Mia sorella maggiore si è sposata. Suo marito è un esigente ed è molto difficile da accontentare quando si tratta di cibo. Ogni volta che critica apertamente la sua cucina, ricordo sempre l’ex fidanzato di mia sorella. Ogni volta che lei cucinava fegato di pollo, lo mangiava sempre e diceva che non aveva mai assaggiato niente di meglio.
In seguito si è scoperto che era in realtà allergico al fegato di pollo.
A quanto pare, amava moltissimo mia sorella.

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Ho perso la gamba a 19 anni. All’epoca uscivo con una ragazza ed eravamo molto innamorati. Dopo un po ‘, improvvisamente ha deciso di trasferirsi all’estero, sostenendo di voler guadagnare dei soldi per noi. Volevo crederle, ma ero convinto che stesse mentendo. Le ho detto che dovevamo separarci e che sarebbe stato meglio per lei. Un mese dopo, il mio campanello suonò. Presi le stampelle, aprii la porta ed eccola lì. Non sono nemmeno riuscito a pronunciare una parola prima che mi schiaffeggiasse e caddi. Si inginocchiò accanto a me, mi abbracciò e disse: “Sei un idiota! Non sono scappata da te. Domani andremo in ospedale e c’è una protesi che ti aspetta. Sono andata all’estero per guadagnare soldi in modo che tu possa camminare di nuovo – hai capito?” Ero così sopraffatto dall’emozione che non riuscivo a pronunciare una sola parola – l’ho abbracciata forte e pianto.

 


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Una volta ho visto in prima persona come le donne meritano di essere amate.
Portavo le borse della spesa di un’anziana signora su per una scala in un sottopasso. Mi ha ringraziato e timidamente mi ha chiesto di aiutarla e di accompagnarla a casa sua. Mi disse che aveva fretta perché suo marito aspettava di incontrarla ogni volta che usciva. Mentre ci avvicinavamo, vidi un uomo quasi cieco che camminava con un bastone fuori dalla casa della signora. Venne da noi e mi prese le pesanti borse della sua amata.
Ho immediatamente ricordato quanto spesso fossi troppo pigro per incontrare la mia ragazza, persino mentre tornavo a casa dal supermercato o dalla stazione ferroviaria che si trovavano vicino alla sua abitazione.

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Ciao a tutte! E Tutti!

Oggi inizio questa mini rubrica dedicata alle storie di Vero Amore. Nove storie che saranno pubblicate ogni lunedì per 9 settimane. Saranno 9 brevi racconti ― presi da internet ― che testimonieranno piccoli esempi quotidiani di grande amore che perdura nel tempo. L’Amore, quello vero, quello che tutti ricerchiamo.

Buona Lettura,
🙂

Il marito che aspettava

Il viaggio di lavoro

L’ex fidanzato

La vista

Piccolo grande segreto

Gli asini volano

Cose non essenziali

Rimedi di cuore

Professor X

 

 

 

 

Qualche settimana fa riflettevo su questo argomento. E oggi di nuovo, un commento di una ragazza su Facebook mi ha scatenato questa riflessione, tanto che ho deciso di scriverci un breve post.

Si lamentava del fatto che le donne fanno mille preparativi per rendersi belle agli occhi degli uomini, mentre loro – gli uomini – è già tanto se si lavano!

Poi  però faceva notare come lei, desiderosa di un uomo col petto depilato, alla fine aveva ottenuto ciò che voleva. Cioè era riuscita a convincere un ragazzo, con cui si stava già frequentando, a depilarsi il petto, proprio come piaceva a lei! E come aveva fatto a fare questo miracolo?

Glielo ha semplicemente chiesto!

E lui ha risposto magicamente OK!

Non era difficile, no?

Eppure una cosa così scontata che dovrebbe essere persino ovvia, in realtà mi stupsice sempre per quanto sia invece una rivelazione!

Eh già, perché non è affatto scontato che le donne facciano richieste così esplicite su cosa desiderano in amore, su cosa dà loro piacere. Non parliamo poi di ciò che riguarda il sesso, lì tabù totale.

E allora mi sono ricordata di un episodio simile capitato a me, quando, parlando casualmente con un mio ex fidanzato, venne fuori che a me piacevano i petti depilati e lui mi disse, quasi un po’ risentito: “Perché non me l’hai mai detto?”

