La settimana scorsa vi avevo promesso questo articolo, ed eccomi qua!

Dunque è da stamattina che rovisto dentro gli armadi e negli scatoloni alla ricerca di un libro:

Potete ammirare una foto di me in questo momento

Ho rovistato fra tutti i libri di psicologia dell’università e perfino del liceo e finalmente l’ho trovato! Il libro di psicologia delle superiori dove era raccontato l’esperimento di cui sto per parlarvi (in realtà è per questo che avete dovuto aspettare questo articolo, perché non sapevo dove reperire l’esperimento 😉 ), tratto dal manuale di J.W.Kinch, Psicologia Sociale [1978, F.Angeli].

La più bella dell’Università

Cinque studenti, dopo un seminario di psicologia sociale, decisero di cominciare a trattare una compagna di corso insignificante e bruttina come se fosse la più bella dell’università. Ciascuno di loro l’avrebbe corteggiata per un periodo, uscendo con lei alla sera e recitando la parte dell’ammiratore. Dopo qualche tempo la ragazza cominciò a curare sempre di più il suo aspetto e il suo modo di presentarsi. Il quarto ragazzo trovò effettivamente piacevole corteggiarla e, quando fu il suo turno, il quinto si sentì rifiutare: era troppo impegnata con ragazzi più interessanti! 😀 La faccenda messa in moto aveva trasformato davvero una studentessa insignificante in una ragazza attraente e convinta di esserlo.

[A.Bianchi, P.Di Giovanni, Psicologia in azione, 1996, Paravia, Torino]

 

Ora questo episodio è usato per dimostrare come si forma il concetto di sé, ovvero la consapevolezza di noi stessi, la rappresentazione che abbiamo di noi stessi, ciò che siamo convinti di essere. Noi acquisiamo questa consapevolezza in relazione agli altri. Se noi non avessimo mai conosciuto persone più atletiche, socievole, belle di noi, potremmo tranquillamente pensare di essere socievolissimi, simpaticissmi, atleticissimi e bellissimi. Poi incontriamo Brigitte Bardot e Usain Bolt e ci rendiamo conto che siamo scarsissimi nella corsa e non siamo poi così belle! 😀 Ovviamente sto semplificando e uso un linguaggio scherzoso per parlare terra terra, ma diciamo che tradotto in soldoni è questo ciò che avviene nella mente. Non solo dal confronto con gli altri, ma il sé si forma anche in base alle reazioni che gli altri hanno nei nostri confronti! Se io faccio una battuta e tutti ridono, mi convincerò di essere una spiritosona e la prossima volta non solo continuerò a fare battute e calcare la mano per confermare questa mia fama di burlona, ma sarò anche più sicura nel farlo e, convinta di far ridere, farò davvero ridere! Perché essere sicuri di noi stessi e convinti di determinate cose, ci porta ad agire di conseguenza, quindi a mostrare una postura del corpo, tono della voce, espressioni facciali che denotano sicurezza e che quindi convincono il mio interlocutore di ciò che sto dicendo o facendo. Nel caso del comico, oltre a raccontare la barzelletta, magari farò facce buffe, gesticolerò con enfasi, tutti fattori che aumenteranno l’ilarità a prescindere dalla comicità reale di ciò che sto dicendo. La stessa barzelletta raccontata con tono monocorde e atteggiamento impacciato non fa poi così ridere! (A meno che le battute non siano estremamente esilaranti come quelle che faccio io! 😀 😀 )

Un’altra peculiarità delle convinzioni che si hanno su di sé è che pensiamo siano immodificabili e stabili nel tempo. Ovvero se siamo così non ci possiamo fare nulla, saremo per sempre così, siamo nati così e moriremo così: “chi nasce tondo non può morire quadrato”, dice un proverbio. Questa è un’altra convinzione sbagliata! Il concetto di noi stessi può essere modificato! E l’esperimento che vi ho narrato ce lo dimostra. La ragazza, avendo dei feedback positivi dagli altri ragazzi, ha iniziato ad autoconvincersi di essere attraente. Una volta diventata consapevole di ciò, ha iniziato a comportarsi come se fosse bella, modificando sia il suo atteggiamento che il modo di rapportarsi agli altri. Ecco, questo è un CONCETTO IMPORTANTE: il mondo attorno a te non cambia per magia ma perché avvii un circolo vizioso, cioè metti in atto una serie di comportamenti che a loro volta causano altri comportamenti che rafforzano il tuo cambiamento iniziale. Ad esempio sei convinta di essere antipatica e tutte le volte che vai al bar a far colazione non parli con nessuno e noti che effettivamente al bar e negli altri locali nessuno ti considera. Vediamo come puoi cambiare questa brutta abitudine generando una spirale positiva: vai al bar a fare colazione come tutte le mattine, ma stavolta sorridi, allora il barista ti sorride di rimando e magari ti butta lì un “salve”, ti rendi conto di non essere poi così antipatica a tutti, così la volta successiva non solo gli sorridi ma gli parli pure, magari giusto due battute e vedi che lui risponde iniziando a chiacchierare con te, cominci a pensare che in fondo anche tu sei simpatica; la prossima volta che vai al bar non sorridi solo al barista ma cominci a guardarti in giro, ora non hai più l’aria cupa di prima e qualcuno attacca bottone con te, ti convinci ancora di più di essere simpatica alle persone, emani questa convinzione, la gente la percepisce e reagisce di conseguenza, inizi a socializzare con tante persone, confermando ancora di più la tua convinzione di essere una persona simpatica e socievole che aumenta la tua sicurezza che attira le persone… in una spirale a catena sempre più crescente.

