Questa doppia riflessione nasce da due episodi molto diversi tra loro, che però mi hanno suscitato il medesimo sentimento. La prima è avvenuta ieri sera, davanti al film “Sissi – Il destino di un’imperatrice”, la seconda oggi, leggendo i commenti a uno spiacevole fatto di cronaca. Vi avviso già che questo sarà un articolo controverso, perciò via i deboli di cuore. Non sarà una sciorinata melensa a favore della mamma, io ve l’ho detto!

Cominciamo col film.

Penso che sia straconosciuto, ma per chi non ne avesse mai sentito parlare o non si ricordasse bene la trama, la faccio breve: l’imperatrice d’Austria Sissi è dovuta partire per le zone del sud Europa a causa di una malattia e ha lasciato sua figlia a casa; guarita e di ritorno in Austria, l’imperatore Franz l’ha raggiunta in Italia approfittandone per fare una visita diplomatica, ma gli austriaci sono malvisti in Italia e soprattutto a Venezia l’accoglienza è molto fredda, le finestre chiuse, le strade – anzi, i canali – sono deserti. Quando arrivano in Piazza San Marco ad accoglierli c’è un silenzio di tomba. Poi all’improvviso Franz le dice di avere una sorpresa e sbuca la loro figlia, Sissi le corre incontro commossa ad abbracciarla, dimenticandosi del suo ruolo di imperatrice e mostrando la sua umanità. A questoo punto, un tizio a caso della folla urla: “W la mamma!” e scoppia uno scroscio di applausi, sorrisi ed esultanza. La folla tutta conquistata da Sissi, la madre.

Ok, questo è un film e la scena è un tantino teatrale ed esagerata, però non l’ho trovata così distante dalla realtà. In effetti incarna il tipico pensare italiano: La mamma viene prima di qualsiasi cosa. Persino l’odiata imperatrice, in veste di mamma diventa fonte di giubilo e suscita adorazione.

L’altro episodio che vorrei raccontarvi è invece un triste fatto di cronaca: l’articolo linkato riguarda una musulmana quasi annegata. In sintesi: ha fatto il bagno coi vestiti che le si sono inzuppati e non riusciva più ad uscire dall’acqua, ma rifiutava l’aiuto del bagnino perché era un uomo e quindi non poteva toccarla. Ora, a parte gli insulti al marito che è stato a guardare e non ha mosso un dito per aiutarla, la cosa che più mi ha colpita dei commenti – perché è un elemento che è uscito in maniera preponderante, ripetuto – è che si è fatto spesso riferimento a lei come madre. Molti erano dispiaciuti che avesse rischiato la vita non in quanto donna, in quanto persona, ma perché ha rischiato di lasciare una bambinetta orfana. Ovviamente non sono mancati i commenti del “se l’è meritato” ma la risposta più gettonata è stata: “Non puoi augurare questo a una madre! Stiamo parlando di una madre che ha rischiato la vita!” Io sono piuttisto convinta, visto che sappiamo benissimo tutti che gli extracomunitari soprattutto musulmani in Italia sono malvisti, che se la donna non fosse stata al mare con la sua bimba piccola, i commenti sarebbero stati molto più acidi o comunque indifferenti. Invece il fatto che poco prima avesse una bimba piccola tra le braccia, la assolve, la scusa, anche se è un’extracomunitaria.

La madre è sempre e comunque sacra, anche se è straniera, persino se è musulmana!

Quello che sto per dirvi sarà un tantino provocatorio e per questo, vi avverto, molto disturbante. Vi avevo avvisato che questo era un articolo controverso 😉 Il ruolo di madre in Italia è qualcosa di forte che trascende tutto il resto, ma appunto questo ruolo è FIN TROPPO riconosciuto, valorizzato e IDOLATRATO.

Guardate su Facebook se ci sono così tanti gruppi o pagine sui papà, invece pagine come: “io mamma”, “essere mamma”, “la gioia di essere madre”, ecc., traboccano. D’accordo, qualcuno mi dirà che la donna fa più sforzo, lo tiene 9 mesi in pancia quindi il legame è piu forte, lo cura lei… (a parte che anche questo aspetto è una convinzione culturale), ma non è solo questo. E’ il VALORE SOCIALE che ne deriva che rende il ruolo di madre così preponderante, così fortemente radicato, riconosciuto e rispettato. Esattamente come quello della bellezza, questo è il secondo grande valore della donna (anzi il primo)!

Per la nostra società una donna deve essere:

  • bella
  • madre

Capiamoci, non c’è niente da vergognarsi nè in uno nè nell’altro, non sono cose brutte o da ripudiare, tutt’altro. Ma bisogna esserne consapevoli.

Perché tutto ciò ha delle conseguenze.

Anche e soprattutto in amore, in particolare nella vita di coppia.

