“Credo che nella vita, ognuno di noi possa incontrare l’altra metà della mela. Purtroppo spesso rivolgiamo la nostra attenzione verso persone non proprio adatte a noi. Questo ci porta a sprecare tempo ed energie.”

Parto da questo ritaglio di un articolo letto ieri sul web perché da questa frase ho avuto lo spunto per parlarvi dell’argomento di oggi.

Il sito in questione è un sito che parla di magia e offre rituali per trovare l’anima gemella, ma anche se non credete in queste cose (predestinazione, magia, religione…) poco importa al fine della questione. Perché, a prescindere dal fatto che voi crediate o meno nel destino, questo è un buon precetto di cui tener conto, una buona pratica da adottare.

Troppo spesso capita di fissarsi su delle persone che non ricambiano la nostra passione/infatuazione; ciò, oltre a crearci frustrazione, in realtà ci allontana tantissimo dal reale obiettivo: trovare il Vero Amore. Se corri dietro a chi non ti caga, rischi di perdere chi potrebbe essere davvero importante per te.

Se anche riuscissi a ottenere l’uomo che desideri in questo momento, ma che in realtà non è la persona giusta per te, la gioia sarebbe solo momentanea, perché a lungo andare questo rapporto ti porterebbe solo infelicità. Ecco perché nel mio report gratuito spiego perché “conquistare significa essere sconfitti”.

Quindi perché affannarti tanto? Perché sprecare tempo ed energie dietro a qualcosa che in fondo non ti meriti, che non è un bene per te?

Tornando alla frase di apertura, immagina per un momento che sia vero, che davvero là fuori da qualche parte esista per te l’anima gemella, la tua metà della mela che ti sta aspettando. Come ti comporteresti?

È il trucco del “come se“: comportati come se davvero qualcuno ti stesse aspettando dietro l’angolo, come se ne fossi sicura. Cosa faresti se avessi la certezza che c’è qualcuno di speciale destinato a te?

Innanzitutto appena incontri qualcuno che in qualche modo ti delude o ti maltratta o ti fa patire, capisci subito che non è quello l’uomo per te! 

Tutto ciò ha degli incredibili vantaggi: 

  1. Non perdi tempo. Perché dovresti sprecare delle energie con qualcuno che hai già capito non essere quello giusto? Il Vero Amore ti sta spettando e tu davvero vuoi correre dietro a una mezza calzetta? Ma ti pare il caso? Con tutte le cose utili e costruttive che ci sono da fare nella vita, vuoi davvero sprecare il tuo tempo per pensare a quali sono le vere intenzioni di costui? Stare a rimuginare se ti sta prendendo in giro o magari si vede con delle altre. E anche se fosse? A te che importa? Intanto non è lui l’uomo destinato a te!
  2.  Non vai in sbattimento. Ovvero non ti struggi inutilmente per niente! Non ti fai mille problemi, paranoie sul perché non ti ha richiamato, sul perché non ti considera, o sul fatto che dà più attenzione al criceto del suo vicino che a te! Tutte queste sciocchezze non avranno più la minima importanza per te, perché intanto saprai con certezza che provengono da una persona che non ha alcuna importanza nel tuo futuro! Non è lui quello destinato a renderti felice! Sai già che è solo un passatempo, una cotta momentanea, quindi perché struggersi per qualcuno che non conta niente? Il fatto che lui non ti abbia considerata, non deve avere più alcun valore per te, è solo un dettaglio, una cosuccia da nulla, di nessuna importanza.
  3. Non ti commiseri. Non ti fai prendere dall’ansia sul “perché capitano tutte a me”. Tu non sei una povera disgraziata, non sei né più infelice, né più sfortunata delle altre. Sono tutte sciocchezze! La tua non è sfortuna, è attesa! Come potrebbe essere sfortuna essere riuscite a sbarazzarsi di un uomo che è inutile? Di un intralcio, di qualcuno che a lungo andare ti avrebbe reso infelice, se non addirittura avrebbe ostacolato la tua carriera o rovinato i tuoi piani. Pensa se fra qualche anno lui si intromettesse tra te e il tuo progetto, magari il sogno di una vita? Può essere anche una cosa semplice, non vuol dire fare l’astronauta o diventare una diva del rock, mi riferisco anche a un semplice progetto di comprarti una casetta in campagna o avere dei figli. Pensa se lui non li volesse! Ti sentiresti davvero così sfortunata ad aver perso un uomo così o la reputeresti la più grande botta di c**o della tua vita?!

Come puoi notare, è tutta una questione di prospettive. Vedere le cose da un punto di vista di verso, ti aiuta ad essere più serena.

Il tuo atteggiamento mentale sarà positivo e ti sentirai più rilassata, evitando di commettere quegli errori che fanno scappare gli uomini di valore (vuoi sapere quali sono questi errori che sicuramente commetti senza neppure accorgertene? Scarica la mia Guida GRATUITA: “Come evitare di soffrire per Amore e trovare l’uomo giusto” a questo link: https://goo.gl/f7pdU3). E sai perché tutto questo accadrà? Perché avrai automaticamente la certezza che anche se non era lui l’uomo destinato a te, non ti devi preoccupare, quello per te c’è, ma devi ricordarti che ogni giorno che passi con uomini sbagliati, ti allontana sempre più da quello giusto, perché ti avvelena, ti imprigiona dinamiche sbagliate che, invece di farti evolvere, ti fanno retrocedere. E quando avrai chiuso questa relazione dannosa, ne sarai rimasta avvelenata e ti ci vorrà un po’ per riuscire a disintossicarti. Insomma ogni secondo di più dietro all’uomo sbagliato ti riporta indietro e dovrai fare un sacco di sforzi per tornare al punto di partenza.

Lo so, lo so: potresti farti prendere dallo sconforto del “Sì, vabbè, ma quando arriva?”

Arriverà al momento giusto, quando sarai pronta.

 

Sembra un discorso da predestinati (aspettiamo “l’eletto”), lo so, ma in realtà ha un significato molto più pratico e tangibile. Quando dico “devi essere pronta” non mi riferisco al fatto che tu debba fare delle scoperte esistenziali sulla vita e sul senso dell’universo, ma più terra terra devi maturare le capacità di gestire un rapporto. Se non sai come affrontare una lite, ad esempio, come farai quando ti troverai inevitabilmente a litigare? Sai comunicare nel modo giusto? Sai gestire i conflitti in modo costruttivo?

Se sei ancora imprigionata nei tuoi blocchi infantili, come puoi pensare di costruire una relazione sana se prima non risolvi le questioni aperte con te stessa?

Perciò sai cosa ti dico di fare?

PORTATI AVANTI!

COMINCIA  ORA!

Inizia a metterti in discussione e a capire i tuoi errori.

Se non sai da dove partire, ti consiglio di iniziare dalla mia guida gratuita!

Più sarai evoluta nella tua crescita personale, prima l’uomo adatto a te arriverà.

 

Fammi sapere cosa ne pensi di questo articolo qui nei commenti o tramite un messaggio privato a sharazad@ilveroamore.it

 

In bocca al lupo!

Sharazad

 

maialino rose cuoreÈ già da qualche giorno che ho letto questa notizia ma non sono riuscita finora a scrivere l’articolo dedicato che volevo perché sono impegnata nell’altro progettino di cui vi ho accennato due settimane fa: la guida gratuita per trovare il Vero Amore. Quindi abbiate pazienza con me: sto lavorando per voi! 🙂

Tornando alla notizia linkata sopra, in pratica la ragazza protagonista di questa orribile storia è Sophie, un’inglese che in vacanza a Barcellona conosce un certo Jessie, un olandese anche lui in vacanza. (E poi ci dicono che solo gli italiani sono maschilisti e arretrati, mentre i nordici sono così “a modo”, evoluti, “civili“- citando Checco Zalone in Quo Vado?) Fatto sta che i due finiscono e letto e mesi dopo lei va ad Amsterdam per incontrarlo e lui, come calorosa accoglienza, le manda un messaggio con scritto: “You were pigged!”. Sei stata maialata, alla lettera, che in italiano ovviamente non ha alcun senso. Il modo di dire nasce da uno spassosissimo gioco di ultima moda denominato “Pull a pig”: in pratica un gruppo di ragazzi si diverte ad abbordare una ragazza grassa e brutta, fingendo di corteggiarla, il tutto per deriderla e prenderla in giro. Ma che buontemponi! Questo sì che è divertimento sano e genuino! A parte la disgustosa meschinità e la pochezza di chi si diverte con scherzi del genere, (che non sono affatto innocui – ci terrei a ribadirlo –  ma possono, oltre che umiliare pesantemente la vittima, anche lasciare cicatrici indelebili, possono creare traumi pesanti e colpi devastanti all’autostima) sono esseri inutili che non hanno di meglio da fare nella vita e non si rendono cinto di quanto sia bella e di quante cose fantastiche e produttive si possano fare, dubito che creeranno mai qualcosa di utile nella loro esistenza. In pratica consumano un sacco di ossigeno prezioso.

Innanzitutto, complimenti alla ragazza che ha denunciato! Non è per nulla facile avere la forza per fare una cosa del genere, dire davanti a tutti di essere stata presa in giro e umiliata in quel modo. Ci vuole una certa forza d’animo e coraggio (quello che i vili che fanno questi odiosi “scherzetti” non hanno affatto!). A quanto pare, la ragazza in questione non era così vulnerabile come pensavano quei furbastri di Jessie & Company. Ora il povero Jessie si lamenta che questa storia gli sta rovinando la vita! Oh mio Dio, poverino! Pensa un po’, caro Jessie, a quante vite avresti potuto rovinare tu se invece Sophie non fosse stata così forte? E fosse magari caduta in depressione o cose simili… Be’, sai che ti dico? Se sei colpevole, ti sta bene! A quanto pare il Karma esiste. È il minimo che ti possa succedere, prima o poi dovevi imparare che ogni azione ha delle  conseguenze.

