Volevo crederle, ma ero convinto che stesse mentendo. Le ho detto che dovevamo separarci e che sarebbe stato meglio per lei. Un mese dopo, il mio campanello suonò. Presi le stampelle, aprii la porta ed eccola lì. Non sono nemmeno riuscito a pronunciare una parola prima che mi schiaffeggiasse e caddi. Si inginocchiò accanto a me, mi abbracciò e disse: “Sei un idiota! Non sono scappata da te. Domani andremo in ospedale e c’è una protesi che ti aspetta. Sono andata all’estero per guadagnare soldi in modo che tu possa camminare di nuovo – hai capito?” Ero così sopraffatto dall’emozione che non riuscivo a pronunciare una sola parola – l’ho abbracciata forte e pianto.

 


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Una volta ho visto in prima persona come le donne meritano di essere amate.
Portavo le borse della spesa di un’anziana signora su per una scala in un sottopasso. Mi ha ringraziato e timidamente mi ha chiesto di aiutarla e di accompagnarla a casa sua. Mi disse che aveva fretta perché suo marito aspettava di incontrarla ogni volta che usciva. Mentre ci avvicinavamo, vidi un uomo quasi cieco che camminava con un bastone fuori dalla casa della signora. Venne da noi e mi prese le pesanti borse della sua amata.
Ho immediatamente ricordato quanto spesso fossi troppo pigro per incontrare la mia ragazza, persino mentre tornavo a casa dal supermercato o dalla stazione ferroviaria che si trovavano vicino alla sua abitazione.

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Ciao a tutte! E Tutti!

Oggi inizio questa mini rubrica dedicata alle storie di Vero Amore. Nove storie che saranno pubblicate ogni lunedì per 9 settimane. Saranno 9 brevi racconti ― presi da internet ― che testimonieranno piccoli esempi quotidiani di grande amore che perdura nel tempo. L’Amore, quello vero, quello che tutti ricerchiamo.

Buona Lettura,
🙂

Il marito che aspettava

Il viaggio di lavoro

L’ex fidanzato

La vista

 

Qualche settimana fa riflettevo su questo argomento. E oggi di nuovo, un commento di una ragazza su Facebook mi ha scatenato questa riflessione, tanto che ho deciso di scriverci un breve post.

Si lamentava del fatto che le donne fanno mille preparativi per rendersi belle agli occhi degli uomini, mentre loro – gli uomini – è già tanto se si lavano!

Poi  però faceva notare come lei, desiderosa di un uomo col petto depilato, alla fine aveva ottenuto ciò che voleva. Cioè era riuscita a convincere un ragazzo, con cui si stava già frequentando, a depilarsi il petto, proprio come piaceva a lei! E come aveva fatto a fare questo miracolo?

Glielo ha semplicemente chiesto!

E lui ha risposto magicamente OK!

Non era difficile, no?

Eppure una cosa così scontata che dovrebbe essere persino ovvia, in realtà mi stupsice sempre per quanto sia invece una rivelazione!

Eh già, perché non è affatto scontato che le donne facciano richieste così esplicite su cosa desiderano in amore, su cosa dà loro piacere. Non parliamo poi di ciò che riguarda il sesso, lì tabù totale.

E allora mi sono ricordata di un episodio simile capitato a me, quando, parlando casualmente con un mio ex fidanzato, venne fuori che a me piacevano i petti depilati e lui mi disse, quasi un po’ risentito: “Perché non me l’hai mai detto?”

Già.

Perché non glielo avevo mai detto? Risposi che era perché mi aveva raccontato che una volta si era fatto la ceretta ma poi gli era venuta una forte irritazione e quindi avevo dato per scontato che non volesse più farsela. Questo era parzialmente vero, ma non era la motivazione più importante.

La verità era che non ci avevo mai pensato! Semplicemente… cioè avevo dato per scontato che se lui non si depilava era perché non gli piaceva farlo oppure si preferiva così o non ne aveva voglia. Ma in effetti non glielo avevo mai chiesto esplicitamente. L’avevo preso così come era, come un dato di fatto, e me l’ero fatto andare bene, senza pormi troppe domande, lo avevo accettato e basta. È così, punto.

