maialino rose cuoreÈ già da qualche giorno che ho letto questa notizia ma non sono riuscita finora a scrivere l’articolo dedicato che volevo perché sono impegnata nell’altro progettino di cui vi ho accennato due settimane fa: la guida gratuita per trovare il Vero Amore. Quindi abbiate pazienza con me: sto lavorando per voi! 🙂

Tornando alla notizia linkata sopra, in pratica la ragazza protagonista di questa orribile storia è Sophie, un’inglese che in vacanza a Barcellona conosce un certo Jessie, un olandese anche lui in vacanza. (E poi ci dicono che solo gli italiani sono maschilisti e arretrati, mentre i nordici sono così “a modo”, evoluti, “civili“- citando Checco Zalone in Quo Vado?) Fatto sta che i due finiscono e letto e mesi dopo lei va ad Amsterdam per incontrarlo e lui, come calorosa accoglienza, le manda un messaggio con scritto: “You were pigged!”. Sei stata maialata, alla lettera, che in italiano ovviamente non ha alcun senso. Il modo di dire nasce da uno spassosissimo gioco di ultima moda denominato “Pull a pig”: in pratica un gruppo di ragazzi si diverte ad abbordare una ragazza grassa e brutta, fingendo di corteggiarla, il tutto per deriderla e prenderla in giro. Ma che buontemponi! Questo sì che è divertimento sano e genuino! A parte la disgustosa meschinità e la pochezza di chi si diverte con scherzi del genere, (che non sono affatto innocui – ci terrei a ribadirlo –  ma possono, oltre che umiliare pesantemente la vittima, anche lasciare cicatrici indelebili, possono creare traumi pesanti e colpi devastanti all’autostima) sono esseri inutili che non hanno di meglio da fare nella vita e non si rendono cinto di quanto sia bella e di quante cose fantastiche e produttive si possano fare, dubito che creeranno mai qualcosa di utile nella loro esistenza. In pratica consumano un sacco di ossigeno prezioso.

Innanzitutto, complimenti alla ragazza che ha denunciato! Non è per nulla facile avere la forza per fare una cosa del genere, dire davanti a tutti di essere stata presa in giro e umiliata in quel modo. Ci vuole una certa forza d’animo e coraggio (quello che i vili che fanno questi odiosi “scherzetti” non hanno affatto!). A quanto pare, la ragazza in questione non era così vulnerabile come pensavano quei furbastri di Jessie & Company. Ora il povero Jessie si lamenta che questa storia gli sta rovinando la vita! Oh mio Dio, poverino! Pensa un po’, caro Jessie, a quante vite avresti potuto rovinare tu se invece Sophie non fosse stata così forte? E fosse magari caduta in depressione o cose simili… Be’, sai che ti dico? Se sei colpevole, ti sta bene! A quanto pare il Karma esiste. È il minimo che ti possa succedere, prima o poi dovevi imparare che ogni azione ha delle  conseguenze.

Ma la prima riflessione che mi è venuta in mente e voglio condividere con voi perché trovo estremamente costruttiva, è la seguente: come mai una ragazza è disposta ad andare così lontano per un ragazzo che non conosce nemmeno? 

Ha avuto solo una storia di una notte  poco più, poi non si sono visti per mesi, forse sentiti via SMS, ok, ma… Quanto sapeva realmente di lui? Quanto poco si conoscevano? Come fa ad esserle “partita la brocca” per un semi-sconosciuto?

In realtà io ormai vedo solo il ripetersi di film già visti, dinamiche che, nelle loro varianti, sono sempre uguali, ripetono uno schema già visto.

Ormai vedo schemi, schemi ovunque!

Però è vero, quando entri in un’ottica di pensiero, cose che prima non notavi o ti sembravano scontate, ora cominci a vederle sotto una luce diversa, le inquadri per ciò che realmente sono, riesci a intravedere le trame sottostanti, intuisci le vere motivazioni, emozioni e sentimenti che si celano dietro.

Ora vi svelerò il meccanismo sottostante, di cui spesso anche chi lo mette in pratica non è consapevole. Inconsciamente, a istinto, il carnefice fiuta subito la vittima ideale, anche se non sa bene dire il perché. Di primo acchito potremmo pensare che la motivazione che lo spinge a farlo sia solo una questione di bellezza: quelle belle se la tirano e non ti considerano, non ti danno ciocco, quelle brutte sono facilmente abbordabili e suggestionabili. La bella dice di no perché ha tanta scelta, sa che può avere di meglio e quindi sceglie il meglio; la brutta invece è più di bocca buona perché ne ha poca, quindi chiunque le sembrerà un ragazzo carino.

Sì e no.

Questo è parzialmente vero, ma è solo una spiegazione superficiale.

In realtà sono dinamiche che si annidano più in profondità, nell’autostima.

La differenza tra i due tipi di ragazza è invece la maggior vulnerabilità, l’ingenuità dovuta all’inesperienza che ti rendono maggiormente manipolabile.

Il primo pensiero che scatta è: “WOWWOW! Un ragazzo che ci prova con me, finalmente! Uno che mi trova carina!” Invece di pensare:  “ok, questo ragazzo è interessato, ma a me interessa? Mi piace davvero, io lo avrei mai cercata? È carino, ok, ma oltre a questo? Davvero voglio prendermi la briga di correre dietro a uno che sta in Olanda? Come diavolo posso mandare avanti una storia del genere?”

Vi sembra troppo razionale? Ma infatti lo è! Per quello nella mia guida “Come conquistare l’uomo giusto per te” ti spiegherò come usare la razionalità e la lucidità sia fondamentale per trovare l’Amore!

L’avventura di una notte ci poteva stare, ma il resto non ha senso.