Perché se a una donna sono riconosciuti questi valori, ella, per sentirsi valorizzata e apprezzata dalla società, farà di tutto per raggiungere questi valori. Ecco allora che ci si sottopone a diete estenuanti, fitness, trucco&parrucco, shopping… tutto per raggiungere l’agoniata bellezza, per avere apprezzamenti, non solo maschili, ma anche dalle altre donne. Sono bella = VALGO!

Ma farà lo stesso anche per ciò che concerne la maternità. “Per valere, DEVO ESSERE MADRE!” Per non parlare del fatto che l’istinto materno è inculcato fin dalla più tenera età, tanto da essere non più un valore sociale ma addirittura un bisogno. Le donne, alcune donne, sentono proprio il bisogno di essere madri.

Dicevo, questo concetto porta con sé delle conseguenze in amore, e vi allontana dall’Amore Vero. Sapete perché? Perchè se vuoi un uomo solo per fare dei figli, ti porterà a fare degli errori. Ovvero verrai presa dall’ansia di sistemarti, di trovare l’uomo giusto a tutti i costi e finirai per sposarti il primo uomo mezzo decente che ti è capitato. Ma la fretta non è amica del Vero Amore. Soprattutto perché, come ho già accennato (ma riprenderò meglio questo concetto in seguito, ne parlerò più approfonditamente in un altro post), per trovare il Vero Amore bisogna prima essere pronti, fare un lavoro su sé stessi. E se corri a sistemarti col primo che passa non ti dai tempo, non solo per incontrare l’uomo giusto al momento giusto, ma neppure per lavorare su te stessa e capire quali sono i tuoi veri bisogni, i tuoi veri desideri. E neppure per valorizzarti per ciò che sei davvero, indipendentemente dai valori che ti vuole imporre la società. E se sei sicura di ciò che vuoi e di te stessa, avrai anche più facilità a incontrare l’uomo giusto perché le belle persone sono attratte da belle persone. Se invece sei insicura, ansiosa di piacere agli altri, di compiacere la società, troverai uomini esattame te come te!

Ora nessuno vi impedisce di assecondare questa smania, questo bisogno di filiare, ma dovete essere consapevoli che non sarà questo a darvi valore. Voi valete con o senza figli, non dovete dimostrare niente a nessuno.

Per come la vedo io, meglio fare l’inseminazione artificiale e poi cercare l’amore con calma. Può sembrare cinico, asettico, ma sapete quanti matrimoni fasulli si celebrano in nome dei figli? Io dico che lo sapete, che c’eravate già arrivati anche voi. Ma tutti fanno così, no?! E infatti quante coppie si possono vantare di essere ancora felicemente innamorate dopo tanti anni? Al massimo si vogliono bene, si sopportano.

Oppure potreste non cercare affatto l’amore e dedicarvi ai figli, dopotutto se era quello ciò che volevate… L’importante è esserne consapevoli! Cioè voi non potete andare in una direzione e poi volerne un’altra. Dovete essere prima consapevoli di cosa volete veramente, di cosa state davvero cercando. E perché lo cercate. É davvero un vostro desiderio o è solo un bisogno indotto dalla società? Cercate di compiacere qualcuno? La vostra famiglia, ad esempio, che magari sui trenta comincia a stressarvi, a farvi pressione su quando metterete su famiglia. State cercando di ottenere l’apprezzamento degli altri, ovvero un riconoscimento, un valore sociale? O semplicemente state appagando il vostro ego, desiderando una creaturina che, almeno per i primi anni, sarà totalmente dipendente da voi e voi sarete l’unico centro del suo mondo. Ciò vi dà un sacco di importanza, vero?! 😉

Ripeto, non c’è nulla di male nella maternità ma basta essere consapevoli di ciò che si vuole davvero e dei processi sociali e psicologici che ci sono dietro.

 

 

Ti è piaciuto l’articolo? Vuoi che approfondisca l’argomento del valore sociale della maternità? Delle sue conseguenze psicologiche? Lasciami un commento qui sotto!

Quando anni fa, appena laureata, stavo facendo il tirocinio post laurea, feci praticantato presso una psicologa che si occupava di formazione. Fu lì che ebbi la fortuna di conoscere D. D aveva una cinquantina d’anni e conviveva con G. da più di vent’anni, da quando era rimasta vedova. In pratica un po’ come la nostra Monica (a parte il fatto che lei non è vedova 😉 ): cinquantenne con una trentina di Amore alle spalle, anzi di Vero Amore!