Ma la prima riflessione che mi è venuta in mente e voglio condividere con voi perché trovo estremamente costruttiva, è la seguente: come mai una ragazza è disposta ad andare così lontano per un ragazzo che non conosce nemmeno? 

Ha avuto solo una storia di una notte  poco più, poi non si sono visti per mesi, forse sentiti via SMS, ok, ma… Quanto sapeva realmente di lui? Quanto poco si conoscevano? Come fa ad esserle “partita la brocca” per un semi-sconosciuto?

In realtà io ormai vedo solo il ripetersi di film già visti, dinamiche che, nelle loro varianti, sono sempre uguali, ripetono uno schema già visto.

Ormai vedo schemi, schemi ovunque!

Però è vero, quando entri in un’ottica di pensiero, cose che prima non notavi o ti sembravano scontate, ora cominci a vederle sotto una luce diversa, le inquadri per ciò che realmente sono, riesci a intravedere le trame sottostanti, intuisci le vere motivazioni, emozioni e sentimenti che si celano dietro.

Ora vi svelerò il meccanismo sottostante, di cui spesso anche chi lo mette in pratica non è consapevole. Inconsciamente, a istinto, il carnefice fiuta subito la vittima ideale, anche se non sa bene dire il perché. Di primo acchito potremmo pensare che la motivazione che lo spinge a farlo sia solo una questione di bellezza: quelle belle se la tirano e non ti considerano, non ti danno ciocco, quelle brutte sono facilmente abbordabili e suggestionabili. La bella dice di no perché ha tanta scelta, sa che può avere di meglio e quindi sceglie il meglio; la brutta invece è più di bocca buona perché ne ha poca, quindi chiunque le sembrerà un ragazzo carino.

Sì e no.

Questo è parzialmente vero, ma è solo una spiegazione superficiale.

In realtà sono dinamiche che si annidano più in profondità, nell’autostima.

La differenza tra i due tipi di ragazza è invece la maggior vulnerabilità, l’ingenuità dovuta all’inesperienza che ti rendono maggiormente manipolabile.

Il primo pensiero che scatta è: “WOWWOW! Un ragazzo che ci prova con me, finalmente! Uno che mi trova carina!” Invece di pensare:  “ok, questo ragazzo è interessato, ma a me interessa? Mi piace davvero, io lo avrei mai cercata? È carino, ok, ma oltre a questo? Davvero voglio prendermi la briga di correre dietro a uno che sta in Olanda? Come diavolo posso mandare avanti una storia del genere?”

Vi sembra troppo razionale? Ma infatti lo è! Per quello nella mia guida “Come conquistare l’uomo giusto per te” ti spiegherò come usare la razionalità e la lucidità sia fondamentale per trovare l’Amore!

L’avventura di una notte ci poteva stare, ma il resto non ha senso.

Ora purtroppo non ci è dato di sapere se lui ha continuato a oliare il meccanismo, mandandole continui messaggi d’amore e spergiurandole il suo amore eterno, o lei ha fatto tutto da sola e si è fatta un film mai visto senza alcun presupposto. Conta poco al fine della mia analisi perché queste cose succedono continuamente: donne che creano imperi, storie d’amore epiche sul nulla, solo fantasticando su uomini che hanno visto una volta e – come in questo caso – con cui si sentono a distanza. Questa poi è la pecca del nostro secolo. Gli amori a distanza, da chat. Scrivono messaggi smielati, magari non si sono mai visti neanche una volta dal vivo, e niente loro partono con gli inviti per il matrimonio.

Ma tutto ciò a cosa è dovuto? Come mai si attivano certi modus operandi tipici delle donne?

Innanzitutto, una delle motivazioni principali è il troppo valore che la società dà alla bellezza. Come ho già spiegato dettagliatamente in questo articolo sulla bellezza, e anche in quest’altro sulla maternità, per le donne essere belle non è solo una questione di vanità, ma proprio di valore a loro riconosciuto. Se sei bella, vali! Sei importante, sei qualcuno.

Ma oltre alla società, c’è un sentire, un modo di pensare tipico delle donne, ovvero la convinzione di non essere nessuno se non si ha un uomo, sentirsi donna a metà, poco realizzata. Ora avere un compagno è un sentimento giusto e legittimo, ma non a qualsiasi costo. Non chiunque. Non quello che ci fa andare in fibrillazione ma che ci tratta di merda! O che esiste solo nella nostra testa. Per carità! Non deve essere un’ossessione.

E soprattutto, alla base c’è l’assunto che il nostro valore dipenda dal valore che ci dà un uomo. Se piaciamo a tanti uomini valiamo, se un uomo è interessato a noi, allora vuol dire che siamo interessanti.

NO!

Noi valiamo a prescindere!

Quello che ripeterò fino alla nausea in questo blog: non è la quantità che conta, ma la qualità. Non importa piacere a tanti, ma a chi ci piace; non a chiunque, ma a chi ci merita, chi è un uomo di valore. Scusa ma che cavolo me ne faccio di piacere a uno che so che è un coglione?! Ma morisse!

E poi c’è l’evoluzione di questo delizioso scherzo: ci sono quelli che arrivano a portarsi a letto una che per loro è brutta, per poi sussurrarle – nel mentre del rapporto sessuale – frasi umilianti, tipo: “Sei un cesso, sei una cicciona” o robe simili. Ma che razza di sfigato sei?! E tu, ragazza, dovresti offenderti per uno così?! Ma a uno così è da ridergli in faccia! “Io sarò anche brutta, ma tu pensa che razza di coglione sei che vai a letto con una che non ti piace; devi essere proprio un fallito oltre che uno sfigato cronico!”

Per favore, non sprecate tempo con certe nullità, avete una persona più importante a cui dovete portare rispetto, di cui dovete prendervi cura, di cui vi dovete preoccupare e che vi deve stare davvero a cuore ciò che fa e che pensa: … voi stesse!

 

 

Qualche giorno fa su un gruppo Facebook che frequento è uscita un’annosa questione. Stava girando un video scherzoso su come una donna deve approcciare un uomo, e la comica protagonista del video diceva che la donna non deve fare il primo passo perché, si sa, l’uomo è cacciatore… Apriti cielo: un sacco di commenti indignati su quanto il video fosse da medioevo e riproponesse stereotipi antiquati… Ma avevano ragione? Davvero queste regole sono antiquate e alle soglie del 2017 noi donne possiamo fare il primo passo oppure siamo rimasti all’epoca Flinstoniana in cui gli uomini vanno in giro con la clava in cerca di una preda? Chi aveva ragione: il video o il gruppo?

Entrambi e nessuno dei due! 😉

Diciamoci la verità: essere definita una preda sinceramente non mi piace proprio! >:( Non lo trovo per nulla edificante per una donna essere considerata alla stregua della cacciagione. Non solo, ma se questo concetto funzionasse solo perché agli uomini piace rincorrere, ovvero secondo il principio che desideri ciò che non hai e rincorri ciò che ti sfugge, be’ allora dovremmo fuggire per sempre! Perché sennò una volta che hanno raggiunto il loro obiettivo, dopo un po’ si stuferebbero e andrebbero a cercare qualcos’altro (cosa che per altro spesso succede! 😉 )

E allora? Sharazad mi stai dicendo che chi se ne frega, siamo nel 2017, quindi una donna ormai può fare il primo passo senza problemi e lanciarsi alla conquista di un uomo sfacciatamente?

Ehm… in realtà NO!

Ma… come, come? Hai appena detto…

Ho detto che non credo nella dinamica cacciatore-preda ma non significa che consiglio a una donna di fare il primo passo per conquistare un uomo.

In realtà per motivazioni sociologiche e psicologiche ben più complesse di una sciocca spiegazione pseudo-biologica (ma davvero?!) che rivanga convinzioni dell’era neolitica.

Allora partiamo dal presupposto che la mia ideologia di base è che la maggior parte delle differenze di comportamento tra uomo e donna sono di origine culturale e non biologica (la biologia e gli ormoni influiscono in minima parte sul nostro comportamento). Questa non è una teoria che mi sono inventata campandola per aria, ma è un assunto evidente (oserei dire lampante) se si hanno un minimo di conoscenze in sociologia e antropologia culturale. Soprattutto quest’ultima ha dimostrato come popolazioni con culture molto diverse da quella occidentale hanno modelli di comportamento maschili e femminili abissalmente diversi dai nostri, a volte addirittura opposti (ovvero caratteristiche comportamentali che per noi sono considerate maschili per alcune popolazioni sono femminili). Ma senza andare tanto distante, basta pensare al calcio. Uno sport che in Italia è seguito maggiormente da un pubblico maschile: dovremmo pensare che è insita nel loro DNA la passione per questo sport? E le donne sono naturalmente portate a capirci poco o niente? Smontare questo ragionamento così sciocco e semplicistico, è facilissimo: basta pensare alla nostra mitica e osannata America! Negli States il calcio non se lo caga nessuno e anzi – udite, udite! – è seguito e praticato maggiormente da un target femminile! In realtà le diverse tendenze di comportamento che effettivamente riscontriamo tra uomini e donne, sono solo frutto dell’imitazione. Intorno ai 3 anni, quando i bambini cominciano ad essere consapevoli del proprio sesso, scatta questa fase in cui, tradotto in parole povere, la bambina imita la mamma e il bambino il papà, e da grandi, quando saranno più influenti i coetanei dei genitori, i maschi imiteranno i maschi e le femmine faranno ciò che fanno le altre femmine, continuando a riprodurre modelli di comportamento tipici del loro sesso. Insomma uomini e donne imparano a diventare tali, non ci nascono.

Che c’entra tutta questa pappardella con il primo passo per sedurre un uomo?