Ora purtroppo non ci è dato di sapere se lui ha continuato a oliare il meccanismo, mandandole continui messaggi d’amore e spergiurandole il suo amore eterno, o lei ha fatto tutto da sola e si è fatta un film mai visto senza alcun presupposto. Conta poco al fine della mia analisi perché queste cose succedono continuamente: donne che creano imperi, storie d’amore epiche sul nulla, solo fantasticando su uomini che hanno visto una volta e – come in questo caso – con cui si sentono a distanza. Questa poi è la pecca del nostro secolo. Gli amori a distanza, da chat. Scrivono messaggi smielati, magari non si sono mai visti neanche una volta dal vivo, e niente loro partono con gli inviti per il matrimonio.

Ma tutto ciò a cosa è dovuto? Come mai si attivano certi modus operandi tipici delle donne?

Innanzitutto, una delle motivazioni principali è il troppo valore che la società dà alla bellezza. Come ho già spiegato dettagliatamente in questo articolo sulla bellezza, e anche in quest’altro sulla maternità, per le donne essere belle non è solo una questione di vanità, ma proprio di valore a loro riconosciuto. Se sei bella, vali! Sei importante, sei qualcuno.

Ma oltre alla società, c’è un sentire, un modo di pensare tipico delle donne, ovvero la convinzione di non essere nessuno se non si ha un uomo, sentirsi donna a metà, poco realizzata. Ora avere un compagno è un sentimento giusto e legittimo, ma non a qualsiasi costo. Non chiunque. Non quello che ci fa andare in fibrillazione ma che ci tratta di merda! O che esiste solo nella nostra testa. Per carità! Non deve essere un’ossessione.

E soprattutto, alla base c’è l’assunto che il nostro valore dipenda dal valore che ci dà un uomo. Se piaciamo a tanti uomini valiamo, se un uomo è interessato a noi, allora vuol dire che siamo interessanti.

NO!

Noi valiamo a prescindere!

Quello che ripeterò fino alla nausea in questo blog: non è la quantità che conta, ma la qualità. Non importa piacere a tanti, ma a chi ci piace; non a chiunque, ma a chi ci merita, chi è un uomo di valore. Scusa ma che cavolo me ne faccio di piacere a uno che so che è un coglione?! Ma morisse!

E poi c’è l’evoluzione di questo delizioso scherzo: ci sono quelli che arrivano a portarsi a letto una che per loro è brutta, per poi sussurrarle – nel mentre del rapporto sessuale – frasi umilianti, tipo: “Sei un cesso, sei una cicciona” o robe simili. Ma che razza di sfigato sei?! E tu, ragazza, dovresti offenderti per uno così?! Ma a uno così è da ridergli in faccia! “Io sarò anche brutta, ma tu pensa che razza di coglione sei che vai a letto con una che non ti piace; devi essere proprio un fallito oltre che uno sfigato cronico!”

Per favore, non sprecate tempo con certe nullità, avete una persona più importante a cui dovete portare rispetto, di cui dovete prendervi cura, di cui vi dovete preoccupare e che vi deve stare davvero a cuore ciò che fa e che pensa: … voi stesse!

 

 

Qualche giorno fa su un gruppo Facebook che frequento è uscita un’annosa questione. Stava girando un video scherzoso su come una donna deve approcciare un uomo, e la comica protagonista del video diceva che la donna non deve fare il primo passo perché, si sa, l’uomo è cacciatore… Apriti cielo: un sacco di commenti indignati su quanto il video fosse da medioevo e riproponesse stereotipi antiquati… Ma avevano ragione? Davvero queste regole sono antiquate e alle soglie del 2017 noi donne possiamo fare il primo passo oppure siamo rimasti all’epoca Flinstoniana in cui gli uomini vanno in giro con la clava in cerca di una preda? Chi aveva ragione: il video o il gruppo?

Entrambi e nessuno dei due! 😉

Diciamoci la verità: essere definita una preda sinceramente non mi piace proprio! >:( Non lo trovo per nulla edificante per una donna essere considerata alla stregua della cacciagione. Non solo, ma se questo concetto funzionasse solo perché agli uomini piace rincorrere, ovvero secondo il principio che desideri ciò che non hai e rincorri ciò che ti sfugge, be’ allora dovremmo fuggire per sempre! Perché sennò una volta che hanno raggiunto il loro obiettivo, dopo un po’ si stuferebbero e andrebbero a cercare qualcos’altro (cosa che per altro spesso succede! 😉 )

E allora? Sharazad mi stai dicendo che chi se ne frega, siamo nel 2017, quindi una donna ormai può fare il primo passo senza problemi e lanciarsi alla conquista di un uomo sfacciatamente?

Ehm… in realtà NO!

Ma… come, come? Hai appena detto…

Ho detto che non credo nella dinamica cacciatore-preda ma non significa che consiglio a una donna di fare il primo passo per conquistare un uomo.

In realtà per motivazioni sociologiche e psicologiche ben più complesse di una sciocca spiegazione pseudo-biologica (ma davvero?!) che rivanga convinzioni dell’era neolitica.