Già.

Perché non glielo avevo mai detto? Risposi che era perché mi aveva raccontato che una volta si era fatto la ceretta ma poi gli era venuta una forte irritazione e quindi avevo dato per scontato che non volesse più farsela. Questo era parzialmente vero, ma non era la motivazione più importante.

La verità era che non ci avevo mai pensato! Semplicemente… cioè avevo dato per scontato che se lui non si depilava era perché non gli piaceva farlo oppure si preferiva così o non ne aveva voglia. Ma in effetti non glielo avevo mai chiesto esplicitamente. L’avevo preso così come era, come un dato di fatto, e me l’ero fatto andare bene, senza pormi troppe domande, lo avevo accettato e basta. È così, punto.

E mi stupii quando, parlando sempre di questo argomento, trovai questo denominatore comune: uomini che rispondevano (in riferimento alla domanda se erano contrari o favorevoli alla depilazione): “No, per me non sarebbe un problema farlo…  ma nessuna me l’ha mai chiesto!” Della serie: se a loro andava bene così, perché dovrei prendermi la briga io di farmi in 4 che a loro non interessa?!

Come dargli torto…

Eppure a molti di loro piace rendersi attraenti per le loro compagne; più di una volta mi sono capitati esempi, a me o anche ad amiche, in cui lei dice: “Mi piace l’orecchino” e taac il giorno dopo lui arriva col piercing; “Non mi piacciono i baffi, ti stanno male”, taac rasato. Un mio amico non si era mai lasciato crescere la barba da anni che lo conoscevo, la nuova fidanzata gli dice: “mi piace un po’ di barba”. Ora sono due anni che porta la barba, non il barbone trascurato, ma sempre curata alla stessa media lunghezza.

Ed è così che alla fine a me è venuta una semplice riflessione: perché non chiediamo ciò che vogliamo?

Alla fine la soluzione è semplice: non vi rendete anche voi conto che troppo spesso diamo per scontate certe cose, lui non lo fa quindi non ci poniamo il problema e accettiamo passivamente. “E’ fatto così…”

Mentre mi sembra che gli uomini fin troppo spesso non si facciano problemi ad avanzare critiche o a mostrare le loro preferenze: “a me le donne piacciono così o cosà”.

Perché invece noi donne ci facciamo tanti problemi a chiedere ciò che desideriamo?

Io dico che è a causa dell’educazione che ci portiamo dietro fin dalla più tenera età. Ma ora non sono qui a scrivere un articolo di sociologia o psicologia o pedagogia, non voglio parlare delle recondite motivazioni che ci spingono a comportarci così, ma voglio proporvi un’alternativa al vostro solito modo di pensare, ai vostri consueti atteggiamenti.

Perché noi donne non impariamo a pretendere? Diamo sempre per scontato che dobbbiamo essere noi a farci belle per loro, noi a piacergli… e quando arriva il nostro momento di godimento? Quando saranno loro a soddisfare i nostri gusti, il nostro piacere, il nostro senso estetico?

Secondo me è giunta l’ora di ribaltare un po’ il punto di vista: invece di pensare sempre: “Sarò alla sua altezza? Sarò abbastanza bella per lui?” Provate a chiedervi se lui è alla vostra altezza… Se lui è abbastanza per voi. E non mi riferisco tanto all’aspetto fisico, se lui sia più o meno bello, più o meno sexy di voi, ma quanto piuttosto alla sua persona. Quanto vale? Ne vale davvero la pena? Davvero vale così tanto del vostro tempo, delle vostre energie e dei vstri sforzi per correre dietro a lui? Secondo voi, ce l’ha solo lui? (sì, mi riferisco proprio all’organo genitale) Non credo proprio! E allora perché dovreste sprecare tempo dietro a uno che non vi considera? Avete cose più importanti da fare, ad esempio pensare a voi stesse! Avete persone più importanti di cui occuparvi: voi stesse!

Se lui non è disposto a fare niente per voi, perché voi dovreste perdere un sacco di tempo per lui? Ma non vi sentite un po’ prese per i fondelli?

E allora imparate a chiedere!

Chiedere, non ordinare!