Bene D. e G. (che non sono Dolce&Gabbana 😉 ) avevano un affiatamento che era impossibile non notare. Mi ricordo che allora pensai: “Cavoli, quando arriverò alla sua età, vorrei essere anch’io così, ancora così innamorata!” Era – ed è – talmente raro vedere due che si amano ancora così dopo tanto tempo, che il mio cuore si riempì di gioia. Divennero un modello per me, e anche un simbolo. Un simbolo di speranza. Sì perché se era possibile per loro, allora lo era anche per me. Cioè finalmente avevo la prova vera, tangibile, che il Vero Amore che perdura nel tempo esiste. Non è solo una fantasia, un’invenzione dei film e delle fiabe, il “vissero felici e contenti” esisteva davvero! In un mondo come quello universitario, dove i miei coetanei che due mesi prima si erano giurati amore eterno si lasciavano e le coppie scoppiavano, avere un esempio di solidità mi rinfrancò. Mi diede fiducia nel domani. Diciamo che questo pensiero è un po’ alla base di questo blog, è da questa riflessione che è nata l’idea del sito: dare speranza alle persone nell’Amore. Testimoniare che esiste, di non smettere mai di crederci!



Perché vi dico, e ne fui sicura già allora appena li vidi, che ero di fronte a un esempio di Amore Vero?
Perché il loro amore era quotidiano, si percepiva dalle piccole cose di tutti i giorni, dalle piccole attenzioni, dai piccoli gesti. Ad esempio, lui tutti i giorni all’ora di pranzo veniva a prenderla a lavoro, e si davano un bacino affettuoso sulla bocca. Quante coppie dopo vent’anni si ricordano ancora di questi piccoli gesti? La maggior parte cessa di compiere quegli affettuosi gesti quotidiani già dopo un anno!
Loro no.
E facevano ancora sesso, ovviamente. Be’, non che mi abbia mai parlato apertamente e specificamente delle loro performance sotto le lenzuola, ma si intuiva che c’era ancora passione. Si capiva da molti “non detti”, ovvero allusioni. Ad esempio in una giornata di gran caldo, mi disse: “Scusa, ma che vuoi fare quando fa così caldo? Accendi il condizionatore e poi stai in camera con il tuo ragazzo tutto il giorno a fare sesso!” Mi strizzò l’occhio: “Non vorrai mica andare in giro a prendere del caldo!” Capii che quell’affermazione non era un consiglio indirizzato a me, ma sotto sotto alludeva al fatto che quello fosse il suo passatempo preferito, nella sua camera condizionata. Sì, sono certa che fossero un esempio di amore passionale che dura nel tempo. Quindi la cosa mi appagò. Allora ero così bisognosa di avere testimonianze dell’Amore erotico che dura nel tempo, ero così scoraggiata nel vedere le coppie che stavano insieme da tanti anni che erano diventate così fredde, così metodiche, come se fosse un lavoro quotidiano, una routine da compiere per dovere o per forza. Loro no. Vederli insieme mi dava felicità.
Un altro episodio degno di nota, prova del loro Vero Amore, fu quando in prossimità delle vacanze estive, la sentii parlare al telefono con un’amica. G. era già partito per le vacanze, nella loro residenza estiva, D., per motivi lavorativi, non sarebbe potuta partire che tra una settimana. Disse al telefono, sospirando: “Ehh, G. è partito ieri e già mi manca. Mamma mia non vedo l’ora che passi questa settimana e di raggiungerlo!”. Cioè non so se vi rendete conto, quante coppie dopo così tanti anni sentono la mancanza anche solo dopo un giorno? Le testimonianze maggiori che ho avuto sono dell’opposto: “Ah per fortuna che si è tolto dai piedi. Spero che ci rimanga un mese dai suoi. Un po’ di pace!”, e sospirano con sollievo, come essersi tolti un peso, una seccatura. Lei dopo un giorno già ne sentiva la mancanza! Ecco, questo è Amore Vero che dura negli anni, più di vent’anni in questo caso.
Racconterò un ultimo esempio di quotidianità. Un giorno lei telefonò a G. per ricordargli di fare una commissione, poi chiuse la chiamata, e sorridendo disse: “Tanto se ne dimentica”, e scosse la testa. Io ridacchiai. “Vedi?”, mi disse con un sorriso, “È facile capire la dinamica tra me e G. Io gli dico le cose da fare e lui puntualmente se ne dimentica. Lo sai già, è inutile che ti incazzi, è fatto così.” E fece un sorriso, socchiudendo gli occhi che voleva dire tutto. In quel gesto, in quello sguardo, nel tono e modo in cui l’aveva detto, si nascondeva il segreto del loro amore. Era uno sguardo che esprimeva tenerezza, non rimprovero. Era un’espressione che significava: “Lo so, ha i suoi difetti, fa degli errori, ma io gli voglio bene così, lo amo anche perché è così, con tutte le sue imperfezioni e non ci posso fare nulla, lo accetto così invece di provare a cambiarlo”.
Intendiamoci. L’accettazione dei difetti altrui, si riferisce a piccole cosucce, a difetti innocui, a piccoli vizietti, che se anche di primo acchito ci fanno venire il nervoso perché sono l’opposto del nostro modo di comportarci, del nostro carattere, alla fine non sono grosse mancanze di rispetto nei nostri confronti, sono cose di cui ci si può ridere sopra. Di cui si può amabilmente prenderli in giro. Ci tengo a precisarlo perché non vorrei che qualcuna con la scusa del “lo amo troppo” si sentisse autorizzata a giustificare ogni sua mancanza con “È fatto così!”, sorridendone beatamente e ingenuamente. UN CORNO! Se il vostro partner vi fa le corna è uno stronzo! Non ha un difettuccio, chiaro? Se vi trascura, vi racconta frottole e flirta con le altre NON vi ama, non è che è il suo carattere!