Allora partiamo dal presupposto che la mia ideologia di base è che la maggior parte delle differenze di comportamento tra uomo e donna sono di origine culturale e non biologica (la biologia e gli ormoni influiscono in minima parte sul nostro comportamento). Questa non è una teoria che mi sono inventata campandola per aria, ma è un assunto evidente (oserei dire lampante) se si hanno un minimo di conoscenze in sociologia e antropologia culturale. Soprattutto quest’ultima ha dimostrato come popolazioni con culture molto diverse da quella occidentale hanno modelli di comportamento maschili e femminili abissalmente diversi dai nostri, a volte addirittura opposti (ovvero caratteristiche comportamentali che per noi sono considerate maschili per alcune popolazioni sono femminili). Ma senza andare tanto distante, basta pensare al calcio. Uno sport che in Italia è seguito maggiormente da un pubblico maschile: dovremmo pensare che è insita nel loro DNA la passione per questo sport? E le donne sono naturalmente portate a capirci poco o niente? Smontare questo ragionamento così sciocco e semplicistico, è facilissimo: basta pensare alla nostra mitica e osannata America! Negli States il calcio non se lo caga nessuno e anzi – udite, udite! – è seguito e praticato maggiormente da un target femminile! In realtà le diverse tendenze di comportamento che effettivamente riscontriamo tra uomini e donne, sono solo frutto dell’imitazione. Intorno ai 3 anni, quando i bambini cominciano ad essere consapevoli del proprio sesso, scatta questa fase in cui, tradotto in parole povere, la bambina imita la mamma e il bambino il papà, e da grandi, quando saranno più influenti i coetanei dei genitori, i maschi imiteranno i maschi e le femmine faranno ciò che fanno le altre femmine, continuando a riprodurre modelli di comportamento tipici del loro sesso. Insomma uomini e donne imparano a diventare tali, non ci nascono.

Che c’entra tutta questa pappardella con il primo passo per sedurre un uomo?

Ci arrivo, ci arrivo…

Tutto ciò ha diverse implicazioni nelle dinamiche di seduzione.

  • ciò che ci si aspetta dall’altro sesso
  • convinzioni e credenze (spesso false) sull’altro sesso
  • capacità di seduzione mai apprese

Vediamo questi aspetti nello specifico.

Innanzitutto la reazione dell’uomo che vuoi conquistare è molto soggettiva, dipende da che tipo di uomo è, dalle sue convinzioni profonde sulla seduzione, sulle relazioni e sulle donne. Potresti trovarti davanti all’uomo fermamente convinto che il primo passo spetta a lui. In questo caso vedrebbe il tuo tentativo di approccio come invadente, come una che non rispetta i canoni, una che fa cose strane, una che ha una confusione in testa sui ruoli, una che non si lascia desiderare, e a un tipo di uomo così questo tipo di donne non piacciono. Sì con questa categoria di uomini potrebbe persino valere la spiegazione di uomo cacciatore e donna preda, perché a questi personaggi effettivamente piace inseguire e corteggiare. Ma questa è solo una tipologia d’uomo! Non è che tutti gli uomini siano così! In effetti questo stile è per gli uomini tradizionalisti (per non dire maschilisti, in certi casi), e se anche tu sei una tradizionalista, un uomo così potrebbe anche piacerti. Solo che be’, se lo fossi, probabilmente non saresti qui a leggere questo articolo perché a chi ha avuto una forte educazione tradizionale, voglio dire, l’idea di fare il primo passo manco le viene in mente! Perché lei sa bene che questa è una cosa da uomini, quindi se lui non approccia per primo non è un vero uomo. Ora questa convinzione vale da entrambe le parti: così come alcune donne non apprezzano la mancanza di iniziativa perché la reputano poco “maschile”, alcuni uomini non apprezzano per lo stesso motivo – lo dico in un modo un po’ crudo – le donne che non stanno al loro posto! Certo, detto così, per come sono fatta io, mi verrebbe proprio voglia di provarci per prima: così escludo a priori questo tipo di personaggi maschilisti che di certo non fanno per me. Anche perché se uno invece accetta le avance di una donna, allora vuol dire che è di mentalità più aperta e più compatibile con me.

Questo è il motivo che mi ha sempre portata a fregarmene delle convenzioni e a provarci per prima. Dopo tutto se io voglio una cosa me la prendo, no?

Be’, in realtà non è così semplice, ci sono altre dinamiche che comunque rendono questa mossa azzardata in ogni caso.

Anche se ci troviamo davanti a un uomo che non ha una concezione così rigida dei ruoli, è comunque probabile che faccia il seguente ragionamento: “Se fossi una donna davvero affascinante non ci proveresti, se lo fai è perché sei disperata!” Anche chi non è così rigidamente ancorato ai ruoli e non è nei fatti tradizionalista, comunque, anche se inconsciamente, tenderà a fare questo ragionamento. Anche qui l’esperienza, o il luogo comune, ci insegna che le donne più belle, o comunque più desiderate, hanno una stregua di corteggiatori che ci provano subito appena si siedono o si trovano in qualche locale (anche se poi in effetti, non è sempre così, specialmente al giorno d’oggi, però diciamo che questa è la realtà percepita). È però un dato di fatto che, sempre per il solito discorso che convenzionalmente spetta all’uomo il primo passo, sarà comunque probabile che una donna molto attraente riceva sempre un sacco di proposte. In realtà non è detto perché anche se sei bellissima ma stai sempre in casa, non ci prova nessuno lo stesso, non è che gli uomini ti si calino dal tetto! Oppure non è detto che quelli che ci provano ti piacciano, magari sei di gusti difficili e ti interessano pochi uomini, perciò quando ne vedi uno che – miracolosamente! – ti piace, di certo non vuoi fartelo scappare. Ma poco conta quali siano le tue reali motivazioni, conta ciò che l’altro percepisce di te! Perciò, se tu fai il primo passo, scatta l’equazione: se ci sta provando con me, significa che non se la fila nessuno! In pratica è una sfigata, altrimenti starebbe comodamente seduta ad aspettare le mie avance. Un uomo non capisce perché dobbiate sbattervi a provarci voi, quando potete tranquillamente stare sedute e aspettare che gli uomini si fiondino su di voi come api sul miele.

Anche se di primo acchito gli sembrate carine, vi guarderà con sospetto… “Uhm… che trucco c’è sotto?” Se non può può pensare che siete brutte perché vi trova esteticamente attraenti, allora penserà che siete pazze; in ogni caso, crederà che per qualche motivo, nessuno vi vuole! E la cosa in assoluto peggiore per sedurre un uomo è quello di apparire disperate! Alla disperata ricerca di un uomo per sistemarvi! AAARGGHHHH! Per un uomo, non c’è nulla di meno affascinante di una donna disperata e bisognosa d’amore! Vi rende così poco attraenti!