Ci arrivo, ci arrivo…

Tutto ciò ha diverse implicazioni nelle dinamiche di seduzione.

  • ciò che ci si aspetta dall’altro sesso
  • convinzioni e credenze (spesso false) sull’altro sesso
  • capacità di seduzione mai apprese

Vediamo questi aspetti nello specifico.

Innanzitutto la reazione dell’uomo che vuoi conquistare è molto soggettiva, dipende da che tipo di uomo è, dalle sue convinzioni profonde sulla seduzione, sulle relazioni e sulle donne. Potresti trovarti davanti all’uomo fermamente convinto che il primo passo spetta a lui. In questo caso vedrebbe il tuo tentativo di approccio come invadente, come una che non rispetta i canoni, una che fa cose strane, una che ha una confusione in testa sui ruoli, una che non si lascia desiderare, e a un tipo di uomo così questo tipo di donne non piacciono. Sì con questa categoria di uomini potrebbe persino valere la spiegazione di uomo cacciatore e donna preda, perché a questi personaggi effettivamente piace inseguire e corteggiare. Ma questa è solo una tipologia d’uomo! Non è che tutti gli uomini siano così! In effetti questo stile è per gli uomini tradizionalisti (per non dire maschilisti, in certi casi), e se anche tu sei una tradizionalista, un uomo così potrebbe anche piacerti. Solo che be’, se lo fossi, probabilmente non saresti qui a leggere questo articolo perché a chi ha avuto una forte educazione tradizionale, voglio dire, l’idea di fare il primo passo manco le viene in mente! Perché lei sa bene che questa è una cosa da uomini, quindi se lui non approccia per primo non è un vero uomo. Ora questa convinzione vale da entrambe le parti: così come alcune donne non apprezzano la mancanza di iniziativa perché la reputano poco “maschile”, alcuni uomini non apprezzano per lo stesso motivo – lo dico in un modo un po’ crudo – le donne che non stanno al loro posto! Certo, detto così, per come sono fatta io, mi verrebbe proprio voglia di provarci per prima: così escludo a priori questo tipo di personaggi maschilisti che di certo non fanno per me. Anche perché se uno invece accetta le avance di una donna, allora vuol dire che è di mentalità più aperta e più compatibile con me.

Questo è il motivo che mi ha sempre portata a fregarmene delle convenzioni e a provarci per prima. Dopo tutto se io voglio una cosa me la prendo, no?

Be’, in realtà non è così semplice, ci sono altre dinamiche che comunque rendono questa mossa azzardata in ogni caso.

Anche se ci troviamo davanti a un uomo che non ha una concezione così rigida dei ruoli, è comunque probabile che faccia il seguente ragionamento: “Se fossi una donna davvero affascinante non ci proveresti, se lo fai è perché sei disperata!” Anche chi non è così rigidamente ancorato ai ruoli e non è nei fatti tradizionalista, comunque, anche se inconsciamente, tenderà a fare questo ragionamento. Anche qui l’esperienza, o il luogo comune, ci insegna che le donne più belle, o comunque più desiderate, hanno una stregua di corteggiatori che ci provano subito appena si siedono o si trovano in qualche locale (anche se poi in effetti, non è sempre così, specialmente al giorno d’oggi, però diciamo che questa è la realtà percepita). È però un dato di fatto che, sempre per il solito discorso che convenzionalmente spetta all’uomo il primo passo, sarà comunque probabile che una donna molto attraente riceva sempre un sacco di proposte. In realtà non è detto perché anche se sei bellissima ma stai sempre in casa, non ci prova nessuno lo stesso, non è che gli uomini ti si calino dal tetto! Oppure non è detto che quelli che ci provano ti piacciano, magari sei di gusti difficili e ti interessano pochi uomini, perciò quando ne vedi uno che – miracolosamente! – ti piace, di certo non vuoi fartelo scappare. Ma poco conta quali siano le tue reali motivazioni, conta ciò che l’altro percepisce di te! Perciò, se tu fai il primo passo, scatta l’equazione: se ci sta provando con me, significa che non se la fila nessuno! In pratica è una sfigata, altrimenti starebbe comodamente seduta ad aspettare le mie avance. Un uomo non capisce perché dobbiate sbattervi a provarci voi, quando potete tranquillamente stare sedute e aspettare che gli uomini si fiondino su di voi come api sul miele.

Anche se di primo acchito gli sembrate carine, vi guarderà con sospetto… “Uhm… che trucco c’è sotto?” Se non può può pensare che siete brutte perché vi trova esteticamente attraenti, allora penserà che siete pazze; in ogni caso, crederà che per qualche motivo, nessuno vi vuole! E la cosa in assoluto peggiore per sedurre un uomo è quello di apparire disperate! Alla disperata ricerca di un uomo per sistemarvi! AAARGGHHHH! Per un uomo, non c’è nulla di meno affascinante di una donna disperata e bisognosa d’amore! Vi rende così poco attraenti!

Ma c’è infine un ultimo punto che può scoraggiare anche gli uomini più aperti mentalmente e anti-convenzionali, anche quelli che non hanno alcun pregiudizio di sorta e che pensano che una donna che ci prova, che fa il primo passo, è semplicemente una donna attratta da loro, né più, né meno. E questo è un motivo di ordine pratico. Sempre collegato a quel discorso iniziale: vi ricordate quando vi ho detto che apprendiamo i comportamenti e gli atteggiamenti tipici del nostro sesso per imitazione? Ecco. Come potremmo mai essere delle brave seduttrici se non abbiamo modelli da imitare? Le donne che hanno successo nella seduzione non sono quelle brave a rimorchiare, a fare il primo passo (al contrario degli uomini, che invece quelli che hanno successo è perché ci sanno fare!), ma quelle che hanno file di corteggiatori sono semplicemente le più belle, che stanno lì e aspettano. Non fanno il primo passo, anzi, non fanno proprio nulla! Non sono delle vere e proprie seduttrici, sono solo belle statuine.

E allora come puoi essere capace ad approcciare un uomo correttamente se nessuno te lo ha mai insegnato, se non hai modelli di riferimento a cui ispirarti? Ne consegue che se non sei capace a fare il primo passo, non lo farai nel modo giusto, commetterai degli errori, esattamente come gli uomini imbranati che ci provano maldestramente. Non è forse vero che quando uno che non ci sa fare attacca bottone, lo trovate estremamente fastidioso o patetico, seppur vi rendete conto che esteticamente non è poi così male? Ecco, agli occhi di un uomo risulterete ugualmente ridicole! Non è un caso che se si chiede agli uomini se a loro piaccia essere abbordati, una risposta comune che salta fuori abbastanza frequentemente è che le donne che lo fanno risultano goffe! Le donne fanno il primo passo, approcciano, in modo maldestro!

 

Bene, capito perché sconsiglio di fare il primo passo? Cosa ne pensi, sei d’accordo? Vorresti però sapere come fare per mostrare il tuo interesse, far capire a un uomo che gli piaci senza risultare ridicola o disperata?

Se sì, fammelo sapere nei commenti qui sotto, o scrivimi a sharazad@ilveroamore.it. Presto sarà disponibile la mia guida su come attrarre un uomo senza risultare bisognosa. Seguimi qui o sulla pagina Facebook!

 

La settimana scorsa vi avevo promesso questo articolo, ed eccomi qua!

Dunque è da stamattina che rovisto dentro gli armadi e negli scatoloni alla ricerca di un libro:

Potete ammirare una foto di me in questo momento

Ho rovistato fra tutti i libri di psicologia dell’università e perfino del liceo e finalmente l’ho trovato! Il libro di psicologia delle superiori dove era raccontato l’esperimento di cui sto per parlarvi (in realtà è per questo che avete dovuto aspettare questo articolo, perché non sapevo dove reperire l’esperimento 😉 ), tratto dal manuale di J.W.Kinch, Psicologia Sociale [1978, F.Angeli].

La più bella dell’Università

Cinque studenti, dopo un seminario di psicologia sociale, decisero di cominciare a trattare una compagna di corso insignificante e bruttina come se fosse la più bella dell’università. Ciascuno di loro l’avrebbe corteggiata per un periodo, uscendo con lei alla sera e recitando la parte dell’ammiratore. Dopo qualche tempo la ragazza cominciò a curare sempre di più il suo aspetto e il suo modo di presentarsi. Il quarto ragazzo trovò effettivamente piacevole corteggiarla e, quando fu il suo turno, il quinto si sentì rifiutare: era troppo impegnata con ragazzi più interessanti! 😀 La faccenda messa in moto aveva trasformato davvero una studentessa insignificante in una ragazza attraente e convinta di esserlo.