Non significa che dovete andare in giro a comandare gli uomini a bacchetta: fai questo, fai quello. Però dovete imparare a esprimere ciò che volete, con calma ma con fermezza. Sai cosa significa essere assertiva? Le persone assertive non predominano sugli altri, non sono arroganti o prepotenti, ma sanno dire un no con decisione, senza farsi soppraffare dalla rabbia o dall’arroganza perché non temono di essere mal giudicati per un pensiero dissidente, ma sanno che la loro opinione conta, quindi sanno anche esprimere dissenso senza dover sopraffare gli altri.

Quindi impara ad esprimere le tue opinioni, a dire ciò che vuoi, non temere di chiedere ciò che desideri. Ripeto, con modi pacati ma decisi. Non devi dimostrarti prepotente, ma neppure troppo accondiscendente o timorosa. Tu chiedi, al massimo lui dirà di no.

E allora se lui non è disposto a fare neppure una piccola cosa per te, non è disposto a venirti incontro, davvero pensi che ne valga la pena?

Be’, secondo me sai già la risposta.

Hai qualche dubbio? Vuoi farmi una domanda in merito a questo argomento? Scrivi un commento qui sotto oppure mandami una mail a sharazad@ilveroamore.it

Qualche giorno fa stavo parlando con una mia amica. Ha dei problemi con le coinquiline, in particolare con una sua coinquilina. Da come mi ha raccontato la mia amica, ho percepito che ora questa coinquilina le sta talmente di traverso, che ogni cosa che fa le dá fastidio, qualsiasi cosa la prende per il verso sbagliato, anche le cose che non sono realmente fastidiose e persino quelle che, come ascoltatrice esterna, ho percepito come buone intenzioni da parte della coinquilina. Ma la mia amica me le ha liquidate con un: “Mente!”. E io: “ma no, dai, magari sta facendo un passo verso di te, voleva essere gentile nei tuoi confronti.” “Io non ci credo”.

Ora io non voglio stare qui a discutere su chi abbia o meno ragione, non mi importa perché non è il senso di questo post. La mia riflessione è un’altra. La mia amica non è nuova a questi tipi di comportamento: qualche mese fa ha avuto la stessa reazione con un’altra persona: l’aveva presa per quel verso e, qualsiasi cosa facesse o dicesse, non le andava bene.

Ora vanno d’amore e d’accordo.

Però io ho notato per la seconda volta questo schema ripetuto: è come se tutte le volte che qualcosa le va male, che ha una giornata storta o un periodo no, avesse bisogno di avere qualcuno a cui dare la colpa. Un capro espiatorio appunto.

Ora mi chiederai: “Be, che c’entra tutto questo con me?” Te lo dico subito: anche tu quando si tratta di concludere qualcosa in campo sentimentale dai sempre la colpa agli altri, a qualcun altro, a qualcos’altro? Credi che tutte le tue sfortune amorose non dipendano da te, dai tuoi comportamenti, ma da un terribile sortilegio che si è abbattuto su di te? Pensi che se solo fossi più bella, più intelligente, più simpatica gli uomini sarebbero tutti ai tuoi piedi, invece purtroppo la sfortuna non ti ha fornito queste doti e quindi tu non ci puoi fare nulla?  

Niente di più sbagliato!

Ti do una bella, ma anche brutta, notizia: la tua sorte in amore invece dipende proprio da te!

Perché questa è una notizia bella e brutta?

È una bella notizia perché significa che tu non sei più in balìa degli eventi, ma ciò che accade da qui in poi è una tua scelta, il futuro è nelle tue mani.

Ma questo ha anche un risvolto negativo: ossia non potrai più permetterti di stare lì a lamentarti e a dare la colpa agli altri per ciò che ti succede, non potrai più incolpare il fato e altre divinità, non dovrai aspettare un miracolo dall’alto ma dovrai essere tu a fare qualcosa. Prendere in mano la propria vita significa darsi da fare, alzare il culo e cominciare a cambiare le cose, cominciare a cambiare i propri stili di vita, i propri modi di agire e di comportarsi, cambiare anche le proprie amicizie, e mettere addirittura in discussione la propria vita, le proprie convinzioni errate sull’amore.