Ma c’è infine un ultimo punto che può scoraggiare anche gli uomini più aperti mentalmente e anti-convenzionali, anche quelli che non hanno alcun pregiudizio di sorta e che pensano che una donna che ci prova, che fa il primo passo, è semplicemente una donna attratta da loro, né più, né meno. E questo è un motivo di ordine pratico. Sempre collegato a quel discorso iniziale: vi ricordate quando vi ho detto che apprendiamo i comportamenti e gli atteggiamenti tipici del nostro sesso per imitazione? Ecco. Come potremmo mai essere delle brave seduttrici se non abbiamo modelli da imitare? Le donne che hanno successo nella seduzione non sono quelle brave a rimorchiare, a fare il primo passo (al contrario degli uomini, che invece quelli che hanno successo è perché ci sanno fare!), ma quelle che hanno file di corteggiatori sono semplicemente le più belle, che stanno lì e aspettano. Non fanno il primo passo, anzi, non fanno proprio nulla! Non sono delle vere e proprie seduttrici, sono solo belle statuine.

E allora come puoi essere capace ad approcciare un uomo correttamente se nessuno te lo ha mai insegnato, se non hai modelli di riferimento a cui ispirarti? Ne consegue che se non sei capace a fare il primo passo, non lo farai nel modo giusto, commetterai degli errori, esattamente come gli uomini imbranati che ci provano maldestramente. Non è forse vero che quando uno che non ci sa fare attacca bottone, lo trovate estremamente fastidioso o patetico, seppur vi rendete conto che esteticamente non è poi così male? Ecco, agli occhi di un uomo risulterete ugualmente ridicole! Non è un caso che se si chiede agli uomini se a loro piaccia essere abbordati, una risposta comune che salta fuori abbastanza frequentemente è che le donne che lo fanno risultano goffe! Le donne fanno il primo passo, approcciano, in modo maldestro!

 

Bene, capito perché sconsiglio di fare il primo passo? Cosa ne pensi, sei d’accordo? Vorresti però sapere come fare per mostrare il tuo interesse, far capire a un uomo che gli piaci senza risultare ridicola o disperata?

Se sì, fammelo sapere nei commenti qui sotto, o scrivimi a sharazad@ilveroamore.it. Presto sarà disponibile la mia guida su come attrarre un uomo senza risultare bisognosa. Seguimi qui o sulla pagina Facebook!

 

La settimana scorsa vi avevo promesso questo articolo, ed eccomi qua!

Dunque è da stamattina che rovisto dentro gli armadi e negli scatoloni alla ricerca di un libro:

Potete ammirare una foto di me in questo momento

Ho rovistato fra tutti i libri di psicologia dell’università e perfino del liceo e finalmente l’ho trovato! Il libro di psicologia delle superiori dove era raccontato l’esperimento di cui sto per parlarvi (in realtà è per questo che avete dovuto aspettare questo articolo, perché non sapevo dove reperire l’esperimento 😉 ), tratto dal manuale di J.W.Kinch, Psicologia Sociale [1978, F.Angeli].

La più bella dell’Università

Cinque studenti, dopo un seminario di psicologia sociale, decisero di cominciare a trattare una compagna di corso insignificante e bruttina come se fosse la più bella dell’università. Ciascuno di loro l’avrebbe corteggiata per un periodo, uscendo con lei alla sera e recitando la parte dell’ammiratore. Dopo qualche tempo la ragazza cominciò a curare sempre di più il suo aspetto e il suo modo di presentarsi. Il quarto ragazzo trovò effettivamente piacevole corteggiarla e, quando fu il suo turno, il quinto si sentì rifiutare: era troppo impegnata con ragazzi più interessanti! 😀 La faccenda messa in moto aveva trasformato davvero una studentessa insignificante in una ragazza attraente e convinta di esserlo.

[A.Bianchi, P.Di Giovanni, Psicologia in azione, 1996, Paravia, Torino]

 

Ora questo episodio è usato per dimostrare come si forma il concetto di sé, ovvero la consapevolezza di noi stessi, la rappresentazione che abbiamo di noi stessi, ciò che siamo convinti di essere. Noi acquisiamo questa consapevolezza in relazione agli altri. Se noi non avessimo mai conosciuto persone più atletiche, socievole, belle di noi, potremmo tranquillamente pensare di essere socievolissimi, simpaticissmi, atleticissimi e bellissimi. Poi incontriamo Brigitte Bardot e Usain Bolt e ci rendiamo conto che siamo scarsissimi nella corsa e non siamo poi così belle! 😀 Ovviamente sto semplificando e uso un linguaggio scherzoso per parlare terra terra, ma diciamo che tradotto in soldoni è questo ciò che avviene nella mente. Non solo dal confronto con gli altri, ma il sé si forma anche in base alle reazioni che gli altri hanno nei nostri confronti! Se io faccio una battuta e tutti ridono, mi convincerò di essere una spiritosona e la prossima volta non solo continuerò a fare battute e calcare la mano per confermare questa mia fama di burlona, ma sarò anche più sicura nel farlo e, convinta di far ridere, farò davvero ridere! Perché essere sicuri di noi stessi e convinti di determinate cose, ci porta ad agire di conseguenza, quindi a mostrare una postura del corpo, tono della voce, espressioni facciali che denotano sicurezza e che quindi convincono il mio interlocutore di ciò che sto dicendo o facendo. Nel caso del comico, oltre a raccontare la barzelletta, magari farò facce buffe, gesticolerò con enfasi, tutti fattori che aumenteranno l’ilarità a prescindere dalla comicità reale di ciò che sto dicendo. La stessa barzelletta raccontata con tono monocorde e atteggiamento impacciato non fa poi così ridere! (A meno che le battute non siano estremamente esilaranti come quelle che faccio io! 😀 😀 )