Ti è piaciuta questa storia? Hai anche tu una storia da raccontare? Sei il protagonista di un Vero Amore o ne sei stato il diretto testimone? Scrivimi a sharazad@ilveroamore.it e raccontami la tua storia! Se vorrai, sarò ben lieta di pubblicarla, anche in forma anonima.

Rieccomi. Sì, lo so, o che sparisco e il blog rimane fermo per mesi, oppure sono qui a torturarvi ogni giorno! Eh, eh… In realtà avevo un pochino abbandonato il progetto “Vero Amore”, ma ora voglio ridedicarmici con regolarità. Promesso. Posterò un articolo con cadenza regolare, se riesco una volta alla settimana, o almeno in caso di impedimenti, cercherò comunque di tenere il ritmo di uno ogni quindici giorni.

Premesso ciò, bando alle ciance ed entriamo nel vivo dell’argomento di oggi.

Oggi voglio essere propositiva e darvi un’iniezione di fiducia. Ieri messaggiavo con il mio compagno che è un po’ giù di tono, a causa di alcuni problemi che sono sorti nel suo lavoro. Siccome anch’io so benissimo come ci si sente perché ho passato un periodo buio e triste (argomento che ovviamente avrò modo di trattare in seguito; anzi, ci tornerò spesso su questa storia, sulla “crisi” e come l’ho affrontata), allora mi sono sentita in dovere di partire con la parabola (non quella satellitare 😉 che narra di come una giovinetta sperduta alla fine è sopravvissuta a tutte le angherie del destino e ha finalmente trovato l’Amore.



Qualche anno fa, prima di conoscere l’Amore Vero, sembravo una di quelle protagoniste delle chick-lit* americane. Sulla trentina, con un lavoro precario, situazione economica disastrosa, fatica a trovare un uomo decente e si barcamena tra situazioni surreali al limite del parossismo. Tutte le volte che per un motivo o per l’altro la storia di “amore” mi andava male o non partiva nemmeno, ovviamente ero presa dallo sconforto e pensieri tristi e deprimenti. Ma come mai a me non me ne va mai bene una? Perché non ne combino una giusta? Come mai tutte le volte c’è sempre qualcosa che mi ostacola, possibile? Se lui non fosse fidanzato, se non avesse dovuto partire, se non gli fosse morto il gatto… Passavo dall’incolpare la sfortuna, il fato e tutti gli dei, a ovviamente me stessa. Ovvero mi disistimavo. Se fossi più bella, se mi fossi comportata così o colà, se fossi stata più spiritosa o più simpatica o più spigliata… o chi più ne ha, più ne metta!

Insomma vedevo tutto nero. Perché pensavo che se anche avessi trovato una persona che davvero mi piaceva, non sarei stata ricambiata o se mi ricambiava sarebbe successo comunque qualcosa a ostacolarmi.

Poi è arrivato Lui.

E tutto è cambiato.

Non solo mi ha ricambiata, ma mi ha amata più di quanto credevo possibile, mi ha mostrato che l’Amore Vero non era come pensavo, ma è andato oltre. Il Vero Amore va oltre la nostra immaginazione, perché non vede con la mente ma con gli occhi del cuore. Sembra una frase fatta, ma non è così, approfondiremo meglio questo argomento in un altro articolo, magari ve ne parlerà Monica che ha un’esperienza più longeva della mia in questo ambito. Come ha scritto lei in uno scorso post: vi auguro di non trovare la “persona giusta”, ovvero la persona ideale, perché spesso il nostro ideale è fasullo e non corrisponde a ciò che vogliamo realmente. Così è stato per me. Lui è molto diverso dal mio prototipo di Principe Azzurro: col fisico da modello, raffinato, che ama leggere, con cui abbiamo tanti interessi in comune… In realtà non abbiamo nulla in comune! 😀 Siamo il giorno e la notte, persino politicamente siamo ai poli opposti (anche se paradossalmente ho più punti in comune col suo pensiero che con altri) eppure siamo perfetti così. Ci completiamo. Anche qui devo citare Monica: siamo due tessere di un puzzle: diverse ma combaciamo perfettamente.