[A.Bianchi, P.Di Giovanni, Psicologia in azione, 1996, Paravia, Torino]

 

Ora questo episodio è usato per dimostrare come si forma il concetto di sé, ovvero la consapevolezza di noi stessi, la rappresentazione che abbiamo di noi stessi, ciò che siamo convinti di essere. Noi acquisiamo questa consapevolezza in relazione agli altri. Se noi non avessimo mai conosciuto persone più atletiche, socievole, belle di noi, potremmo tranquillamente pensare di essere socievolissimi, simpaticissmi, atleticissimi e bellissimi. Poi incontriamo Brigitte Bardot e Usain Bolt e ci rendiamo conto che siamo scarsissimi nella corsa e non siamo poi così belle! 😀 Ovviamente sto semplificando e uso un linguaggio scherzoso per parlare terra terra, ma diciamo che tradotto in soldoni è questo ciò che avviene nella mente. Non solo dal confronto con gli altri, ma il sé si forma anche in base alle reazioni che gli altri hanno nei nostri confronti! Se io faccio una battuta e tutti ridono, mi convincerò di essere una spiritosona e la prossima volta non solo continuerò a fare battute e calcare la mano per confermare questa mia fama di burlona, ma sarò anche più sicura nel farlo e, convinta di far ridere, farò davvero ridere! Perché essere sicuri di noi stessi e convinti di determinate cose, ci porta ad agire di conseguenza, quindi a mostrare una postura del corpo, tono della voce, espressioni facciali che denotano sicurezza e che quindi convincono il mio interlocutore di ciò che sto dicendo o facendo. Nel caso del comico, oltre a raccontare la barzelletta, magari farò facce buffe, gesticolerò con enfasi, tutti fattori che aumenteranno l’ilarità a prescindere dalla comicità reale di ciò che sto dicendo. La stessa barzelletta raccontata con tono monocorde e atteggiamento impacciato non fa poi così ridere! (A meno che le battute non siano estremamente esilaranti come quelle che faccio io! 😀 😀 )

Un’altra peculiarità delle convinzioni che si hanno su di sé è che pensiamo siano immodificabili e stabili nel tempo. Ovvero se siamo così non ci possiamo fare nulla, saremo per sempre così, siamo nati così e moriremo così: “chi nasce tondo non può morire quadrato”, dice un proverbio. Questa è un’altra convinzione sbagliata! Il concetto di noi stessi può essere modificato! E l’esperimento che vi ho narrato ce lo dimostra. La ragazza, avendo dei feedback positivi dagli altri ragazzi, ha iniziato ad autoconvincersi di essere attraente. Una volta diventata consapevole di ciò, ha iniziato a comportarsi come se fosse bella, modificando sia il suo atteggiamento che il modo di rapportarsi agli altri. Ecco, questo è un CONCETTO IMPORTANTE: il mondo attorno a te non cambia per magia ma perché avvii un circolo vizioso, cioè metti in atto una serie di comportamenti che a loro volta causano altri comportamenti che rafforzano il tuo cambiamento iniziale. Ad esempio sei convinta di essere antipatica e tutte le volte che vai al bar a far colazione non parli con nessuno e noti che effettivamente al bar e negli altri locali nessuno ti considera. Vediamo come puoi cambiare questa brutta abitudine generando una spirale positiva: vai al bar a fare colazione come tutte le mattine, ma stavolta sorridi, allora il barista ti sorride di rimando e magari ti butta lì un “salve”, ti rendi conto di non essere poi così antipatica a tutti, così la volta successiva non solo gli sorridi ma gli parli pure, magari giusto due battute e vedi che lui risponde iniziando a chiacchierare con te, cominci a pensare che in fondo anche tu sei simpatica; la prossima volta che vai al bar non sorridi solo al barista ma cominci a guardarti in giro, ora non hai più l’aria cupa di prima e qualcuno attacca bottone con te, ti convinci ancora di più di essere simpatica alle persone, emani questa convinzione, la gente la percepisce e reagisce di conseguenza, inizi a socializzare con tante persone, confermando ancora di più la tua convinzione di essere una persona simpatica e socievole che aumenta la tua sicurezza che attira le persone… in una spirale a catena sempre più crescente.

Ma ATTENZIONE: questo meccanismo funziona anche in negativo! Se hai delle convinzioni negative, che minano la tua autostima, queste influenzeranno negativamente sia i tuoi comportamenti che i tuoi pensieri, che a loro volta influiscono nell’interazione con le altre persone. Ricordati che le persone inconsciamente percepiscono questi stati d’animo: insicurezze, pensieri negativi… È come se emanassi un’energia negativa che la gente percepisce e se ne allontana. Perché nessuno vuole stare vicino a persone negative, giusto? Tutti noi siamo attratti da chi ci fa stare meglio! Esattamente come nell’esempio di prima, se tu pensi: “Sono sfigata, nessuno mi parla”, a tua volta non darai mai ciocco a nessuno o ancora peggio lo guarderai con un’espressione torva che farà fuggire qualsiasi persona ben intenzionata a rivolgerti due parole!

Perciò un primo passo per andare nella direzione del Vero Amore è ELIMINA LE TUE CONVINZIONI LIMITANTI! Ovvero quelle negative: sono brutta, non sono all’altezza… Togliti immediatamente queste sciocchezze dalla testa! E comincia a comportarti di conseguenza!

 

Ti ha interessato questo esperimento e il valore delle convinzioni limitanti? Vuoi che approfondisca questo argomento? Vuoi conoscere altri segreti su come migliorare la tua vita e strategie per alimentare convinzioni positive? Commenta qua sotto o scrivimi in privato a sharazad@ilveroamore.it

 

 

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Ora la cosa interessante è che, oltre ad organizzare un corso, la casa editrice dà anche la possibilità durante l’evento di presentare la propria candidatura come autore. Quindi, non ve lo nascondo, il mio secondo fine è quello: spero che sia accettata la proposta di pubblicare il mio manuale che ovviamente riguarderà i passi da compiere per trovare il Vero Amore; quindi spero che questo sia l’inizio di una fruttuosa collaborazione con la Bruno Editore. 🙂 In ogni caso, NO PROBLEM! Farò tesoro delle tecniche che mi insegneranno per l’autopubblicazione e la pubblicizzazione del libro, e pubblicherò comunque il mio manuale. ( 😉 ) Quando sarà disponibile, potrete acquistarlo tranquillamente su questo sito o su Amazon. Comunque vi aggiornerò, per ora work in progress… 😉

Invece in arrivo al più presto la mia guida gratuita (se riesco, entro la prossima settimana): i dieci step per trovare la persona giusta! Ovviamente potrete scaricarla gratis da questo sito appena sarà ultimata!

Vi saluto, e vi lascio con ultimo suggerimento: in caso foste interessati all’argomento su come scrivere libri ma non avete voglia o tempo o denaro per partecipare al corso, potrete ripiegare sul più economico libro di “Scrittura Veloce 3x”, che vi insegna le strategie per scrivere più velocemente ed efficacemente!

 

A presto,

Sharazad!

Nello scorso articolo, vi avevo anticipato di raccontarvi come una brutta ragazza è diventata bella. Ok, ma prima di quel post voglio offrirvi questo intermezzo, sempre collegato a quanto le convinzioni negative sulla realtà che ci circonda possano far danni. Anzi, possiamo dire che in realtà parte TUTTO da quello!

Oggi vi parlerò di frasi apparentemente romantiche che invece nascondono dei messaggi terribili!

Un esempio su tutti, un classico dei classici:

TU SEI MIA

Ora questa frase terribilmente romantica è la regina dei pericoli perché è tremendamente ambigua! Esiste un tu sei mia sano che simboleggia un reciproco senso di appartenenza; tu sei mia e io sono tuo appaga il bisogno, il desiderio tipico degli esseri umani di sentirsi importanti, di essere speciali per qualcuno. Non solo, appartenersi l’un l’altra soddisfa anche il bisogno di esclusività: nessuno può entrare nella coppia, il mondo esterno ne è escluso e questo ci fa sentire speciali. E soprattutto sappiamo che c’è qualcuno su cui possiamo contare, qualcuno che ci metterà sempre al primo posto, io per lui vengo prima di tutti gli altri/le altre, sarò la prima scelta.

Questo in teoria è tutto bello, ma dovete stare attente che non si valichi il confine, perché è un attimo trascendere dal senso di reciproca appartenenza al possesso maniacale! Al bisogno di tenere sotto controllo il partner.

Sapete in cosa si traduce? Quando il tu sei mia diventa: tu questo non lo puoi fare! Oppure non puoi farlo senza di me: non puoi uscire coi tuoi amici se non ci sono io, non puoi andare al bar/cinema/biblioteca da sola, ecc… Il tu sei mia diventa proprio: tu sei un mio oggetto, qualcosa di cui dispongo e comando a piacimento, la mia bambolina, sempre a mia disposizione.

La seconda perla di ambiguità è:

LA GELOSIA

Come sopra, la gelosia ci fa sentire importanti, perché vuol dire che qualcuno si interessa a noi. Dopotutto non siamo gelosi di qualcosa o qualcuno di cui non ci frega nulla, ma siamo gelosi di qualcosa che abbiamo paura di perdere, perché pensiamo che da esso dipende la nostra felicità.

Quest’ultima convinzione, ovvero che la nostra felicità dipenda esclusivamente dal nostro oggetto d’amore, è pericolosissima, perché scatena il bisogno di controllo, di possesso: non possiamo perdere qualcosa di così importante, dobbiamo fare di tutto per tenercelo stretto, qualsiasi cosa!

E ciò porta alla gelosia estrema: il ragazzo che ti viene a cercare sotto casa a qualsiasi ora del giorno e della notte, insistentemente; che ti tempesta di telefonate per controllarti ogni singolo minuto del giorno, per sapere dove sei, con chi vai, e non perché semplicemnte vuole sentire la tua voce e gli manchi.

“Tesoro dove sei?”

“Sono con amiche.”

“Ah ok, divertiti!”

Esempio di relazione sana

 

“Tesoro dove sei?”

“Sono con amiche.”

“Sì, ma dove di preciso? Chi sono le tue amiche? Quando torni? Ci sono anche dei ragazzi? Hai già fatto la scema con qualcuno?”

Relazione disfunzionale

 

Il problema è che le ragazzine sono pure entusiaste di un dialogo del secondo tipo, con telefonate esasperanti ed estenuanti. (Che tra l’altro trasudano anche il fatto che il tizio in questione non si fidi di voi, già io mi offenderei solo di quello!) Invece dovete riconoscere i limiti di queste frasi, i limiti della gelosia e dell’appartenenza, i confini da non valicare: un po’ di reciproca appartenenza e di gelosia sono sane, ma il troppo stroppia. Il troppo diventa una relazione opprimente! Invece per ingenuità (nei casi delle giovanissime) o semplicemente per cattiva educazione, si fa un’enorme confusione, si butta tutto nello stesso calderone.