Un’altra peculiarità delle convinzioni che si hanno su di sé è che pensiamo siano immodificabili e stabili nel tempo. Ovvero se siamo così non ci possiamo fare nulla, saremo per sempre così, siamo nati così e moriremo così: “chi nasce tondo non può morire quadrato”, dice un proverbio. Questa è un’altra convinzione sbagliata! Il concetto di noi stessi può essere modificato! E l’esperimento che vi ho narrato ce lo dimostra. La ragazza, avendo dei feedback positivi dagli altri ragazzi, ha iniziato ad autoconvincersi di essere attraente. Una volta diventata consapevole di ciò, ha iniziato a comportarsi come se fosse bella, modificando sia il suo atteggiamento che il modo di rapportarsi agli altri. Ecco, questo è un CONCETTO IMPORTANTE: il mondo attorno a te non cambia per magia ma perché avvii un circolo vizioso, cioè metti in atto una serie di comportamenti che a loro volta causano altri comportamenti che rafforzano il tuo cambiamento iniziale. Ad esempio sei convinta di essere antipatica e tutte le volte che vai al bar a far colazione non parli con nessuno e noti che effettivamente al bar e negli altri locali nessuno ti considera. Vediamo come puoi cambiare questa brutta abitudine generando una spirale positiva: vai al bar a fare colazione come tutte le mattine, ma stavolta sorridi, allora il barista ti sorride di rimando e magari ti butta lì un “salve”, ti rendi conto di non essere poi così antipatica a tutti, così la volta successiva non solo gli sorridi ma gli parli pure, magari giusto due battute e vedi che lui risponde iniziando a chiacchierare con te, cominci a pensare che in fondo anche tu sei simpatica; la prossima volta che vai al bar non sorridi solo al barista ma cominci a guardarti in giro, ora non hai più l’aria cupa di prima e qualcuno attacca bottone con te, ti convinci ancora di più di essere simpatica alle persone, emani questa convinzione, la gente la percepisce e reagisce di conseguenza, inizi a socializzare con tante persone, confermando ancora di più la tua convinzione di essere una persona simpatica e socievole che aumenta la tua sicurezza che attira le persone… in una spirale a catena sempre più crescente.

Ma ATTENZIONE: questo meccanismo funziona anche in negativo! Se hai delle convinzioni negative, che minano la tua autostima, queste influenzeranno negativamente sia i tuoi comportamenti che i tuoi pensieri, che a loro volta influiscono nell’interazione con le altre persone. Ricordati che le persone inconsciamente percepiscono questi stati d’animo: insicurezze, pensieri negativi… È come se emanassi un’energia negativa che la gente percepisce e se ne allontana. Perché nessuno vuole stare vicino a persone negative, giusto? Tutti noi siamo attratti da chi ci fa stare meglio! Esattamente come nell’esempio di prima, se tu pensi: “Sono sfigata, nessuno mi parla”, a tua volta non darai mai ciocco a nessuno o ancora peggio lo guarderai con un’espressione torva che farà fuggire qualsiasi persona ben intenzionata a rivolgerti due parole!

Perciò un primo passo per andare nella direzione del Vero Amore è ELIMINA LE TUE CONVINZIONI LIMITANTI! Ovvero quelle negative: sono brutta, non sono all’altezza… Togliti immediatamente queste sciocchezze dalla testa! E comincia a comportarti di conseguenza!

 

Ti ha interessato questo esperimento e il valore delle convinzioni limitanti? Vuoi che approfondisca questo argomento? Vuoi conoscere altri segreti su come migliorare la tua vita e strategie per alimentare convinzioni positive? Commenta qua sotto o scrivimi in privato a sharazad@ilveroamore.it

 

 

Dunque la settimana prossima, parteciperò a un evento organizzato dalla Bruno Editore, si tratta di Numero 1: un corso per imparare a scrivere un libro, pubblicarlo e pubblicizzarlo in modo efficace.

Se siete interessati a saperne di più, qui sotto il link: (se siete interessati, AFFRETTATEVI perché dopodomani scadono le iscrizioni!)

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Ora la cosa interessante è che, oltre ad organizzare un corso, la casa editrice dà anche la possibilità durante l’evento di presentare la propria candidatura come autore. Quindi, non ve lo nascondo, il mio secondo fine è quello: spero che sia accettata la proposta di pubblicare il mio manuale che ovviamente riguarderà i passi da compiere per trovare il Vero Amore; quindi spero che questo sia l’inizio di una fruttuosa collaborazione con la Bruno Editore. 🙂 In ogni caso, NO PROBLEM! Farò tesoro delle tecniche che mi insegneranno per l’autopubblicazione e la pubblicizzazione del libro, e pubblicherò comunque il mio manuale. ( 😉 ) Quando sarà disponibile, potrete acquistarlo tranquillamente su questo sito o su Amazon. Comunque vi aggiornerò, per ora work in progress… 😉

Invece in arrivo al più presto la mia guida gratuita (se riesco, entro la prossima settimana): i dieci step per trovare la persona giusta! Ovviamente potrete scaricarla gratis da questo sito appena sarà ultimata!

Vi saluto, e vi lascio con ultimo suggerimento: in caso foste interessati all’argomento su come scrivere libri ma non avete voglia o tempo o denaro per partecipare al corso, potrete ripiegare sul più economico libro di “Scrittura Veloce 3x”, che vi insegna le strategie per scrivere più velocemente ed efficacemente!

 

A presto,

Sharazad!

Affronterò questo argomento partendo da un delizioso aneddoto.

Dunque due miei amici hanno due ditte che, tra gli altri, vendono lo stesso prodotto, che però ovviamente reca il brand delle rispettive ditte. Essendo lo stesso prodotto, i pareri dei clienti riguardanti lo stesso dovrebbero essere uguali, giusto? Ovviamente NO!