E mi stupii quando, parlando sempre di questo argomento, trovai questo denominatore comune: uomini che rispondevano (in riferimento alla domanda se erano contrari o favorevoli alla depilazione): “No, per me non sarebbe un problema farlo…  ma nessuna me l’ha mai chiesto!” Della serie: se a loro andava bene così, perché dovrei prendermi la briga io di farmi in 4 che a loro non interessa?!

Come dargli torto…

Eppure a molti di loro piace rendersi attraenti per le loro compagne; più di una volta mi sono capitati esempi, a me o anche ad amiche, in cui lei dice: “Mi piace l’orecchino” e taac il giorno dopo lui arriva col piercing; “Non mi piacciono i baffi, ti stanno male”, taac rasato. Un mio amico non si era mai lasciato crescere la barba da anni che lo conoscevo, la nuova fidanzata gli dice: “mi piace un po’ di barba”. Ora sono due anni che porta la barba, non il barbone trascurato, ma sempre curata alla stessa media lunghezza.

Ed è così che alla fine a me è venuta una semplice riflessione: perché non chiediamo ciò che vogliamo?

Alla fine la soluzione è semplice: non vi rendete anche voi conto che troppo spesso diamo per scontate certe cose, lui non lo fa quindi non ci poniamo il problema e accettiamo passivamente. “E’ fatto così…”

Mentre mi sembra che gli uomini fin troppo spesso non si facciano problemi ad avanzare critiche o a mostrare le loro preferenze: “a me le donne piacciono così o cosà”.

Perché invece noi donne ci facciamo tanti problemi a chiedere ciò che desideriamo?

Io dico che è a causa dell’educazione che ci portiamo dietro fin dalla più tenera età. Ma ora non sono qui a scrivere un articolo di sociologia o psicologia o pedagogia, non voglio parlare delle recondite motivazioni che ci spingono a comportarci così, ma voglio proporvi un’alternativa al vostro solito modo di pensare, ai vostri consueti atteggiamenti.

Perché noi donne non impariamo a pretendere? Diamo sempre per scontato che dobbbiamo essere noi a farci belle per loro, noi a piacergli… e quando arriva il nostro momento di godimento? Quando saranno loro a soddisfare i nostri gusti, il nostro piacere, il nostro senso estetico?

Secondo me è giunta l’ora di ribaltare un po’ il punto di vista: invece di pensare sempre: “Sarò alla sua altezza? Sarò abbastanza bella per lui?” Provate a chiedervi se lui è alla vostra altezza… Se lui è abbastanza per voi. E non mi riferisco tanto all’aspetto fisico, se lui sia più o meno bello, più o meno sexy di voi, ma quanto piuttosto alla sua persona. Quanto vale? Ne vale davvero la pena? Davvero vale così tanto del vostro tempo, delle vostre energie e dei vstri sforzi per correre dietro a lui? Secondo voi, ce l’ha solo lui? (sì, mi riferisco proprio all’organo genitale) Non credo proprio! E allora perché dovreste sprecare tempo dietro a uno che non vi considera? Avete cose più importanti da fare, ad esempio pensare a voi stesse! Avete persone più importanti di cui occuparvi: voi stesse!

Se lui non è disposto a fare niente per voi, perché voi dovreste perdere un sacco di tempo per lui? Ma non vi sentite un po’ prese per i fondelli?

E allora imparate a chiedere!

Chiedere, non ordinare!

Non significa che dovete andare in giro a comandare gli uomini a bacchetta: fai questo, fai quello. Però dovete imparare a esprimere ciò che volete, con calma ma con fermezza. Sai cosa significa essere assertiva? Le persone assertive non predominano sugli altri, non sono arroganti o prepotenti, ma sanno dire un no con decisione, senza farsi soppraffare dalla rabbia o dall’arroganza perché non temono di essere mal giudicati per un pensiero dissidente, ma sanno che la loro opinione conta, quindi sanno anche esprimere dissenso senza dover sopraffare gli altri.

Quindi impara ad esprimere le tue opinioni, a dire ciò che vuoi, non temere di chiedere ciò che desideri. Ripeto, con modi pacati ma decisi. Non devi dimostrarti prepotente, ma neppure troppo accondiscendente o timorosa. Tu chiedi, al massimo lui dirà di no.