Ebbene, ora, riguardandomi indietro, sono strafelice che tutte quelle altre storie siano naufragate! Anzi, ora ripenso con orrore: “Pensa se quella volta mi fossi messa con Tizio o con Caio? Oddio, ora starei con lui! Pensa a cosa mi sarei persa!” Come facevo a desiderare di voler stare con Sempronio? Non mi accorgevo di tutte le cose che non andavano? Oppure, ancora peggio, anche se sapevo già che non era il meglio per me e che volevo, meritavo altro, perché continuavo ad accanirmi a stare con lui a tutti i costi?

Tiro un sospiro di sollievo e dico: “Meno male che è andata così!” Altrimenti ora non sarei così felice.

 

Ma il segreto di tutta questa parabola è che ho applicato questo modo di pensare anche al resto, in realtà è un’abilità trasversale, un adattamento costruttivo pensarla in questo modo. La premessa iniziale era che questa parabola è nata dal fatto che Lui ha problemi sul lavoro. Ebbene, io ho applicato questo pensiero anche all’ambito lavorativo. Se vi ricordate, vi ho detto che ero la perfetta eroina chick-lit: senza uomo e con un lavoro precario. Da quando ho trovato l’Amore, ho cominciato a vedere roseo anche il mio futuro lavorativo. Innanzitutto non ero in mezzo a una strada: avevo un tetto sulla testa e di che mangiare, quindi non avevo nulla di cui lamentarmi! Non ero in una situazione davvero disperata. Semplicemente avevo un po’ perso la Trebisonda e non sapevo che direzione dare al mio futuro: stavo vagando senza meta. E anche qui commettevo gli stessi errori che dapprima avevo commesso con l’Amore. Ero convinta di aver fatto mille errori: se avessi scelto un’altra facoltà, se avessi fatto quei corsi professionalizzanti quand’ero ventenne, se mi fossi decisa prima a specializzarmi… E mi rimproveravo e maledicevo la malasorte per le occasioni perse: ah se quell’anno mi fossi impegnata di più, se durante quello stage non avessi fatto due lavori, se la mia amica mi avesse avvisata in tempo, se fossi stata lì al momento giusto anziché altrove… Di nuovo, o avevo sbagliato io non cogliendo le occasioni, oppure ero stata sfortunata e gli eventi avversi mi avevano ostacolata in qualche modo.

Ancora una volta, ero attanagliata da mille dubbi: troverò mai un lavoro decente? Mi sistemerò? Riuscirò a trovare la mia strada o finirò a sessant’anni a dover vivere di espedienti? Morirò triste e sola?

Ma poi mi sono resa conto che stavo ripetendo gli stessi errori. Quello che prima sembrava un clamoroso insuccesso amoroso, si era trasformato nella più grande gioia della mia vita! Il fallimento era diventato un successo, anzi un trionfo! E perché non doveva essere così anche nel lavoro? Mi sovvennero esempi di fallimenti diventati successi epici:

  • Hilary Swank fu licenziata dopo pochi episodi nel telefilm “Beverly Hills 90210” e ciò la sconfortò parecchio, si disse: “Cavoli, se non sono abbastanza in gamba neppure per una serie di terz’ordine, figuriamoci arrivare al grande cinema!” L’anno dopo fu scelta per la parte di “Boys don’t cry” che le fece vincere l’Oscar! Probabilmente se avesse continuato a interpretare una qualsiasi Carly di Beverly Hills ora sarebbe una sconosciuta. (Mi ricordo che quando lessi questa storia mi esaltò un sacco!)
  • Ad un certo Bob Young rifiutarono di pubblicare i suoi libri, fu così che gli venne in mente di realizzare una casa editrice on demand: Lulu. Ora l’azienda ha un fatturato di milioni di dollari. Ecco, se avessero pubblicato il suo libro, ora probabilmente sarebbe uno dei tanti autori persi nell’anonimato.
  • Storia simile per Giacomo Bruno: rifiutata la pubblicazione del suo libro dalle case editrici, ha fondato una sua CE, la BrunoEditore; e non solo: ha fatto tesoro di quell’insuccesso, si è reinventato e ha intrapreso anche una carriera da formatore. Ora tiene corsi di marketing da migliaia di euro.

 

Vedi come quello che a prima vista può essere una tremenda sfortuna può rivelarsi un’immensa fortuna?  Be’, questo dipende anche, e soprattutto, da come reagiamo noi ai momenti di crisi. Se li interpretiamo come una sfida da vincere, può essere un’occasione stimolante di crescita, di reinvezione personale; se li interpretiamo come qualcosa di insormontabile, può davvero rivelarsi la nostra disfatta totale. Soprattutto questo atteggiamento mentale è lampante negli ultimi due esempi: due uomini che hanno fatto tesoro della sconfitta e hanno trasformato le avversità in risorse.

Ma questa è un’altra storia. 😉 Parleremo delle strategie di coping adattivo nelle prossime puntate!