😀 😀

La gente è convinta che uno dei due prodotti sia nettamente superiore! XD La cosa pare non avere alcun senso, eppure si spiega perfettamente se guardiamo la reputazione dei proprietari. Uno dei due ha una pessima fama, ha truffato gente in passato, conduce una vita dissoluta… Insomma tutti sono convinti che non sia proprio una brava persona. L’altro proprietario al contrario ha un’ottima fama di bravissima persona!

Quindi per la gente pare abbastanza ovvio e scontato pensare che il prodotto venduto dal primo, essendo lui disonesto, sarà sicuramente una fregatura; mentre il secondo proprietario si sa che non lo farebbe mai, se lo vende lui, il suo prodotto è ok. E così si sentono discorsi come: “No vai a comprarlo da Y, il suo è di qualità nettamente superiore, si vede subito… e poi costa anche meno!” Esilarante! Tra l’altro il prezzo è uguale, cambiano le confezioni, quindi sì costa meno ma solo perché c’è meno prodotto! Ma questo non lo nota nessuno! 😀

Ora perché tutta questa pappardella?

Semplice. Per una morale molto semplice che però sembra sconosciuta ai più. Le nostre convinzioni influenzano in modo invasivo la nostra percezione della realtà. Ciò di cui siamo convinti deforma il modo in cui percepiamo il mondo che ci circonda. Ad alcuni sembrerà un’ovvietà ma vi assicuro che non è AFFATTO scontato! Ci sono un sacco di dogmi, pregiudizi in cui siamo immersi fin dalla più tenera età, tanto che non li percepiamo proprio, che non ce ne rendiamo neppure conto, di cui non siamo per nulla consapevoli.

Siamo assolutamente convinti che il nostro ragionamento sia logico e razionale ma in realtà è intriso di fortissimi pregiudizi e/o condizionamenti culturali che diamo per scontati. Profonde verità che ci sembrano “naturali”, convinti che abbiano addirittura un fondamento biologico, ma che invece non lo sono per nulla!

Ora tutto ciò ha delle implicazioni che si riversano anche nella vita di coppia e che condizionano sia la tua capacità di trovare la persona giusta sia la possibilità di vivere un amore sereno. I pregiudizi e le false convinzioni ad esempio influenzano sia come una donna (o un uomo) percepisce sé stessa, che il rapporto con l’altro sesso.

Le deleterie convinzioni riguardo sé stesse possono essere ad esempio: “Sono brutta”, “Io non otterrò mai nulla di buono dalla vita”, “A me capitano solo degli sbandati”, “Gli uomini interessanti se li sono già presi le altre, e anche se ci fossero vorrebbero una supergnocca, mica una come me!”

Basta!

Basta, ti prego, di pensarla così. Non vedi quanto ti rendi poco interessante? Se la pensi così, se credi che agli uomini piacciano solo le top model stai sbagliando di grosso! È una pessima convinzione! Perché filtri tutta la realtà che ti circonda attraverso il metro della bellezza e non riesci a vedere le cose come stanno: ovvero che se gli uomini fuggono da te non è perché non sei abbastanza bella, ma perché stai commettendo degli errori, stai avendo dei comportamenti da bisognosa, da disperata, da lagnona, che fanno fuggire gli uomini a 100 km di distanza! Quindi primo errore: ti focalizzi su qualcosa che non c’entra nulla col tuo problema e perciò sei fuori strada.

Seconda cosa, se sei convinta di non valere niente, ti comporterai in modo tale da riflettere questo concetto, ovvero i tuoi atteggiamenti faranno trasparire il tuo pensiero interiore. Come? Semplice. Non ti occuperai di te stessa! Talmente concentrata a ribadire quanto le altre siano più fighe, più sexy, più magre, più qualcosa di te che non ti rendi conto di quello che hai tu! Mi sembra già di udire le vostre lamentele: “Oh no, Sharazad, ti prego, anche tu con questi luoghi comuni! Che non è la bellezza esteriore che conta, ma quella interiore, che in fondo basta essere brave&buone e l’Amore arriverà!” No, non ho mai detto una tale stupidata! L’amore non arriverà affatto se siete solo brave&buone, nulla piove dal cielo come per magia, bisogna rimboccarsi le maniche. E come? Non certo perdendo tempo a pensare quanto le altre siano migliori o più fortunate di te. Ti pare un atteggiamento utile e costruttivo questo? Invece di commiserarti, devi iniziare a darti valore. Ma non certo stando lì a pensare a quanto tu in fondo sia una brava persona. Siamo tutte brave persone (o almeno crediamo di esserlo), ma dobbaimo dimostrarlo nei fatti. Quindi occupati di te! Non correre dietro a un uomo che non ti vuole come se fosse lui la tua ragione di vita, sii TU LA TUA RAGIONE DI VITA! E come? Dedicandoti ai TUOI interessi, le tue passioni, a riprendere in mano la tua vita! Se il tuo lavoro non va, non sei soddisfatta, comincia da lì! Devi essere fiera di ciò che fai. Non significa che devi avere lavori milionari, ma esserne soddisfatta! Ti potrebbe appagare non solo il lavoro, ma anche attività di volontariato, in cui tu possa ricevere gratificazione e mostrare il tuo valore!

Quindi, primo punto: ELIMINA LE CONVINZIONI LIMITANTI E NEGATIVE SU TE STESSA!

 

L’altro obiettivo su cui devi lavorare, sono le convinzioni negative sugli uomini, ovvero i pregiudizi su cosa significhi essere uomo o donna!

