Carissime/i!

Visto che il Natale è alle porte, vorrei farvi gli auguri a modo mio.

Narrandovi una dolcissima storia d’amore.

Anni fa ero con alcuni amici a cena. A quei tempi, frequentavo un gruppo di persone con cui ora ho perso i contatti. All’interno di questo gruppo c’era una coppia che non godeva propriamente della stima degli altri membri del gruppo. In realtà non erano persone cattive o disoneste o che avessero chissà quali difetti o commesso chissà che misfatti. Erano persone normali con la pecca di non essere proprio “bellissimi” e di essere anche un po’ sempliciotti. E in alcune situazioni mi era capitato di assistere a derisioni nei loro confronti, più o meno velate; ecco, questo sì era un comportamento non certo onorevole, e di sicuro non certo degno di persone che si definiscono “amici” (hai letto la nostra guida “Come evitare di soffrire per amore e trovare l’uomo giusto”?  Nella guida affrontiamo anche questo problema, ossia di come sia fondamentale liberarsi di persone tossiche, che non sono veri amici. Se non lo hai ancora fatto, scarica il report a questo link: https://goo.gl/f7pdU3 ).

Fatto sta che, non so come, uscì fuori un certo discorso e qualcuno chiese alla coppia “sfortunata”: “Come vi siete conosciuti?”

Lui iniziò a raccontare.

Andavamo entrambi all’università. Quel giorno entrai in un bar e, appena entrato, la vidi. La notai subito: lei era seduta là, in fondo al bancone, con la testa china sui libri, stava studiando… Poco dopo alzò lo sguardo e appena la guardai, fu un attimo, un colpo di fulmine, era così bella… Mi andai a sedere vicino a lei e…

E tutto il resto è storia, direbbe qualcuno.

Ma la cosa più commovente di questa storia, è il suo sguardo. Ossia lo sguardo di lui mentre raccontava questo aneddoto: gli occhi gli rilucevano! Dal momento in cui aveva iniziato a ricordare la scena del loro primo incontro, il suo sguardo si era acceso di una luce piena di ammirazione, colma di gioia.

Tutti lo avevano notato, tutti avevano visto i suoi occhi brillare.

E infatti la sua dichiarazione – neanche a dirlo! – suscitò l’ilarità generale. Risolini in sottofondo e qualcuno che sghignazzò: “Bella?” Era un’evidente derisione all’aspetto fisico di lei, non propriamente da top model.

Io invece ne rimasi commossa. Pensai che non solo era bellissimo ciò che aveva detto, ma anche così estremamente raro. Quanti di quei commensali che lo sbeffeggiavano potevano vantarsi di provare o di aver mai provato un sentimento simile?

Sì, lo so, probabilmente la loro era tutta invidia.

O forse no, non era solo questo: c’era anche un’annidata convinzione che certi sentimenti, certe romanticherie siano robe infantili, da commediole Disneyane. Le persone adulte, quelle serie, non si fanno sconvolgere dal romanticume, non sono più disincantate, loro sì che provano l’amore “maturo”, quello pragmatico.

Notate una certa acidità e criticismo nel tono in cui scrivo? No, non è una vostra impressione! 😉 La mia è difatti una critica, e neppure troppo velata.

Forse dopotutto la loro era solo una reazione di difesa per costringersi a non guardarsi dentro e continuare la loro farsa. Sì perché, mi duole ammetterlo, ma molte di quelle coppie erano coppie solo di facciata. Chi come me sa cosa vuol dire amare davvero ed avere una relazione appagante, si rende subito conto di chi non è davvero felice. Alcuni stavano insieme anche già da molti anni, ma il motivo che li teneva assieme non era l’amore, ma trascinavano la loro relazione per abitudine o per interesse o anche per semplice pigrizia e mancanza di voglia/coraggio di mettersi in discussione. Dopotutto “ormai erano sistemati”…

La cosa che più mi rammarica è che c’erano pure coppie giovani fra di loro, eppure già così rassegnate.  Giusto qualche giorno addietro, uno di loro mi aveva chiesto: “Ma tu e tuo marito sembrate ancora innamorati, nonostante che siete sposati da un po’…”

“Sì, è così infatti. Io lo amo ancora come il primo giorno!”