E allora se lui non è disposto a fare neppure una piccola cosa per te, non è disposto a venirti incontro, davvero pensi che ne valga la pena?

Be’, secondo me sai già la risposta.

Hai qualche dubbio? Vuoi farmi una domanda in merito a questo argomento? Scrivi un commento qui sotto oppure mandami una mail a sharazad@ilveroamore.it

Qualche giorno fa stavo parlando con una mia amica. Ha dei problemi con le coinquiline, in particolare con una sua coinquilina. Da come mi ha raccontato la mia amica, ho percepito che ora questa coinquilina le sta talmente di traverso, che ogni cosa che fa le dá fastidio, qualsiasi cosa la prende per il verso sbagliato, anche le cose che non sono realmente fastidiose e persino quelle che, come ascoltatrice esterna, ho percepito come buone intenzioni da parte della coinquilina. Ma la mia amica me le ha liquidate con un: “Mente!”. E io: “ma no, dai, magari sta facendo un passo verso di te, voleva essere gentile nei tuoi confronti.” “Io non ci credo”.

Ora io non voglio stare qui a discutere su chi abbia o meno ragione, non mi importa perché non è il senso di questo post. La mia riflessione è un’altra. La mia amica non è nuova a questi tipi di comportamento: qualche mese fa ha avuto la stessa reazione con un’altra persona: l’aveva presa per quel verso e, qualsiasi cosa facesse o dicesse, non le andava bene.

Ora vanno d’amore e d’accordo.

Però io ho notato per la seconda volta questo schema ripetuto: è come se tutte le volte che qualcosa le va male, che ha una giornata storta o un periodo no, avesse bisogno di avere qualcuno a cui dare la colpa. Un capro espiatorio appunto.

Ora mi chiederai: “Be, che c’entra tutto questo con me?” Te lo dico subito: anche tu quando si tratta di concludere qualcosa in campo sentimentale dai sempre la colpa agli altri, a qualcun altro, a qualcos’altro? Credi che tutte le tue sfortune amorose non dipendano da te, dai tuoi comportamenti, ma da un terribile sortilegio che si è abbattuto su di te? Pensi che se solo fossi più bella, più intelligente, più simpatica gli uomini sarebbero tutti ai tuoi piedi, invece purtroppo la sfortuna non ti ha fornito queste doti e quindi tu non ci puoi fare nulla?  

Niente di più sbagliato!

Ti do una bella, ma anche brutta, notizia: la tua sorte in amore invece dipende proprio da te!

Perché questa è una notizia bella e brutta?

È una bella notizia perché significa che tu non sei più in balìa degli eventi, ma ciò che accade da qui in poi è una tua scelta, il futuro è nelle tue mani.

Ma questo ha anche un risvolto negativo: ossia non potrai più permetterti di stare lì a lamentarti e a dare la colpa agli altri per ciò che ti succede, non potrai più incolpare il fato e altre divinità, non dovrai aspettare un miracolo dall’alto ma dovrai essere tu a fare qualcosa. Prendere in mano la propria vita significa darsi da fare, alzare il culo e cominciare a cambiare le cose, cominciare a cambiare i propri stili di vita, i propri modi di agire e di comportarsi, cambiare anche le proprie amicizie, e mettere addirittura in discussione la propria vita, le proprie convinzioni errate sull’amore.

Sì, dovrai cambiare il tuo modo di pensare, di porti, i tuoi atteggiamenti e i tuoi pregiudizi sugli uomini e l’amore che ti portano verso la direzione sbagliata ovvero verso uomini disfunzionali, anziché verso un rapporto appagante e soddisfacente con la persona giusta per te.

Non solo, ma questo tipo di atteggiamento ha anche ripercussioni su una coppia già formata. Se non impari a gestire le discusisoni e i problemi in modo maturo, ma cercando sempre qualcuno a cui dare colpa, anche quando avrai o se hai già un uomo al tuo fianco, non andrai molto lontano. Bisogna imparare ad affronatre i problemi della coppia in modo costruttivo, e non fare la scaricabarili.

Come fare tutto ciò?

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Dopo averlo letto, fammi sapere che ne pensi, scrivi un commento qui sotto o contattami via mail.

Un abbraccio,

Sharazad