Mentre prima abbiamo parlato delle convinzioni personali, questi invece sono stereotipi di genere, cioè convinzioni che riguardano l’appartenere a una determinata categoria, in questo caso l’essere uomo o donna. Questi pregiudizi si esplicitano nelle classiche frasi che iniziano con: “Noi donne siamo così, gli uomini sono colà…”, come se fossimo tutti uguali! Ora, è vero che per educazione (perché uomini e donne sono educati in maniera differente sia dall’età neonatale!) i maschi e le femmine sono portati a manifestare i comportamenti in modo diverso, a esternare certi atteggiamenti e sopprimerne altri, ma ciò non ti deve portare a partire prevenuta sugli uomini a prescindere! Convinzioni come: “Gli uomini sono tutti stronzi!”, non fanno bene alla salute!

Siamo talmente abituati a pensare fin da piccoli per categorie, che le differenze tra uomini e donne ci sembrano naturali, che sia una questione biologica e non si possano modificare. E anche i nostri comportamenti ci sembrano connaturati al nostro carattere, un marchio indelebile ereditato alla nascita; le donne si autoconvincono di essere così  per natura, che non possono fare nulla per cambiare, che il loro destino sia inevitabile. E  in effetti se non fai nulla per cambiarlo, il destino non cambia! La tua vita non cambia in meglio se non agisci!

Se sei convinta che sia normale essere trattata male dal tuo uomo, che non ti risponda alle chiamate, che ti insulti, che ti urli contro, che preferisca i tuoi amici a te, che non si preoccupi dei tuoi sentimenti, che se ne freghi del tuo piacere sessuale o dei bisogni di intimità e coccole, ebbene se pensi che tutto questo sia normale, perché, si sa, gli uomini sono tutti un po’ così, sono aridi e menefreghisti e non si può ambire a niente di meglio se non si vuole restare zittelle a vita, ecco ti do una notizia: TI SBAGLI DI GROSSO! Questi non sono uomini, sono dei poveri coglioni! E perdonatemi il francesismo! Un uomo che ti ama davvero, non se ne frega di te! Tranquilla, che il suo amore te lo dimostra! Se invece anche tu sei incappata in uno di questi elementi elencati qua sopra, allora porta via le scatole (be’, non solo in senso figurato, fai proprio il trasloco con gli scatoloni) il prima possibile! Prima ti liberi di questi uomini tossici, prima ritrovi la pace e la serenità. Gli uomini non sono tutti dei mostri insensibili, esiste di molto meglio là fuori! Occorre solo cercarlo nel modo giusto e non farsi abbindolare dagli specchietti per le allodole!

Secondo consiglio: NON FARTI INGABBIARE DAGLI STEREOTIPI NEGATIVI SUGLI UOMINI!

 

Un altro esempio di quanto possono essere pervasive le proprie convinzioni personali, lo vedremo nel prossimo post, in cui vi parlerò di un esperimento in cui una brutta ragazza è diventata bella!

 

Hai domande da farmi, curiosità? Ti è piaciuto questo articolo o vorresti che trattassi altri argomenti in particolare? Fammelo sapere nei commenti qui sotto o scrivimi in privato a sharazad@ilveroamore.it

 

Eccomi.

Sono ancora viva, anche se mi sono dovuta assentare per qualche mese per motivi di lavoro che mi hanno tenuta impegnata, e il blog è rimasto un pochino sullo sfondo. Perdonatemi. :/

Comunque tranquilli il sito non chiuderà, almeno finché non avrò esaurito gli articoli che ho in mente, e finora ne ho contati già una sessantina; perciò non temete, anche se a rilento, il sito piano piano continuerà ad aggiornarsi.

Oggi,  vagando nel web, ho ricevuto l’ispirazione per questo post, riguardante l’argomento su “come conquistare un uomo“!



Mi è tornato alla mente un episodio di parecchio tempo fa, quando mia figlia aveva problemi amorosi, voleva fidanzarsi con un ragazzo che le piaceva tantissimo ma non sapeva come fare per attrarlo/sedurlo. E allora caddi anch’io nella trappola, ora me ne rendo conto. Le diedi dei “consigli di conquista“, dei suggerimenti, dei trucchi per farlo capitolare. Effettivamente mia figlia ebbe una storia con quel ragazzo, anche se non molto duratura, ma dubito che fu merito dei miei consigli, molto più probabilmente il ragazzo era già cotto si suo. Magari diciamo che l’ho solo aiutata ad evitare errori grossolani, comportamenti che magari avrebbero rischiato di farla etichettare come un po’ sfigatella, facendo scappare anche il corteggiatore più accanito.

Se è lecito almeno provarci, lo è un tantino meno accanirsi. Anzi, non è per nulla lecito!

Come dicevo, oggi nel web mi è venuta l’ispirazione: donne che si lamentavano di non riuscire a dimenticare un uomo, anche se sapevano che era sbagliato continuare ad accanirsi, che era quello sbagliato, e altre che le consolavano dicendo che in effetti è dura dimenticare, anche se è la cosa giusta da fare.

E io che non le capivo.

Osservavo – anzi, leggevo – la scena come se fossi un’aliena refrattaria a qualsiasi sentimento umano: “ma cosa stanno dicendo questi strani esseri?”

Ma la cosa paradossale è che io in realtà capivo perfettamente quei pensieri, quegli stati d’animo, perché non c’è stata stalker peggiore di me. Ai tempi del liceo (quando le storie durano al massimo 3/4 mesi) sono riuscita a farmi durare una cotta per ben 5 anni (!), e all’età di vent’anni (poco prima di incontrare S.) sono riuscita a innamorarmi di un ragazzo, che conoscevo solo di vista, per circa 3 anni. Un caso disperato insomma. Quindi nessuna meglio di me poteva capirle.