Riassumerò bene il concetto in una frase di un mio amico: “Non devo essere io a dirle di tornare, a darle degli orari, deve essere lei che non vede l’ora di tornare da me perché vuole vedermi!”

La possessività non è AMORE! Né con la A maiuscola, né minuscola! Non sto parlando di Vero Amore (che ovviamente è distante anni luce da questo tipo di relazioni soffocanti e oppressive), ma neppure di cottarella adolescenziale, neppure di infatuazione e innamoramento, tutte queste forme presuppongono un minimo di amore. No, questa è VIOLENZA bella e buona! È desiderio di possesso allo stato puro, che la nostra società con i suoi ideali deformi e malati ha trasformato in manifestazioni d’amore!

Per favore, vi prego, uscite da questa gabbia!

Questa è proprio come una trappola per topi: fingono di darvi del delizioso formaggio e poi – zac! – ecco che ti ritrovi intrappolata in uno schifo di relazione velenosa e distruttiva!

AMORE è LIBERTA’

È lasciar liberi di scegliere, anche di andarsene. Scusate, ma voi vorreste stare con uno che sta con voi perché ci è costretto? Perché qualcuno lo ha obbligato? Ma che senso ha? No perché le basi per un amore sano, per il Vero Amore partono anche da qui. Cioè il consiglio è a doppio senso: non solo non dovete farvi infinocchiare da chi vi promette amore e vi regala possesso, rimanere chiuse in una storia claustrofobica, soffocante, ma voi stesse NON dovete essere possessive e castranti! Se siete assillanti e maniache del controllo non va bene, perché vi dimostrate bisognose e insicure.

Vuoi un’altra? Vuoi lei?

Vai con lei!

Perché stai con me? Chi ti obbliga? Per farmi un favore, ti faccio pietà?

Ma che soddisfazione ci sarebbe se un uomo non mi tradisse solo perché ho beccato che voleva farlo? Oppure l’ho seguito, l’ho controllato e ho impedito il tradimento. Ah quindi se non lo beccavo, lo avrebbe fatto? Sai che gioia! E questa sarebbe una vittoria? Quindi basta che una volta mi distraggo e non lo assillo, e quello zompa subito nel letto di un’altra? Ah be’, complimenti! Proprio un uomo da tenersi stretto!

Ma un uomo così è meglio perderlo che trovarlo! Fidatevi ragazze! A nemico che fugge, ponti d’oro!

 

Anche tu hai delle falsi convinzioni sull’amore? Ti rendi conto che queste potrebbero essere potenzialmente pericolose? Scrivimi qui sotto cosa ne pensi o se vuoi che chiarisca alcuni tuoi dubbi.

Affronterò questo argomento partendo da un delizioso aneddoto.

Dunque due miei amici hanno due ditte che, tra gli altri, vendono lo stesso prodotto, che però ovviamente reca il brand delle rispettive ditte. Essendo lo stesso prodotto, i pareri dei clienti riguardanti lo stesso dovrebbero essere uguali, giusto? Ovviamente NO!

😀 😀

La gente è convinta che uno dei due prodotti sia nettamente superiore! XD La cosa pare non avere alcun senso, eppure si spiega perfettamente se guardiamo la reputazione dei proprietari. Uno dei due ha una pessima fama, ha truffato gente in passato, conduce una vita dissoluta… Insomma tutti sono convinti che non sia proprio una brava persona. L’altro proprietario al contrario ha un’ottima fama di bravissima persona!

Quindi per la gente pare abbastanza ovvio e scontato pensare che il prodotto venduto dal primo, essendo lui disonesto, sarà sicuramente una fregatura; mentre il secondo proprietario si sa che non lo farebbe mai, se lo vende lui, il suo prodotto è ok. E così si sentono discorsi come: “No vai a comprarlo da Y, il suo è di qualità nettamente superiore, si vede subito… e poi costa anche meno!” Esilarante! Tra l’altro il prezzo è uguale, cambiano le confezioni, quindi sì costa meno ma solo perché c’è meno prodotto! Ma questo non lo nota nessuno! 😀

Ora perché tutta questa pappardella?

Semplice. Per una morale molto semplice che però sembra sconosciuta ai più. Le nostre convinzioni influenzano in modo invasivo la nostra percezione della realtà. Ciò di cui siamo convinti deforma il modo in cui percepiamo il mondo che ci circonda. Ad alcuni sembrerà un’ovvietà ma vi assicuro che non è AFFATTO scontato! Ci sono un sacco di dogmi, pregiudizi in cui siamo immersi fin dalla più tenera età, tanto che non li percepiamo proprio, che non ce ne rendiamo neppure conto, di cui non siamo per nulla consapevoli.

Siamo assolutamente convinti che il nostro ragionamento sia logico e razionale ma in realtà è intriso di fortissimi pregiudizi e/o condizionamenti culturali che diamo per scontati. Profonde verità che ci sembrano “naturali”, convinti che abbiano addirittura un fondamento biologico, ma che invece non lo sono per nulla!

Ora tutto ciò ha delle implicazioni che si riversano anche nella vita di coppia e che condizionano sia la tua capacità di trovare la persona giusta sia la possibilità di vivere un amore sereno. I pregiudizi e le false convinzioni ad esempio influenzano sia come una donna (o un uomo) percepisce sé stessa, che il rapporto con l’altro sesso.

Le deleterie convinzioni riguardo sé stesse possono essere ad esempio: “Sono brutta”, “Io non otterrò mai nulla di buono dalla vita”, “A me capitano solo degli sbandati”, “Gli uomini interessanti se li sono già presi le altre, e anche se ci fossero vorrebbero una supergnocca, mica una come me!”

Basta!

Basta, ti prego, di pensarla così. Non vedi quanto ti rendi poco interessante? Se la pensi così, se credi che agli uomini piacciano solo le top model stai sbagliando di grosso! È una pessima convinzione! Perché filtri tutta la realtà che ti circonda attraverso il metro della bellezza e non riesci a vedere le cose come stanno: ovvero che se gli uomini fuggono da te non è perché non sei abbastanza bella, ma perché stai commettendo degli errori, stai avendo dei comportamenti da bisognosa, da disperata, da lagnona, che fanno fuggire gli uomini a 100 km di distanza! Quindi primo errore: ti focalizzi su qualcosa che non c’entra nulla col tuo problema e perciò sei fuori strada.

Seconda cosa, se sei convinta di non valere niente, ti comporterai in modo tale da riflettere questo concetto, ovvero i tuoi atteggiamenti faranno trasparire il tuo pensiero interiore. Come? Semplice. Non ti occuperai di te stessa! Talmente concentrata a ribadire quanto le altre siano più fighe, più sexy, più magre, più qualcosa di te che non ti rendi conto di quello che hai tu! Mi sembra già di udire le vostre lamentele: “Oh no, Sharazad, ti prego, anche tu con questi luoghi comuni! Che non è la bellezza esteriore che conta, ma quella interiore, che in fondo basta essere brave&buone e l’Amore arriverà!” No, non ho mai detto una tale stupidata! L’amore non arriverà affatto se siete solo brave&buone, nulla piove dal cielo come per magia, bisogna rimboccarsi le maniche. E come? Non certo perdendo tempo a pensare quanto le altre siano migliori o più fortunate di te. Ti pare un atteggiamento utile e costruttivo questo? Invece di commiserarti, devi iniziare a darti valore. Ma non certo stando lì a pensare a quanto tu in fondo sia una brava persona. Siamo tutte brave persone (o almeno crediamo di esserlo), ma dobbaimo dimostrarlo nei fatti. Quindi occupati di te! Non correre dietro a un uomo che non ti vuole come se fosse lui la tua ragione di vita, sii TU LA TUA RAGIONE DI VITA! E come? Dedicandoti ai TUOI interessi, le tue passioni, a riprendere in mano la tua vita! Se il tuo lavoro non va, non sei soddisfatta, comincia da lì! Devi essere fiera di ciò che fai. Non significa che devi avere lavori milionari, ma esserne soddisfatta! Ti potrebbe appagare non solo il lavoro, ma anche attività di volontariato, in cui tu possa ricevere gratificazione e mostrare il tuo valore!

Quindi, primo punto: ELIMINA LE CONVINZIONI LIMITANTI E NEGATIVE SU TE STESSA!

 

L’altro obiettivo su cui devi lavorare, sono le convinzioni negative sugli uomini, ovvero i pregiudizi su cosa significhi essere uomo o donna!

Mentre prima abbiamo parlato delle convinzioni personali, questi invece sono stereotipi di genere, cioè convinzioni che riguardano l’appartenere a una determinata categoria, in questo caso l’essere uomo o donna. Questi pregiudizi si esplicitano nelle classiche frasi che iniziano con: “Noi donne siamo così, gli uomini sono colà…”, come se fossimo tutti uguali! Ora, è vero che per educazione (perché uomini e donne sono educati in maniera differente sia dall’età neonatale!) i maschi e le femmine sono portati a manifestare i comportamenti in modo diverso, a esternare certi atteggiamenti e sopprimerne altri, ma ciò non ti deve portare a partire prevenuta sugli uomini a prescindere! Convinzioni come: “Gli uomini sono tutti stronzi!”, non fanno bene alla salute!

Siamo talmente abituati a pensare fin da piccoli per categorie, che le differenze tra uomini e donne ci sembrano naturali, che sia una questione biologica e non si possano modificare. E anche i nostri comportamenti ci sembrano connaturati al nostro carattere, un marchio indelebile ereditato alla nascita; le donne si autoconvincono di essere così  per natura, che non possono fare nulla per cambiare, che il loro destino sia inevitabile. E  in effetti se non fai nulla per cambiarlo, il destino non cambia! La tua vita non cambia in meglio se non agisci!