Per ora vi lascio con la morale di questa parabola: non temete l’insuccesso, significa solo che il successo è dietro l’angolo! 🙂

 

* letteralmente “letteratura per ragazze”, è quel filone a cui appartengono le commedie rosa, tipo “Il diario di Bridget Jones”.

Qualche settimana fa si è scatenato un putiferio per le accuse a una pubblicità di una nota marca di intimo di essere sessista. Tralasciando le polemiche sul sessismo, che secondo me non erano presenti in quella pubblicità, è accaduto che effettivamente le città venissero tempestate di cartelloni pubblicitari con la modella in reggiseno, tanto che era impossibile non notarla, seppur per caso (mi ricordo di averla vista pure io, che sono una proverbiale distratta e non noto mai niente, quindi vuol dire che era decisamente invasiva 😉 ). Il fatto malsano è che alcune donne a questa “invasione” hanno confessato di aver provato disagio. Quindi hanno asserito che la pubblicità fosse sbagliata perché comunque continuava a proporre degli standard di bellezza irrealistici, che le donne si sentono in difetto perché il loro fisico non è come quello della modella, e ciò provoca in loro un senso di inadeguatezza, bassa autostima…

Ahi ahi ahi!

Quanta involuzione dimostra ragionare in questo modo!



Premetto che in linea generale sono d’accordo, per una donna la bellezza è l’unico valore riconosciutole dalla società: se sei bella vali! Sennò no! Una cultura che ti trasmette queste cose è terribilmente sbagliata e deleteria, soprattutto per le ragazzine, che sono fortemente influenzabili.

Ma se una donna adulta ha ancora nella sua testa questa equazione c’è qualcosa che non va.

Significa che sono rimaste all’adolescenza quando essere carine significava essere popolari, avere più corteggiatori/fidanzati.

Ma più corteggiatori non significa più persone che ti amano e soprattutto non significa affatto che troverai l’Amore Vero. Come accennato già nello scorso articolo, essere troppo belle è addirittura controproducente! Perché non saprai mai se la persona che hai di fianco è davvero innamorata di te o è solo invaghita del tuo aspetto! Un aspetto particolarmente sexy produce una forte attrazione fisica che spesso viene erroneamente confusa con l’innamoramento, in realtà non è altro che un’infatuazione. O al massimo può essere sì innamoramento, ma non Vero Amore. Chi ha/ha avuto la fortuna di amare veramente lo sa, e sorride a frasi come: “Oh era così bello/a che eravamo tutti/è innamorati/e di lui/lei”! Che sciocchezza! Come se si potesse amare davvero l’aspetto fisico! Lo ripeto: ci si innamora dell’ESSENZA di una persona. Quindi il suo corpo è relativamente irrilevante.

La cosa paradossale è che questa insicurezza, questa attenzione ossessiva per il proprio corpo, si ritrova anche nelle donne famose e avvenenti, anzi, direi soprattutto in loro! Di recente mi è capitato di vedere una foto di Jennifer Lopez (d’ora in poi JLo): lei tutta in tiro davanti allo specchio, vestito attillato, truccatissima. La domanda che mi è sorta spontanea è stata: “Perché?” Perché sente il bisogno di concentrarsi così tanto sulla sua bellezza, di ribadire che è bella? Forse non lo sa? Lo so io che è figa, per me è una delle donne più belle del mondo, un viso stupendo. Che bisogno ha di mettere in mostra la sua bellezza, di cercare approvazione e compiacimento degli altri? Perché è così importante essere bella? Per il valore che ne consegue? Ma c’è il lavoro! JLO non ha bisogno di essere anche bella per dimostrare di valere, è già iperfamosa; e così altre attrici, iperfissate con la loro bellezza e il loro aspetto fisico, nonostante abbiano già il successo…

Eppure non basta: vediamo il dilagare della chirurgia estetica su donne che non ne hanno bisogno, non solo non hanno difetti gravi, ma sono proprio belle, se non addirittura bellissime. Cioè davvero Nina Moric aveva bisogno di rifarsi?

Il fatto è che diventa un’ossessione: essere la più bella, la donna “perfetta”, perché la donna più bella di tutte vale di più.

Il che ovviamente è un’idiozia!

Ma chi l’ha detto che solo la bellezza può darvi valore? E tutto il resto? Le vostre capacità, la vostra intelligenza, intuizione, carattere, simpatia, personalità… Tutto questo vi dà valore! Smettiamola di idolatrare la bellezza come unica, incontestabile, autorevole fonte di valorizzazione femminile!  E’ una mera dote, tutto lì, come tante altre doti. Puoi essere bella e non valere niente, puoi essere brutta e di valore, ma puoi pure essere brutta e superficiale/mediocre o bella e di valore…

Ma allora queste donne che hanno già altre fonti di “valore”, altre fonti di riconoscimento sociale, vogliono solo piacere agli uomini? In generale, parlo anche delle donne comuni, le donne vogliono essere belle per gli uomini?