“Beata te! Ehh, cosa ci vuoi fare, io ormai vado avanti per inerzia…”

Avevo notato che lui e la sua compagna (e sua futura sposa) non erano esattamente la coppia dell’anno, ma rimasi comunque un po’ perplessa e stranita. Dopotutto non aveva neppure trent’anni! Ed era già così deluso dalla vita, così rassegnato da accontentarsi di una persona di cui si era già stufato? Davvero non sono mai riuscita a capire questo modo di ragionare. E non parlo di allora che ero felicemente sposata, ma non l’avrei capito neppure prima, negli anni addietro quando avevo anch’io più o meno la sua età ed ero single (o zitella, come si diceva). Non sarei mai stata disposta a barattare la mia libertà con una finta relazione. Che me ne facevo? E lui perché aveva già deciso di precludersi a priori ogni speranza di felicità? Davvero pensava che quello fosse il meglio a cui potesse aspirare? Che non ci potesse essere una felicità più grande che lo attendeva? La cosa mi aveva intristito molto.

E quando l’uomo dagli occhi luccicanti, colmi d’amore, finì di raccontare la sua storia, il paragone tra lui e gli altri fu subito lampante ai miei occhi e pensai immediatamente: “Quanto poco amore che c’è in giro!”

E, alla fine, loro che sembravano la coppia più sfigatina di tutte, erano in realtà i più fortunati e i più felici.

Per Natale, il mio regalo è dunque questo:

Vi auguro di trovare un Amore così. 

Un Amore Vero, sincero, disinteressato. Qualcuno che vi guardi con gli occhi luccicanti d’amore. Dopotutto la bellezza è negli occhi di chi guarda, e questo non è solo un luogo comune, come ripetiamo spesso qui sul sito (leggi quest’articolo).

Lo so, sono stata terribilmente stucchevole. Ma dopotutto è quasi Natale, sono scusata. Anzi, oserei dire che essere sdolcinati è quasi d’obbligo! 😉

 

Un sincero augurio di un caloroso Natale,

Ci sentiamo dopo le feste!

Monica

Quando anni fa, appena laureata, stavo facendo il tirocinio post laurea, feci praticantato presso una psicologa che si occupava di formazione. Fu lì che ebbi la fortuna di conoscere D. D aveva una cinquantina d’anni e conviveva con G. da più di vent’anni, da quando era rimasta vedova. In pratica un po’ come la nostra Monica (a parte il fatto che lei non è vedova 😉 ): cinquantenne con una trentina di Amore alle spalle, anzi di Vero Amore!

Bene D. e G. (che non sono Dolce&Gabbana 😉 ) avevano un affiatamento che era impossibile non notare. Mi ricordo che allora pensai: “Cavoli, quando arriverò alla sua età, vorrei essere anch’io così, ancora così innamorata!” Era – ed è – talmente raro vedere due che si amano ancora così dopo tanto tempo, che il mio cuore si riempì di gioia. Divennero un modello per me, e anche un simbolo. Un simbolo di speranza. Sì perché se era possibile per loro, allora lo era anche per me. Cioè finalmente avevo la prova vera, tangibile, che il Vero Amore che perdura nel tempo esiste. Non è solo una fantasia, un’invenzione dei film e delle fiabe, il “vissero felici e contenti” esisteva davvero! In un mondo come quello universitario, dove i miei coetanei che due mesi prima si erano giurati amore eterno si lasciavano e le coppie scoppiavano, avere un esempio di solidità mi rinfrancò. Mi diede fiducia nel domani. Diciamo che questo pensiero è un po’ alla base di questo blog, è da questa riflessione che è nata l’idea del sito: dare speranza alle persone nell’Amore. Testimoniare che esiste, di non smettere mai di crederci!