Se sei convinta che sia normale essere trattata male dal tuo uomo, che non ti risponda alle chiamate, che ti insulti, che ti urli contro, che preferisca i tuoi amici a te, che non si preoccupi dei tuoi sentimenti, che se ne freghi del tuo piacere sessuale o dei bisogni di intimità e coccole, ebbene se pensi che tutto questo sia normale, perché, si sa, gli uomini sono tutti un po’ così, sono aridi e menefreghisti e non si può ambire a niente di meglio se non si vuole restare zittelle a vita, ecco ti do una notizia: TI SBAGLI DI GROSSO! Questi non sono uomini, sono dei poveri coglioni! E perdonatemi il francesismo! Un uomo che ti ama davvero, non se ne frega di te! Tranquilla, che il suo amore te lo dimostra! Se invece anche tu sei incappata in uno di questi elementi elencati qua sopra, allora porta via le scatole (be’, non solo in senso figurato, fai proprio il trasloco con gli scatoloni) il prima possibile! Prima ti liberi di questi uomini tossici, prima ritrovi la pace e la serenità. Gli uomini non sono tutti dei mostri insensibili, esiste di molto meglio là fuori! Occorre solo cercarlo nel modo giusto e non farsi abbindolare dagli specchietti per le allodole!

Secondo consiglio: NON FARTI INGABBIARE DAGLI STEREOTIPI NEGATIVI SUGLI UOMINI!

 

Un altro esempio di quanto possono essere pervasive le proprie convinzioni personali, lo vedremo nel prossimo post, in cui vi parlerò di un esperimento in cui una brutta ragazza è diventata bella!

 

Hai domande da farmi, curiosità? Ti è piaciuto questo articolo o vorresti che trattassi altri argomenti in particolare? Fammelo sapere nei commenti qui sotto o scrivimi in privato a sharazad@ilveroamore.it

 

Mi sono resa conto che finora questo blog ha avuto un taglio prettamente femminile, in realtà il tema del Vero Amore non penso che interessi solo le donne, anche gli uomini sono interessati a trovare l’amore, solo che lo sono e lo manifestano in modo diverso. Forse finora li ho trascurati perché donna, in quanto credo mi venga più naturale rivolgermi alle donne perché mi sento biologicamente più vicina a loro. E soprattutto perché in molte situazioni ci sono passata io per prima. Ecco, è questa la differenza tra me e altri, tantissimi, siti che parlano di psicologia e problematiche amorose e relazionali. Che lo fanno da un punto di vista prettamente professionale, riportando studi e paroloni, ma non esperienza diretta. Al che spesso la domanda sorge spontanea: sì, tutto molto bello ciò che dici, in teoria le cose sono così e dovrebbero andare cosà, ma poi, in pratica, siamo sicuri che funzioni? Ecco, perché sappiamo bene quanto ce ne passa a volte dalla teoria alla pratica. Oppure viceversa. Alle volte troviamo siti che danno consigli, e dicono “a me ha funzionato” ma non sanno bene spiegarvi il perché funzioni, non hanno una vera autorità in merito, a parte la loro personale esperienza, ma chi vi dice che a loro non abbia funzionato per caso? Oppure chi può assicurarvi che una determinata tecnica/atteggiamento sia valido solo per un determinato tipo di persone, un certo target e non per tutti? Ecco, sul mio sito si coniuga la mia preparazione, la mia competenza come psicologa, applicata alla pratica; sì perché io le teorie che ho studiato sui libri poi le ho messe in pratica proprio su me stessa, e vi posso assicurare – grazie ai risultati che ho raggiunto – che hanno funzionato!

Ma questo lo vedremo pian piano in seguito, ho intenzione di aprire una vera e propria sezione dedicata alla psicologia. Ora torniamo all’argomento: “Gli uomini e l’Amore”.

Come dicevo, anche gli uomini cercano l’amore ma lo dicono meno, sempre per le stesse motivazioni culturali di cui ho già accennato in questi articoli, eppure ci rendiamo conto, credo almeno una volta sia successo anche a voi, degli amici che spariscono appena sono fidanzati: prima erano sempre in giro in qualsiasi pub, discoteca, locale, e ora… il nulla! Per trovarli devi fare richiesta in carta bollata al presidente (anzi, probabilmente fai prima a farti ricevere dal Presidente o dal Papa in persona). E per ciò che ho notato io, l’uomo tende a eclissarsi persino più delle donne. Ora questo non deve stupirci (anche se il sentire comune suggerirebbe diversamente) perché se ci pensate, molte donne sono talmente ossessionate dal “sistemarsi” che finiscono per amare il primo che capita o per innamorarsi davvero tutte le volte; ogni santa volta che incontrano uno – BOOM! – quello è l’amore della vita e partono in quarta! E via così, continuano ad innamorarsi sempre, da una storia sbagliata all’altra. Oppure, rovescio della stessa medaglia, abbiamo quelle che si fanno andare bene il primo che capita pur sapendo già che non solo non è quello giusto, ma che non gli piace neppure più di tanto, e allora si dicono (o le altre amiche e parenti dicono loro): “Dai, non essere sempre così esigente!”

Ma sto di nuovo tergiversando e parlando delle donne, dicevo, gli uomini non avendo questa ansia (se mai loro hanno quella da prestazione, che però è un altro discorso 😉 ) non si devono autoconvincere che quella appena conosciuta sia la persona giusta a tutti i costi, né farsi trascinare con impeto dalla prima donna attraente/seducente/supersexy che incontrano, né adeguarsi, accontentarsi facendosi andare bene una che non gli piace poi neanche tanto. Oh, intendiamoci, anche fra di loro c’è qualcuno che lo fa, però in generale di meno. Per questo che poi si tende a giudicare questa loro tendenza a non innamorarsi, a non struggersi continuamente d’amore, come freddezza, disinteresse per l’amore, in realtà è esattamente l’atteggiamento mentale giusto per trovarlo! Non è un caso che quando lo trovano, perdono più la testa loro delle donne! Proprio perché non si innamorano di chiunque, ma quando lo fanno, lo fanno per davvero.

Sembrerebbe un discorso da luoghi comuni, ma in realtà come dicevo ha un fondamento culturale, la non ossessività, il fare le cose con calma, lucidamente, e rimanendo obiettivi (perché l’ansia e il desiderio smodato offuscano la mente) non è un qualcosa di genetico, non è affatto inscritto nel loro DNA, come qualcuno potrebbe pensare, e non è assolutamente ciò che il mio articolo vuole suggerire, al contrario, è il modo in cui sono stati educati che conta! Per un uomo, il loro valore non dipende dall’essere sposati, avere una famiglia, trovare una moglie/compagna, loro sanno di valere anche senza, hanno altre soddisfazioni, altre aspirazioni, altre fonti – come il lavoro – che li possono fare sentire comunque appagati. Intendiamoci, anche buona parte delle donne, al giorno d’oggi, ha altre aspirazioni, ma purtroppo il retaggio culturale che vuole la donna angelo del focolare è ancora forte e questo influenza moltissimo il pensare ed agire comune! Per gli uomini, al contrario, non è che l’amore non sia importante, ma è una cosa in più: se c’è meglio, ma se non c’è valgo lo stesso, non sono un fallito!

E di qui le conseguenze nel loro modo di comportarsi: loro non partono subito in fantasie smodate, voli pindarici sul futuro insieme, su come si vedrebbero bene con la casetta coi bambini o al 95 anniversario di matrimonio, dopo solo dieci minuti che vi hanno conosciute! Prima almeno aspettano di conoscervi.

Ma la cultura influenza anche in modo negativo il loro comportamento, ovvero non parlano dei loro turbamenti amorosi perché svilisce la loro virilità, l’amore è una roba da donnette, ma sotto sotto so che ci pensano anche loro. Avendo molti amici e conoscenti maschi e una personalità non giudicante, è facile che gli uomini si abbandonino a me in confidenze, si sentano pronti a lasciarsi andare, a parlarmi col cuore in mano, aperto, senza maschere, esprimendo i loro reali sentimenti. Mi confidano che con gli altri uomini non ne parlano ma con me sì. Ho visto un sacco di uomini piangere la mio cospetto, anche per amore. Mi ricordo un curioso aneddoto: un giorno un amico, in pubblico, mi disse: “L’amore non conta, l’amicizia sì, un amico è l’unica cosa su cui puoi contare, l’amore passa e se ne va, non vale niente!” Qualche tempo dopo, parlavamo soli io e lui e mi confidò: “Sì, va be’, ho detto così perché lo dovevo dire.” “Dovevi?” “Eh, certo, devo mantenere un tono, ma è ovvio che l’amore conta, è la cosa più importante, io sto cercando una persona, spero che arrivi presto, ma finché non arriva, pazienza…”

Vedete? Emergono due insegnamenti da questa storia:

1. gli uomini mentono riguardo all’amore (come le donne, d’altronde): fanno finta che non gli importi, ostentano durezza e menefreghismo, snobbano gli amici romanticoni, ma anche loro, come le donne, sono interessati a innamorarsi e avere una storia d’amore duratura.

2. gli uomini hanno l’atteggiamento mentale giusto: “Non struggiamoci se non arriva, prima o poi arriverà!” Non vedono la ricerca di un partner come un’ossessione, una questione di vita o di morte.