Ok. Ma allora la domanda è: perché volete piacere agli uomini?

Per conquistarli o riconquistarli? Per avere una sfilza di corteggiatori? Non avere rivali? O forse per la paura di tradimento, o che lui scelga un’altra…

Ma tutte queste cose, come vedete, non hanno NULLA a che fare con l’Amore Vero! Avere tanti uomini, tanti corteggiatori, non significa ricevere amore; e se un uomo ti ama davvero non ti tradisce perché non gli interessa un mero bel corpo. Quando fa l’amore con voi, lo fa con la vostra essenza!

 

Vi è piaciuto? Vi ha interessato l’articolo? Volete approfondire l’argomento? Lasciatemi un commento qui sotto e ditemi che ne pensate! Presto ritornerò a parlare di bellezza! 😉

Il vero amore al tempo dei classici.

 

 

Ieri sera in TV ho visto il film tratto dal romanzo “Cime Tempestose” e mi è saltata all’occhio una cosa. A un certo punto la protagonista Catherine dice una cosa: “Sì, Edgar mi piace, perché è bello ricco, bla bla bla (aggiunge una serie di pregi), ma lo amo di quell’amore fugace, che poi cambierà è presto passerà, invece ciò che provo per Heathcliff è diverso: è l’amore che dura nel tempo, che non cambia, perché è qui nel mio cuore!” Perdonatemi se ho parafrasato, ma non ricordo le parole a memoria. Ma il sunto del discorso era esattamente questo. In poche parole, in una frase, ha riassunto il valore dell’Amore Vero e la differenza che c’è fra questo e un infatuazione, o quello che tanti chiamano innamoramento! Notare come nell’800 avevano molto di più un’idea chiara e cristallina di cosa fosse l’Amore che non adesso.
Se invece si leggono i romanzi odierni rosa, o chick-lit vedo un’enorme confusione. Queste protagoniste, per la maggior parte un po’ tontolotte o comunque svampite, rincorrono un ideale sciocco e fugace di amore, loro rincorrono un innamoramento, e la cosa ridicola è che nel libro alla fine hanno pure il lieto fine!
Ridicolo.

Queste pseudo protagoniste si innamorano di Tizio perché ovviamente è Fighissimo, poi guarda caso è pure ricco ed è lì che aspetta loro! Tutto molto bello. Peccato che queste caratteristiche – la bellezza e la ricchezza, e pure l’intelligenza – non hanno nulla a che fare col Vero Amore. Nell’800 lo sapevano bene a quanto pare, visto che parlavano di cuore. Esattamente. È proprio questo che fa la differenza tra un’infatuazione – per quanto forte e dirompente – e l’Amore Vero!
E ciò si ritrova anche in “Orgoglio e Pregiudizio”, anche se in modo diverso. L’amore tra Elizabeth e Mr.Darcy è ostacolato da motivi concreti e plausibili (non dalle sciocchezze pretestuose dei romanzetti odierni): il differente lignaggio, il pregiudizio di entrambi (lei per l’altezzositá di lui e lui per l’imbarazzante famiglia di lei), ma quando si conoscono per ciò che realmente sono, si amano. Liz non ama Darcy perché “figo” e ricco ma perché, anche se di carattere schivo, è onesto, leale e generoso.
Ora la riflessione che mi nasce spontanea è: non è che nel mondo contemporaneo, con la sua frivolezza e consumismo, si è un po’ perso il significato dell’Amore? Tutti ne parlano, millantano amore, ma per quanto mi riguarda, davvero a sproposito. Mi sembra che si miri più a un significato superficiale dell’amore. Oppure, al suo opposto, a una visione troppo pragmatica, di convenienza, che anche questa non ha nulla a che vedere con l’Amore.

Non a caso, nell’articolo precedente, vi chiedevo: “ cosa state cercando?” Perché molti, al contrario, cercano la stabilità, la sicurezza, cercano una persona con cui costruire un futuro, una famiglia, bla-bla-bla, ma anche qui non guardano all’amore.

Può sembrare lungimiranza, ma per me è solo convenienza. Certo che una relazione così perdura, ma è solo un patto d’affari, e poi a che prezzo? A scapito della passione, infatti questi rapporti magari durano nel tempo, ma in modo scialbo e presto si fa strada la noia o addirittura la sopportazione.State per caso cercando una relazione duratura ma piatta? Contenti voi… La cosa triste è che molti si sono convinti che questa sia l’unica via, che bisogna accontentarsi di ciò, perché l’amore è solo una roba da film, una romanticheria adolescenziale. Quello che voglio dimostrarvi col mio blog è che non è vero. L’innamoramento, l’infatuazione, è una roba adolescenziale, che dura poco, il Vero Amore no! Quello perdura nel tempo, e in modo soddisfacente, non in una relazione piatta, noiosa, poco stimolante, ma in modo pienamente appagante e soddisfacente.