Eppure quei sentimenti mi erano, anzi, mi sono ormai completamente estranei. Non riesco più a concepire il fatto di sprecare del tempo a correre dietro a una persona che non ti vuole. Perché? Perché non è questa la sfida, la conquista, la vittoria. Questa è la sconfitta! Sì, perché ora posso dirvi per certo che se fugge non è vero amore! L’Amore non scappa, l’Amore è attaccato a te, ne è attratto come le api sul miele, è una forza che ci spinge l’uno verso l’altra a cui non si può sfuggire. Non ci sono scuse, momenti no, periodi di riflessione e altre amenità del genere. Quindi la riflessione è semplice: Perché voler a tutti i costi una cosa che non ci porterà alla felicità? Qualcosa che sappiamo non essere Amore Vero? Che ce ne facciamo?



Non lo capisco.

Vedete? Non riesco più a capirlo.

E’ un po’ come quando impari a parlare. Poi non puoi più tornare indietro, non riusciamo a immaginarci com’era il nostro mondo quando non capivamo le parole, quando i nostri pensieri erano confusi. Eppure c’è stato un periodo che era così; ma non ci appartiene più, non riusciamo più neppure a immaginarcelo. Qualcuno potrebbe obiettare: “Dici così perché ora ce l’hai, ma se un giorno perdessi l’Amore, torneresti a comportarti come noi!” No. Anche se per qualche motivo S. – mio marito – non ci fosse più, mi rendo conto che non potrei più essere come prima. Quei comportamenti non mi appartengono più, e non solo: faccio proprio fatica a riconoscerli, a riconoscermi. Mi guardo indietro e mi chiedo: “Ma davvero quella ero io? Come facevo ad essere così?” Oh, certo, qualcuna potrebbe dire: “Grazie al cacchio, sono passati trent’anni, ci credo che sei cambiata!” Oh sì, è vero, sono passati secoli da quando ero single, ma vi posso giurare che non è quello, non è questione del tempo che mi ha cambiata, mi ha fatta invecchiare. Era già diverso dopo pochi mesi che stavo con S., lo so, me lo ricordo, perché quando trovi il Vero Amore ti rendi conto dell’inutilità del resto e ti dici: “Ma cosa stavo cercando? Ma cos’è quella roba lì che volevo, ma scherziamo? Ma perché perdevo tempo con ste stupidate?”

E se lo avessi saputo prima, se qualcuno mi avesse fatto assaporare, mi avesse anche solo dato un assaggio di com’è il Vero Amore, non mi sarei mai disperata in passato, neppure per un secondo! Se solo avessi saputo, se mi fossi resa conto di cosa mi aspettava dopo, di cosa sarebbe stato davvero importante… Ah quante lacrime buttate! Quanta autostima sprecata! E mi sono detta: “Se loro vedessero coi miei occhi…” Ed è un po’ quello che sto cercando di fare con questo blog: togliervi gli occhiali rosa delle romanticherie con cui vi hanno infarcito la testa fin da bambine, e sostituirli con le lenti dorate, le lenti attraverso cui sarete in grado di vedere il Vero Amore. Voglio mostravi l’Amore Vero attraverso di me. Quando lo avrete visto, vi renderete conto di quanto quell’ossessione della conquista, quell’accanirsi su volere un certo uomo, quell’uomo in particolare a tutti i costi, sia un’inutile e sciocca perdita di tempo, quanto sia una cosa di poco valore, di così poca importanza. Quante volte magari vi sarà capitato di pensare: “Ahh se fossi più bella, sarei riuscita ad averlo!” Con ulteriori colpi alla vostra autostima, magari già minata. “Sì, sono una sfigata che non riesco ad avere l’uomo che voglio, Belen ci riuscirebbe, scommetto che a lei non avrebbe detto di no!” Be’, tenetevi forte: “Belen è una sfigata!”

Vedo già gli occhi sgranati a mo’ di pesce lesso e sento già i cori “invidiosa invidiosa“. In realtà non lo dico per tirarvi su il morale o compiacervi. Stiamo parlando di Vero Amore, non di una sfilata di moda, ve lo siete dimenticato? E allora che caspita c’entra la bellezza con l’Amore, me lo spiegate, di grazia?! Il problema è che l’immaginario collettivo, le fiabe, e anche il cinema in questo caso, hanno fatto un disastro, generando la confusione che l’Amore sia una roba per belli. Questa ovviamente è una stupidata! Al massimo, il sesso puro&crudo può essere una roba per i più belli/sexy. Ma l’Amore no. L’Amore è per chiunque, anche per i brutti&vecchi, perché l’Amore Vero è qualcosa che arriva dal cuore, e quello non diventa vecchio e neppure brutto col passare del tempo. Se una persona è bella, rimarrà bella! Ma allora perché essere sexy è una sfiga? Bisogna essere brutti per trovare l’Amore? Certo che no! Ma il problema è che la bellezza offusca la mente, soprattutto in una società come la nostra, così abituata a dare una tale importanza all’aspetto fisico/esteriore. Quindi se foste state attraenti come Belen, sì probabilmente il tizio in questione sarebbe stato conquistato dal vostro aspetto, ma solo da quello! Se non era fatto per amarvi, non vi avrebbe amato comunque! Perché voi, anche con un involucro più attraente, sareste comunque voi! E ci si innamora dell‘essenza, non dell’esteriorità. Il corpo è solo uno specchietto per le allodole, che attrae ma crea amori fugaci, fasulli, ingannevoli, perciò addirittura controproducenti perché vi fa perdere tempo con persone che magari credono di amarvi, ma sono solo storditi dal vostro sex-appeal! Pensate se fossi riuscita a sedurre il ragazzo di cui mi ero invaghita prima di conoscere S.; quando è stato il momento di conoscere S., sarei stata impegnata a perder tempo con quell’altro, e poi con un altro ancora, e intanto S. si sarebbe sempre più allontanato, e chissà forse un giorno sarebbe volato via, magari anche lui a inseguire un amore effimero.

Quindi, sono sincera, vi auguro di non conquistare l’uomo dei vostri sogni! Perché almeno avrete più speranze di trovare il Vero Amore!

 

 

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