Sì, dovrai cambiare il tuo modo di pensare, di porti, i tuoi atteggiamenti e i tuoi pregiudizi sugli uomini e l’amore che ti portano verso la direzione sbagliata ovvero verso uomini disfunzionali, anziché verso un rapporto appagante e soddisfacente con la persona giusta per te.

Non solo, ma questo tipo di atteggiamento ha anche ripercussioni su una coppia già formata. Se non impari a gestire le discusisoni e i problemi in modo maturo, ma cercando sempre qualcuno a cui dare colpa, anche quando avrai o se hai già un uomo al tuo fianco, non andrai molto lontano. Bisogna imparare ad affronatre i problemi della coppia in modo costruttivo, e non fare la scaricabarili.

Come fare tutto ciò?

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Dopo averlo letto, fammi sapere che ne pensi, scrivi un commento qui sotto o contattami via mail.

Un abbraccio,

Sharazad

Oggi vi voglio parlare di una persona: una mia amica, una donna che conosco, anche se non da molto tempo.

È una brava persona, non ne voglio parlare male, vorrei che vi fosse chiaro che lei ha un sacco di pregi: è altruista (molto più di me), è simpatica, socievole, si preoccupa per gli altri (molto di più di quanto faccio io)… Eppure ha un terribile difetto:

non ascolta.

Quando si fissa su una cosa, parte per la tangente e non c’è verso di convincerla del contrario. Ma non è questione di testardaggine, di persona difficile da convincere, è che proprio non ci sente. Quando qualcuno comincia a parlare,  non ascolta proprio, lo interrompe e continua imperterrita a ripetere la sua teoria, il suo concetto, la sua convinzione, come se parlasse da sola. Sì, in pratica questa persona non parla con gli altri, non colloquia, fa solo dei monologhi. Come se fosse sola su un palco e gli altri fossero solo spettatori.

Ok – voi mi direte – Sì, ho capito Sharazad, ma puoi arrivare al dunque? Che ci frega a noi di questa tua amica? Mi dispiace per te che non ti ascolta, ma io sono qui, su questo blog, per trovare un amore, mica un’amica.

E invece c’entra.

Perché oggi, mentre pensavo a lei, al suo comportamento, non ho potuto fare a meno di pormi questa domanda: quante persone non ascoltano quello che gli altri hanno da dire? E quante persone non sono consapevoli dei loro difetti (non difetti fisici o piccole imperfezioni di cui obiettivamente “chi se ne frega!”), ovvero dei loro cattivi modi di comportarsi verso gli altri, e tutte le volte si stupiscono che gli altri a loro volta assumono verso di loro certi atteggiamenti? Si lamentano che tutti sembrano essere cattivi con loro e solo loro le povere vittime. Non è che queste vittime sono a loro volta un po’ dei carnefici?

Attenzione ho messo della bella carne al fuoco, due argomenti scottanti che voglio sviscerare prima di creare malintesi.

 

*Ascoltare gli altri

Questo di per sé è un problema mica di poco conto. La mia amica dubito ne sia consapevole. Ma io vi chiedo: come potete pensare di avere una relazione soddisfacente se non siete in grado di ascoltare l’altro? Di mettervi nei suoi panni? La relazione è uno scambio a due: non potete andare per la vostra tangente, convinte che i vostri pensieri siano anche i suoi. Quando parlo di ascolto, non mi riferisco solo ai discorsi verbali, ma anche attenzione nei confronti dell’altro, cercare di capire cosa davvero vuole, quali sono i suoi reali sentimenti/intenzioni/motivazioni, anziché costruirci dei castelli per aria senza alcun fondamento. E anziché continuare a fantasticare di amori irraggiungibili, che esistono solo nella vostra testa.

Anche tu ti sei riconosciuta in questa descrizione? Nel mio mini ebook ti spiego come smettere di sprecare risorse dietro a questi amori fantastici e dove trovare invece gli amori veri, sinceri e duraturi.

 

*Avere dei difetti di cui non si è consapevoli

Il primo passo verso la crescita personale, verso lo sviluppo e la realizzazione di sé, è la consapevolezza di sé stessi. E ciò si ottiene cominciando a guardarsi dentro, in modo sincero, un’onesta osservazione di sé senza pregiudizi. Perché mi comporto così? Cosa volevo davvero? Che cosa mi ha spinto a dire ciò che ho detto? Bisognerebbe iniziare a farsi un esame di coscienza e iniziare a capire dove noi ci comportiamo male verso gli altri.