 

 

Cosa state cercando?

Se siete capitati su questo blog, suppongo che il vostro intento principale sia la ricerca dell’amore, o quantomeno avere alcune informazioni su di esso.

Be, ma cosa intendete voi per Amore?
E perché lo state cercando? Di preciso, perché lo vorreste nella vostra vita?
Pensate che sia l’unica cosa che darebbe un senso alla vostra vita, vi renderebbe felice, vi farebbe sentire appagati?
Oppure è altro?
Cercate qualcuno con cui condividere i vostri hobby, con cui andare in vacanza, a cena, al cinema? Volete la scopata assicurata tutte le sere? Oppure volete mettere su famiglia? Cercate qualcuno con cui invecchiare perché avete paura di rimanere soli?
Vi interessa davvero avere una persona accanto o volete soddisfare altri bisogni? Il vostro bisogno di sicurezza ad esempio, oppure il desiderio di maternità/paternità.
Cosa vi spinge?
Be’, ditemi che tipo di amore state cercando e vi dirò chi siete.
Non tutte le persone sono portate per il Vero Amore, l’Amore con la A maiuscola ha bisogno di persone che stiano cercando proprio quello. Se i vostri bisogni/desideri sono altri… be’, troverete altro! Ma poi non lamentatevi se Cupido non ha scoccato la freccia per voi, perché voi non stavate affatto cercando l’Amore, avete confuso altri sentimenti con l’Amore Vero.

Scrivetemi qua sotto il vostro concetto di amore, ciò che state cercando e ciò che vorreste nella vostra vita. Nel prossimo articolo partirò da questi spunti per farvi alcuni esempi di Vero Amore, ciò che è e ciò che vale la pena cercare se lo volete trovare. E le zavorre inutili di cui dovrete liberarvi.

Finalmente inauguro “Le Mille e Una Notte” con il mio primo articolo. E’ notte fonda, e io sto lavorando al PC da ore per dare un aspetto degno a questo blog, per fornirgli un’anima e una personalità che mi rappresenti e che rappresenti il contenuto di cui tratterò. Se avete letto la mia pagina di presentazione, avrete capito che lo scopo di questo blog è parlare del Vero Amore. Capire cos’è innanzitutto, cosa niente affatto scontata, e poi imparare e capire come raggiungerlo o trovarlo. O anche solo riconoscerlo, perché potreste avercelo sotto il naso e non rendervene conto.

Questo blog nasce in un modo un po’ strano, forse perché leggendo in giro materiale sull’argomento, mi rendo conto di quanto si sappia davvero poco e soprattutto quante convinzioni errate abbia la gente a riguardo. C’è davvero troppa confusione: dalla TV al sentire comune, alla cultura dominante, ovunque imperversano messaggi contrastanti. Da una parte c’è il modello romance, ovvero quell’amore passionale e spregiudicato, tipico dei romanzi rosa, harmony o chick-lit, una passione fugace e insensata, che fa molto appeal, fa battere il cuore sì, ma è tutto fumo e niente arrosto; dall’altra parte, nella cultura più “adulta” diciamo, spopola il modello stabile: un amore duraturo -forse!- ma con la passione ridotta ai minimi sindacali, se non addirittura inesistente, non a caso si parla di amore maturo, in realtà si intende amicizia, affetto e “si vive insieme perché ci si sopporta e fa comodo così”. Vi do una notizia: il Vero Amore non è questa roba qua, entrambi i modelli sono errati, questi sono amori con la a minuscola. L’Amore (con la A maiuscola) è un’altra cosa.

Ma nessuno ne parla mai, né lo rappresenta, tramite il cinema o la letteratura, forse perché quasi nessuno ha/ha avuto la fortuna di provarlo. Già, la gente non ne parla perché non saprebbe cosa dire, visto che non ha idea di cosa sia. Non solo non lo ha mai sperimentato in prima persona, ma non ha neppure mai avuto vicino esempi concreti di cosa sia, non ha modelli di riferimento a cui ispirarsi.

Poco sopra ho scritto “non ha la fortuna”, ma non è fortuna, o forse un pochino sì, ma la maggior parte dello sforzo consiste nel cercarlo nel modo giusto, avere il giusto atteggiamento mentale e predisposizione, e saperlo riconoscere, sapere cosa cercare, sennò rischi che ti passa sotto il naso e non lo vedi, mentre tu sei intento a svolazzare dietro alle farfalle. Se avessi incontrato la mia dolce metà a vent’anni probabilmente non mi sarebbe piaciuto e forse nemmeno a 25 se prima non avessi preso una bella batosta che mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto capire che stavo cercando nella direzione sbagliata. Perché se per cercare i rapaci scavi sotto terra anziché alzare gli occhi al cielo, troverai delle gran talpe ma ti perderai l’aquila reale che sta volando sopra la tua testa!

Il Vero Amore
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