Perché vi dico, e ne fui sicura già allora appena li vidi, che ero di fronte a un esempio di Amore Vero?
Perché il loro amore era quotidiano, si percepiva dalle piccole cose di tutti i giorni, dalle piccole attenzioni, dai piccoli gesti. Ad esempio, lui tutti i giorni all’ora di pranzo veniva a prenderla a lavoro, e si davano un bacino affettuoso sulla bocca. Quante coppie dopo vent’anni si ricordano ancora di questi piccoli gesti? La maggior parte cessa di compiere quegli affettuosi gesti quotidiani già dopo un anno!
Loro no.
E facevano ancora sesso, ovviamente. Be’, non che mi abbia mai parlato apertamente e specificamente delle loro performance sotto le lenzuola, ma si intuiva che c’era ancora passione. Si capiva da molti “non detti”, ovvero allusioni. Ad esempio in una giornata di gran caldo, mi disse: “Scusa, ma che vuoi fare quando fa così caldo? Accendi il condizionatore e poi stai in camera con il tuo ragazzo tutto il giorno a fare sesso!” Mi strizzò l’occhio: “Non vorrai mica andare in giro a prendere del caldo!” Capii che quell’affermazione non era un consiglio indirizzato a me, ma sotto sotto alludeva al fatto che quello fosse il suo passatempo preferito, nella sua camera condizionata. Sì, sono certa che fossero un esempio di amore passionale che dura nel tempo. Quindi la cosa mi appagò. Allora ero così bisognosa di avere testimonianze dell’Amore erotico che dura nel tempo, ero così scoraggiata nel vedere le coppie che stavano insieme da tanti anni che erano diventate così fredde, così metodiche, come se fosse un lavoro quotidiano, una routine da compiere per dovere o per forza. Loro no. Vederli insieme mi dava felicità.
Un altro episodio degno di nota, prova del loro Vero Amore, fu quando in prossimità delle vacanze estive, la sentii parlare al telefono con un’amica. G. era già partito per le vacanze, nella loro residenza estiva, D., per motivi lavorativi, non sarebbe potuta partire che tra una settimana. Disse al telefono, sospirando: “Ehh, G. è partito ieri e già mi manca. Mamma mia non vedo l’ora che passi questa settimana e di raggiungerlo!”. Cioè non so se vi rendete conto, quante coppie dopo così tanti anni sentono la mancanza anche solo dopo un giorno? Le testimonianze maggiori che ho avuto sono dell’opposto: “Ah per fortuna che si è tolto dai piedi. Spero che ci rimanga un mese dai suoi. Un po’ di pace!”, e sospirano con sollievo, come essersi tolti un peso, una seccatura. Lei dopo un giorno già ne sentiva la mancanza! Ecco, questo è Amore Vero che dura negli anni, più di vent’anni in questo caso.
Racconterò un ultimo esempio di quotidianità. Un giorno lei telefonò a G. per ricordargli di fare una commissione, poi chiuse la chiamata, e sorridendo disse: “Tanto se ne dimentica”, e scosse la testa. Io ridacchiai. “Vedi?”, mi disse con un sorriso, “È facile capire la dinamica tra me e G. Io gli dico le cose da fare e lui puntualmente se ne dimentica. Lo sai già, è inutile che ti incazzi, è fatto così.” E fece un sorriso, socchiudendo gli occhi che voleva dire tutto. In quel gesto, in quello sguardo, nel tono e modo in cui l’aveva detto, si nascondeva il segreto del loro amore. Era uno sguardo che esprimeva tenerezza, non rimprovero. Era un’espressione che significava: “Lo so, ha i suoi difetti, fa degli errori, ma io gli voglio bene così, lo amo anche perché è così, con tutte le sue imperfezioni e non ci posso fare nulla, lo accetto così invece di provare a cambiarlo”.
Intendiamoci. L’accettazione dei difetti altrui, si riferisce a piccole cosucce, a difetti innocui, a piccoli vizietti, che se anche di primo acchito ci fanno venire il nervoso perché sono l’opposto del nostro modo di comportarci, del nostro carattere, alla fine non sono grosse mancanze di rispetto nei nostri confronti, sono cose di cui ci si può ridere sopra. Di cui si può amabilmente prenderli in giro. Ci tengo a precisarlo perché non vorrei che qualcuna con la scusa del “lo amo troppo” si sentisse autorizzata a giustificare ogni sua mancanza con “È fatto così!”, sorridendone beatamente e ingenuamente. UN CORNO! Se il vostro partner vi fa le corna è uno stronzo! Non ha un difettuccio, chiaro? Se vi trascura, vi racconta frottole e flirta con le altre NON vi ama, non è che è il suo carattere!

Ti è piaciuta questa storia? Hai anche tu una storia da raccontare? Sei il protagonista di un Vero Amore o ne sei stato il diretto testimone? Scrivimi a sharazad@ilveroamore.it e raccontami la tua storia! Se vorrai, sarò ben lieta di pubblicarla, anche in forma anonima.