Attenzione: farsi un esame di coscienza, non vuole dire colpevolizzarsi, o pensare che se un uomo ti tratta male è colpa tua. Men che meno giustificare comportamenti violenti: se un uomo ti tratta di merda, è solo ed esclusivamente colpa sua, che a quanto pare è un uomo di merda, c’è poco da discutere. Qui non sto parlando di questi casi limite.

Qui sto parlando del tuo atteggiamento in generale, che tieni verso le persone che ti circondano, e sì a volte pure con gli uomini. Perché se è vero che è sbagliato colpevolizzarsi, è anche vero che è altrettanto sbagliato continuare a fare sempre gli stessi errori, perché se le cose ti vanno sempre male, significa che continui a comportarti sempre nello stesso modo, e ad assumere atteggiamenti controproducenti verso te stessa.

Il nocciolo della questione, che vorrei che comprendessi e che facessi tuo, è che se lui si comporta da stronzo con te, non è colpa tua che ti sei comportata male in questo istante, e non pensare che in futuro dovrai essere più premurosa, gentile, più crocerossina, per farlo contento. Ma la domanda che devi farti è: perché continui a sceglierti uomini così e ti ostini – come direbbe una mia amica cilena – a inciampare sempre negli stessi sassi?

È vero, gli uomini sono stronzi, stronzissimi, cattivissimi, ma come mai tu continui a cascarci e a cadere sempre vittima di questi uomini da quatro soldi e addirittura a sentirti terribilmente attratta da loro, se non persino innamorata?

Te lo spiego qui, in questa guida, dove ti elenco le principali cause dei tuoi sbagli e i motivi della tua sofferenza e ti spiego come evitare di soffrire per Amore e trovare l’uomo giusto!

Se finora hai sempre pensato che fosse un caso, che fossi perseguitata dalla sfortuna, be’, ho una buona notizia per te: non è così. Non è colpa della Dea Bendata, cioè che ti succede è solo una conseguenza delle tue azioni che sono dirette nella direzione sbagliata: ovvero verso la sconfitta anziché la felicità.

Leggi per bene questo report gratuito che ho preparato per te dove ti spiego ogni cosa, e poi lasciami pure qui sotto i tuoi commenti, così ne parliamo insieme.

Fammi sapere cosa ne pensi,

Sharazad.

 

Molto tempo fa vidi un telefilm in cui il protagonista disse a un suo amico in procinto di sposarsi (che a quanto pare aveva dubbi se davvero lei fosse la donna della sua vita): “Quando decidi di sposarti, non dovresti avere neppure il minimo dubbio, neppure un’esitazione, sennò non va già bene”.

Inutile dire che quell’affermazione mi lasciò di stucco. In preda a mille rimuginazioni. A quei tempi ero fidanzata con un ragazzo molto bello (ma obiettivamente bello, tutte le mie amiche – o meglio, dovrei dire “conoscenti” perché quelle non erano VERE amiche – avevano una cotta per lui o comunque lo trovavano attraente), ma paradossalmente io non lo trovavo così attraente. Appena lo avevo visto, l’avevo considerato carino, sí, ma nulla più. Io, al contrario, ero rimasta affascinata dal suo carattere perché avevamo molte cose in comune, avevamo esattamente gli stessi gusti, sembrava quasi la mia versione al maschile!