Appurato che l’amore interessa e riguarda anche gli uomini, i problemi amorosi per uomini e donne sono generalmente diversi, non mi riferisco solo ai problemi del corteggiamento. Ovviamente il problema dell’approccio con l’altro sesso è prettamente maschile, in quanto grava su di loro l’incombenza di dover fare il primo passo. Questo ha delle conseguenze non da poco nelle relazioni e nei rapporti uomo-donna. Sì perché quest’ansia da rifiuto dell’approccio (se non si è particolarmente belli o sexy) è abbastanza comune a tutti gli uomini e ciò li porta ad usare dei trucchetti, degli escamotage per non subire l’imbarazzo del rifiuto. Unito al fatto che per gli uomini è anche più difficile avere dei rapporti sessuali senza impegno, per puro divertimento (non pagando), ecco che il loro comportamento da stronzi risulta piuttosto comprensibile: lusingare, intortare una donna rimane uno dei pochi modi per cuccare, per portare il colpo a segno! Per come la vedo io, se i rapporti fossero un po’ più liberi, tutto questo non sarebbe necessario. Se le donne fossero a loro volta più libere di fare sesso (senza venir per questo giudicate!) quando vogliono solo quello e null’altro, ecco che si giocherebbe ad armi pari, o almeno con più sincerità, senza sotterfugi da nessuna parte (perché dal lato opposto ci sono anche quelle che fingono di volere solo sesso e poi non si accontentano e mirano ad altro, a una relazione vera, e usano il sesso solo come specchietto per le allodole, anche se poi quelle a rimanere intrappolate finiscono per essere loro). Sì perché cosa speri di ottenere se parti già col piede sbagliato? Parti già con l’inganno: vuoi una cosa e fingi di volerne un’altra. Non è su queste basi che si fonda un rapporto VERO e maturo (e duraturo!).

Ma il problema più gettonato per gli uomini, è il sesso all’interno della coppia. Ossia, la mancanza dei rapporti sessuali e della sessualità in generale nella coppia sposata o convivente da lungo tempo. Per come la vedo io, la causa principale della mancanza di sesso, è la discrepanza di valori tra uomini e donne, che spinge le donne ad abnegare la loro sessualità e a concentrarsi sul altri valori, come la maternità. Quando il fine ultimo di una donna è sistemarsi, crearsi una famiglia con dei figli, una volta raggiunto l’obiettivo, questo tipo di donna perderà l’interesse per il sesso, visto che il suo scopo ormai è stato raggiunto. Non solo, ma se si pensa che una donna che ha questi valori tenderà a sposarsi col “bravo ragazzo” perché più affidabile, stabile, premuroso, ma che spesso non solletica affatto le loro fantasie sessuali e non è certo l’uomo più sexy per loro (attenzione! Ho detto sexy, non bello, c’è un’enorme differenza trai due: per essere sessualmente molto attraenti non occorre essere belli, è una cosa diversa), ecco che la frittata è fatta! Raggiunto il numero di figli desiderato – PUFF! – i rapporti sessuali scompariranno in un baleno!

Il secondo motivo più importante che causa la fine o l’assenza dei rapporti sessuali, è la fine dell’amore. Semplicemente. Alle volte ci si arrovella a trovare motivazioni, scuse, capire di chi è la colpa, in cosa abbiamo mancato. Non è colpa di nessuno! Non abbiamo sbagliato in nulla! L’amore finisce e basta! Non serve fare i gentili, scriverle poesie e lettere d’amore, regalarle rose, prepararle la vasca da bagno coi profumi orientali. La cosa più coraggiosa (esattamente come nel caso delle donne che si ostinano a voler conquistare un uomo che non le caga – perdonate il francesismo!) è LASCIAR PERDERE! Non c’è modo di riconquistare una donna che non vi ama più. Ma non disperate! Ci sono invece dei modi per andare avanti, per rifarvi una vita, per essere felici, anziché rimanere incastrati in catene, ovvero in una relazione disfunzionale che invece di appagarvi causa solo problemi, insoddisfazioni e infelicità.

Questo era solo un articolo introduttivo, il sesso, per la su vastità, merita un articolo – o probabilmente anche più di uno – a sé. Il succo è che spesso uomini e donne cercano la stessa cosa, ma lo fanno in maniera diversa, e sarebbe una buona cosa prendere il meglio dell’uno e dell’altro, o vedere appunto come cambiano gli approcci all’amore condizionati dalla cultura e far fruttare questa consapevolezza a nostro giovamento. Bisognerebbe un po’ imparare dagli uomini in questo caso, ad avere un approccio più sincero all’Amore, e non aver paura invece di lasciarsi andare anche al divertimento puro quando si vuole solo quello.

 

Cosa ne pensate di questo articolo? Dubbi? Riflessioni? Argomenti che vorreste approfondire? So di essere stata un po’ generica, ma d’altronde dovevo pur introdurre l’argomento; piano piano sviscereremo i vari argomenti più nel dettaglio e in pratica. ^_^

Questa doppia riflessione nasce da due episodi molto diversi tra loro, che però mi hanno suscitato il medesimo sentimento. La prima è avvenuta ieri sera, davanti al film “Sissi – Il destino di un’imperatrice”, la seconda oggi, leggendo i commenti a uno spiacevole fatto di cronaca. Vi avviso già che questo sarà un articolo controverso, perciò via i deboli di cuore. Non sarà una sciorinata melensa a favore della mamma, io ve l’ho detto!

Cominciamo col film.

Penso che sia straconosciuto, ma per chi non ne avesse mai sentito parlare o non si ricordasse bene la trama, la faccio breve: l’imperatrice d’Austria Sissi è dovuta partire per le zone del sud Europa a causa di una malattia e ha lasciato sua figlia a casa; guarita e di ritorno in Austria, l’imperatore Franz l’ha raggiunta in Italia approfittandone per fare una visita diplomatica, ma gli austriaci sono malvisti in Italia e soprattutto a Venezia l’accoglienza è molto fredda, le finestre chiuse, le strade – anzi, i canali – sono deserti. Quando arrivano in Piazza San Marco ad accoglierli c’è un silenzio di tomba. Poi all’improvviso Franz le dice di avere una sorpresa e sbuca la loro figlia, Sissi le corre incontro commossa ad abbracciarla, dimenticandosi del suo ruolo di imperatrice e mostrando la sua umanità. A questoo punto, un tizio a caso della folla urla: “W la mamma!” e scoppia uno scroscio di applausi, sorrisi ed esultanza. La folla tutta conquistata da Sissi, la madre.

Ok, questo è un film e la scena è un tantino teatrale ed esagerata, però non l’ho trovata così distante dalla realtà. In effetti incarna il tipico pensare italiano: La mamma viene prima di qualsiasi cosa. Persino l’odiata imperatrice, in veste di mamma diventa fonte di giubilo e suscita adorazione.

L’altro episodio che vorrei raccontarvi è invece un triste fatto di cronaca: l’articolo linkato riguarda una musulmana quasi annegata. In sintesi: ha fatto il bagno coi vestiti che le si sono inzuppati e non riusciva più ad uscire dall’acqua, ma rifiutava l’aiuto del bagnino perché era un uomo e quindi non poteva toccarla. Ora, a parte gli insulti al marito che è stato a guardare e non ha mosso un dito per aiutarla, la cosa che più mi ha colpita dei commenti – perché è un elemento che è uscito in maniera preponderante, ripetuto – è che si è fatto spesso riferimento a lei come madre. Molti erano dispiaciuti che avesse rischiato la vita non in quanto donna, in quanto persona, ma perché ha rischiato di lasciare una bambinetta orfana. Ovviamente non sono mancati i commenti del “se l’è meritato” ma la risposta più gettonata è stata: “Non puoi augurare questo a una madre! Stiamo parlando di una madre che ha rischiato la vita!” Io sono piuttisto convinta, visto che sappiamo benissimo tutti che gli extracomunitari soprattutto musulmani in Italia sono malvisti, che se la donna non fosse stata al mare con la sua bimba piccola, i commenti sarebbero stati molto più acidi o comunque indifferenti. Invece il fatto che poco prima avesse una bimba piccola tra le braccia, la assolve, la scusa, anche se è un’extracomunitaria.

La madre è sempre e comunque sacra, anche se è straniera, persino se è musulmana!

Quello che sto per dirvi sarà un tantino provocatorio e per questo, vi avverto, molto disturbante. Vi avevo avvisato che questo era un articolo controverso 😉 Il ruolo di madre in Italia è qualcosa di forte che trascende tutto il resto, ma appunto questo ruolo è FIN TROPPO riconosciuto, valorizzato e IDOLATRATO.

Guardate su Facebook se ci sono così tanti gruppi o pagine sui papà, invece pagine come: “io mamma”, “essere mamma”, “la gioia di essere madre”, ecc., traboccano. D’accordo, qualcuno mi dirà che la donna fa più sforzo, lo tiene 9 mesi in pancia quindi il legame è piu forte, lo cura lei… (a parte che anche questo aspetto è una convinzione culturale), ma non è solo questo. E’ il VALORE SOCIALE che ne deriva che rende il ruolo di madre così preponderante, così fortemente radicato, riconosciuto e rispettato. Esattamente come quello della bellezza, questo è il secondo grande valore della donna (anzi il primo)!

Per la nostra società una donna deve essere:

  • bella
  • madre

Capiamoci, non c’è niente da vergognarsi nè in uno nè nell’altro, non sono cose brutte o da ripudiare, tutt’altro. Ma bisogna esserne consapevoli.

Perché tutto ciò ha delle conseguenze.

Anche e soprattutto in amore, in particolare nella vita di coppia.

Perché se a una donna sono riconosciuti questi valori, ella, per sentirsi valorizzata e apprezzata dalla società, farà di tutto per raggiungere questi valori. Ecco allora che ci si sottopone a diete estenuanti, fitness, trucco&parrucco, shopping… tutto per raggiungere l’agoniata bellezza, per avere apprezzamenti, non solo maschili, ma anche dalle altre donne. Sono bella = VALGO!

Ma farà lo stesso anche per ciò che concerne la maternità. “Per valere, DEVO ESSERE MADRE!” Per non parlare del fatto che l’istinto materno è inculcato fin dalla più tenera età, tanto da essere non più un valore sociale ma addirittura un bisogno. Le donne, alcune donne, sentono proprio il bisogno di essere madri.