Nonostante ciò, quando ascoltai quella frase nel telefilm, fui assalita da mille dubbi. Lui mi piaceva sí, ma non abbastanza. Dentro di me lo sapevo. A quei tempi in realtà lo pensavo per motivi sbagliati, nel senso che avevo ancora una concezione acerba dell’amore e lo confondevo con le grandi passioni: per lui non avevo quel trasporto, quel desiderio irrefrenabile, quella voglia irresistibile, quel vederlo bellissimo, come invece mi era accaduto per le grandi cotte precedenti. Quindi attendevo ancora l’amore inteso come attrazione fatale, che per lui non c’era. Be’, ora so che neppure quello sarebbe stato Amore, ma non importa, il concetto chiave è che mi resi conto che non l’amavo abbastanza perché avevo dei dubbi, troppi dubbi. C’era qualcosa che non andava, dentro di me sentivo che non provavo quell’amore incondizionato, quel sentimento totale, sapevo che avrei potuto amare di più, avrei potuto provare sentimenti molto più forti di quello, nonostante per lui avessi un’immensa stima e ne riconoscessi i pregi. Era un ragazzo con dei bei lineamenti, fisico sportivo, aveva un bel carattere: socievole, espansivo, e con me era molto dolce, inoltre, come già detto, condividevamo molte cose: dai gusti al modo di vedere la vita, avevamo un profondo senso di giustizia e lealtà. Tutto questo ci accomunava e in un certo senso pensavo che non sarebbe stato facile trovare un’altra persona con cui avevo un’intesa simile. Quindi se razionalmente ero portata a credere che lui fosse la persona giusta (e mi dicevo che non dovevo essere superficiale e pensare solo all’attrazione fisica, ma dovevo dare più importanza agli aspetti caratteriali), dall’altra mi rendevo conto che il mio cuore non lo bramava. È così. Poi ho scoperto che ovviamente non è solo una questione di aspetto fisico, ma così come il corpo da solo non è importante, altrettanto il cervello: non basta stimare e avere simpatia per una persona per amarla, quello può bastare per un’amicizia, ma l’Amore necessita di altro.

Allora perché questo titolo? Abbiate le palle /ovaie di fare cosa?

Di mollarlo/a.

Troppa gente trascina storie defunte da tempo solo per inerzia (ormai sono qui, chi me lo fa fare di cambiare?) o forse per paura: paura di rimanere soli, del giudizio degli altri (la famiglia, gli amici che diranno? Ormai sono 700 anni che usciamo insieme, tutti ci danno già per sposati), paura di affrontare le conseguenze, di non trovare più nessuno così buono/ricco/gentile/intelligente…

SBAGLIATO!

La follia è continuare! Continuare una cosa che sapete non essere quella giusta, non essere ciò che davvero volete, ciò che davvero può rendervi felice, e non un fac-simile.

Certo crogiolarsi nella sicurezza è più comodo, facile, dopotutto cambiare e ricominciare tutto da capo è dispendioso: richiede energia e voglia di rimettersi in gioco.

Non è da tutti.

Ma ve lo dovete! Lo dovete a VOI e AL PARTNER! Avete notato qual è l’argomento di questo blog? Trovare il Vero Amore! Come potrete mai trovarlo se perdete tempo con una storia che sapete già essere sbagliata? Ogni minuto in più speso in un finto amore, è tempo sprecato a non cercare l’Amore Vero. Perché prendere in giro il partner? Perché prendere in giro voi stessi?

 

“Ehhh lo so Sharazad, ma ormai… Non voglio buttare via tanti anni…”  Ah questa è la mia preferita! Ma buttare via che? Insomma se in tutti questi anni siete stati insieme, qualcosa ci sarà stato, avrete avuto dei bei ricordi, dei bei momenti, no? E allora, le belle esperienze(ma anche quelle brutte) non sono mai una perdita di tempo, fanno parte del nostro bagaglio, della nostra crescita personale, del nostro percorso verso la maturità emotiva (condizione indispensabile per vivere un amore sano), non c’è nulla di cui rammaricarsi. Ma ci sarebbe invece molto da perdere nel continuare una storia sbagliata! Cioè, fammi capire, ti preoccupi tanto degli anni passati (che ormai intanto è andata così e non ci puoi far nulla, non li puoi cambiare) e non ti scalfisce minimamente l’idea che stai per buttare via decenni della tua vita futura? Sai già che il futuro sarà una merda però decidi – CONSAPEVOLMENTE! – di continuare bovinamente su questa strada, in virtù di un passato che a quanto pare è già stato una merda pure quello? E quale sarebbe lo scopo di questa idiozia masochistica? Vincere un premio di perseveranza? La santità?

 

Perciò chiedetevi: “È davvero questa la persona che voglio al mio fianco? È lei senza il minimo dubbio?”

Se la risposta è sì, via alla marcia nuziale! 😉