Dicevo, questo concetto porta con sé delle conseguenze in amore, e vi allontana dall’Amore Vero. Sapete perché? Perchè se vuoi un uomo solo per fare dei figli, ti porterà a fare degli errori. Ovvero verrai presa dall’ansia di sistemarti, di trovare l’uomo giusto a tutti i costi e finirai per sposarti il primo uomo mezzo decente che ti è capitato. Ma la fretta non è amica del Vero Amore. Soprattutto perché, come ho già accennato (ma riprenderò meglio questo concetto in seguito, ne parlerò più approfonditamente in un altro post), per trovare il Vero Amore bisogna prima essere pronti, fare un lavoro su sé stessi. E se corri a sistemarti col primo che passa non ti dai tempo, non solo per incontrare l’uomo giusto al momento giusto, ma neppure per lavorare su te stessa e capire quali sono i tuoi veri bisogni, i tuoi veri desideri. E neppure per valorizzarti per ciò che sei davvero, indipendentemente dai valori che ti vuole imporre la società. E se sei sicura di ciò che vuoi e di te stessa, avrai anche più facilità a incontrare l’uomo giusto perché le belle persone sono attratte da belle persone. Se invece sei insicura, ansiosa di piacere agli altri, di compiacere la società, troverai uomini esattame te come te!

Ora nessuno vi impedisce di assecondare questa smania, questo bisogno di filiare, ma dovete essere consapevoli che non sarà questo a darvi valore. Voi valete con o senza figli, non dovete dimostrare niente a nessuno.

Per come la vedo io, meglio fare l’inseminazione artificiale e poi cercare l’amore con calma. Può sembrare cinico, asettico, ma sapete quanti matrimoni fasulli si celebrano in nome dei figli? Io dico che lo sapete, che c’eravate già arrivati anche voi. Ma tutti fanno così, no?! E infatti quante coppie si possono vantare di essere ancora felicemente innamorate dopo tanti anni? Al massimo si vogliono bene, si sopportano.

Oppure potreste non cercare affatto l’amore e dedicarvi ai figli, dopotutto se era quello ciò che volevate… L’importante è esserne consapevoli! Cioè voi non potete andare in una direzione e poi volerne un’altra. Dovete essere prima consapevoli di cosa volete veramente, di cosa state davvero cercando. E perché lo cercate. É davvero un vostro desiderio o è solo un bisogno indotto dalla società? Cercate di compiacere qualcuno? La vostra famiglia, ad esempio, che magari sui trenta comincia a stressarvi, a farvi pressione su quando metterete su famiglia. State cercando di ottenere l’apprezzamento degli altri, ovvero un riconoscimento, un valore sociale? O semplicemente state appagando il vostro ego, desiderando una creaturina che, almeno per i primi anni, sarà totalmente dipendente da voi e voi sarete l’unico centro del suo mondo. Ciò vi dà un sacco di importanza, vero?! 😉

Ripeto, non c’è nulla di male nella maternità ma basta essere consapevoli di ciò che si vuole davvero e dei processi sociali e psicologici che ci sono dietro.

 

 

Ti è piaciuto l’articolo? Vuoi che approfondisca l’argomento del valore sociale della maternità? Delle sue conseguenze psicologiche? Lasciami un commento qui sotto!

Quando anni fa, appena laureata, stavo facendo il tirocinio post laurea, feci praticantato presso una psicologa che si occupava di formazione. Fu lì che ebbi la fortuna di conoscere D. D aveva una cinquantina d’anni e conviveva con G. da più di vent’anni, da quando era rimasta vedova. In pratica un po’ come la nostra Monica (a parte il fatto che lei non è vedova 😉 ): cinquantenne con una trentina di Amore alle spalle, anzi di Vero Amore!

Bene D. e G. (che non sono Dolce&Gabbana 😉 ) avevano un affiatamento che era impossibile non notare. Mi ricordo che allora pensai: “Cavoli, quando arriverò alla sua età, vorrei essere anch’io così, ancora così innamorata!” Era – ed è – talmente raro vedere due che si amano ancora così dopo tanto tempo, che il mio cuore si riempì di gioia. Divennero un modello per me, e anche un simbolo. Un simbolo di speranza. Sì perché se era possibile per loro, allora lo era anche per me. Cioè finalmente avevo la prova vera, tangibile, che il Vero Amore che perdura nel tempo esiste. Non è solo una fantasia, un’invenzione dei film e delle fiabe, il “vissero felici e contenti” esisteva davvero! In un mondo come quello universitario, dove i miei coetanei che due mesi prima si erano giurati amore eterno si lasciavano e le coppie scoppiavano, avere un esempio di solidità mi rinfrancò. Mi diede fiducia nel domani. Diciamo che questo pensiero è un po’ alla base di questo blog, è da questa riflessione che è nata l’idea del sito: dare speranza alle persone nell’Amore. Testimoniare che esiste, di non smettere mai di crederci!



Perché vi dico, e ne fui sicura già allora appena li vidi, che ero di fronte a un esempio di Amore Vero?
Perché il loro amore era quotidiano, si percepiva dalle piccole cose di tutti i giorni, dalle piccole attenzioni, dai piccoli gesti. Ad esempio, lui tutti i giorni all’ora di pranzo veniva a prenderla a lavoro, e si davano un bacino affettuoso sulla bocca. Quante coppie dopo vent’anni si ricordano ancora di questi piccoli gesti? La maggior parte cessa di compiere quegli affettuosi gesti quotidiani già dopo un anno!
Loro no.
E facevano ancora sesso, ovviamente. Be’, non che mi abbia mai parlato apertamente e specificamente delle loro performance sotto le lenzuola, ma si intuiva che c’era ancora passione. Si capiva da molti “non detti”, ovvero allusioni. Ad esempio in una giornata di gran caldo, mi disse: “Scusa, ma che vuoi fare quando fa così caldo? Accendi il condizionatore e poi stai in camera con il tuo ragazzo tutto il giorno a fare sesso!” Mi strizzò l’occhio: “Non vorrai mica andare in giro a prendere del caldo!” Capii che quell’affermazione non era un consiglio indirizzato a me, ma sotto sotto alludeva al fatto che quello fosse il suo passatempo preferito, nella sua camera condizionata. Sì, sono certa che fossero un esempio di amore passionale che dura nel tempo. Quindi la cosa mi appagò. Allora ero così bisognosa di avere testimonianze dell’Amore erotico che dura nel tempo, ero così scoraggiata nel vedere le coppie che stavano insieme da tanti anni che erano diventate così fredde, così metodiche, come se fosse un lavoro quotidiano, una routine da compiere per dovere o per forza. Loro no. Vederli insieme mi dava felicità.
Un altro episodio degno di nota, prova del loro Vero Amore, fu quando in prossimità delle vacanze estive, la sentii parlare al telefono con un’amica. G. era già partito per le vacanze, nella loro residenza estiva, D., per motivi lavorativi, non sarebbe potuta partire che tra una settimana. Disse al telefono, sospirando: “Ehh, G. è partito ieri e già mi manca. Mamma mia non vedo l’ora che passi questa settimana e di raggiungerlo!”. Cioè non so se vi rendete conto, quante coppie dopo così tanti anni sentono la mancanza anche solo dopo un giorno? Le testimonianze maggiori che ho avuto sono dell’opposto: “Ah per fortuna che si è tolto dai piedi. Spero che ci rimanga un mese dai suoi. Un po’ di pace!”, e sospirano con sollievo, come essersi tolti un peso, una seccatura. Lei dopo un giorno già ne sentiva la mancanza! Ecco, questo è Amore Vero che dura negli anni, più di vent’anni in questo caso.
Racconterò un ultimo esempio di quotidianità. Un giorno lei telefonò a G. per ricordargli di fare una commissione, poi chiuse la chiamata, e sorridendo disse: “Tanto se ne dimentica”, e scosse la testa. Io ridacchiai. “Vedi?”, mi disse con un sorriso, “È facile capire la dinamica tra me e G. Io gli dico le cose da fare e lui puntualmente se ne dimentica. Lo sai già, è inutile che ti incazzi, è fatto così.” E fece un sorriso, socchiudendo gli occhi che voleva dire tutto. In quel gesto, in quello sguardo, nel tono e modo in cui l’aveva detto, si nascondeva il segreto del loro amore. Era uno sguardo che esprimeva tenerezza, non rimprovero. Era un’espressione che significava: “Lo so, ha i suoi difetti, fa degli errori, ma io gli voglio bene così, lo amo anche perché è così, con tutte le sue imperfezioni e non ci posso fare nulla, lo accetto così invece di provare a cambiarlo”.
Intendiamoci. L’accettazione dei difetti altrui, si riferisce a piccole cosucce, a difetti innocui, a piccoli vizietti, che se anche di primo acchito ci fanno venire il nervoso perché sono l’opposto del nostro modo di comportarci, del nostro carattere, alla fine non sono grosse mancanze di rispetto nei nostri confronti, sono cose di cui ci si può ridere sopra. Di cui si può amabilmente prenderli in giro. Ci tengo a precisarlo perché non vorrei che qualcuna con la scusa del “lo amo troppo” si sentisse autorizzata a giustificare ogni sua mancanza con “È fatto così!”, sorridendone beatamente e ingenuamente. UN CORNO! Se il vostro partner vi fa le corna è uno stronzo! Non ha un difettuccio, chiaro? Se vi trascura, vi racconta frottole e flirta con le altre NON vi ama, non è che è il suo carattere!

Ti è piaciuta questa storia? Hai anche tu una storia da raccontare? Sei il protagonista di un Vero Amore o ne sei stato il diretto testimone? Scrivimi a sharazad@ilveroamore.it e raccontami la tua storia! Se vorrai, sarò ben lieta di pubblicarla, anche in forma anonima.

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