Ma ATTENZIONE: questo meccanismo funziona anche in negativo! Se hai delle convinzioni negative, che minano la tua autostima, queste influenzeranno negativamente sia i tuoi comportamenti che i tuoi pensieri, che a loro volta influiscono nell’interazione con le altre persone. Ricordati che le persone inconsciamente percepiscono questi stati d’animo: insicurezze, pensieri negativi… È come se emanassi un’energia negativa che la gente percepisce e se ne allontana. Perché nessuno vuole stare vicino a persone negative, giusto? Tutti noi siamo attratti da chi ci fa stare meglio! Esattamente come nell’esempio di prima, se tu pensi: “Sono sfigata, nessuno mi parla”, a tua volta non darai mai ciocco a nessuno o ancora peggio lo guarderai con un’espressione torva che farà fuggire qualsiasi persona ben intenzionata a rivolgerti due parole!

Perciò un primo passo per andare nella direzione del Vero Amore è ELIMINA LE TUE CONVINZIONI LIMITANTI! Ovvero quelle negative: sono brutta, non sono all’altezza… Togliti immediatamente queste sciocchezze dalla testa! E comincia a comportarti di conseguenza!

 

Ti ha interessato questo esperimento e il valore delle convinzioni limitanti? Vuoi che approfondisca questo argomento? Vuoi conoscere altri segreti su come migliorare la tua vita e strategie per alimentare convinzioni positive? Commenta qua sotto o scrivimi in privato a sharazad@ilveroamore.it

 

 

Affronterò questo argomento partendo da un delizioso aneddoto.

Dunque due miei amici hanno due ditte che, tra gli altri, vendono lo stesso prodotto, che però ovviamente reca il brand delle rispettive ditte. Essendo lo stesso prodotto, i pareri dei clienti riguardanti lo stesso dovrebbero essere uguali, giusto? Ovviamente NO!

😀 😀

La gente è convinta che uno dei due prodotti sia nettamente superiore! XD La cosa pare non avere alcun senso, eppure si spiega perfettamente se guardiamo la reputazione dei proprietari. Uno dei due ha una pessima fama, ha truffato gente in passato, conduce una vita dissoluta… Insomma tutti sono convinti che non sia proprio una brava persona. L’altro proprietario al contrario ha un’ottima fama di bravissima persona!

Quindi per la gente pare abbastanza ovvio e scontato pensare che il prodotto venduto dal primo, essendo lui disonesto, sarà sicuramente una fregatura; mentre il secondo proprietario si sa che non lo farebbe mai, se lo vende lui, il suo prodotto è ok. E così si sentono discorsi come: “No vai a comprarlo da Y, il suo è di qualità nettamente superiore, si vede subito… e poi costa anche meno!” Esilarante! Tra l’altro il prezzo è uguale, cambiano le confezioni, quindi sì costa meno ma solo perché c’è meno prodotto! Ma questo non lo nota nessuno! 😀

Ora perché tutta questa pappardella?

Semplice. Per una morale molto semplice che però sembra sconosciuta ai più. Le nostre convinzioni influenzano in modo invasivo la nostra percezione della realtà. Ciò di cui siamo convinti deforma il modo in cui percepiamo il mondo che ci circonda. Ad alcuni sembrerà un’ovvietà ma vi assicuro che non è AFFATTO scontato! Ci sono un sacco di dogmi, pregiudizi in cui siamo immersi fin dalla più tenera età, tanto che non li percepiamo proprio, che non ce ne rendiamo neppure conto, di cui non siamo per nulla consapevoli.

Siamo assolutamente convinti che il nostro ragionamento sia logico e razionale ma in realtà è intriso di fortissimi pregiudizi e/o condizionamenti culturali che diamo per scontati. Profonde verità che ci sembrano “naturali”, convinti che abbiano addirittura un fondamento biologico, ma che invece non lo sono per nulla!

Ora tutto ciò ha delle implicazioni che si riversano anche nella vita di coppia e che condizionano sia la tua capacità di trovare la persona giusta sia la possibilità di vivere un amore sereno. I pregiudizi e le false convinzioni ad esempio influenzano sia come una donna (o un uomo) percepisce sé stessa, che il rapporto con l’altro sesso.

Le deleterie convinzioni riguardo sé stesse possono essere ad esempio: “Sono brutta”, “Io non otterrò mai nulla di buono dalla vita”, “A me capitano solo degli sbandati”, “Gli uomini interessanti se li sono già presi le altre, e anche se ci fossero vorrebbero una supergnocca, mica una come me!”

Basta!

Basta, ti prego, di pensarla così. Non vedi quanto ti rendi poco interessante? Se la pensi così, se credi che agli uomini piacciano solo le top model stai sbagliando di grosso! È una pessima convinzione! Perché filtri tutta la realtà che ti circonda attraverso il metro della bellezza e non riesci a vedere le cose come stanno: ovvero che se gli uomini fuggono da te non è perché non sei abbastanza bella, ma perché stai commettendo degli errori, stai avendo dei comportamenti da bisognosa, da disperata, da lagnona, che fanno fuggire gli uomini a 100 km di distanza! Quindi primo errore: ti focalizzi su qualcosa che non c’entra nulla col tuo problema e perciò sei fuori strada.

Seconda cosa, se sei convinta di non valere niente, ti comporterai in modo tale da riflettere questo concetto, ovvero i tuoi atteggiamenti faranno trasparire il tuo pensiero interiore. Come? Semplice. Non ti occuperai di te stessa! Talmente concentrata a ribadire quanto le altre siano più fighe, più sexy, più magre, più qualcosa di te che non ti rendi conto di quello che hai tu! Mi sembra già di udire le vostre lamentele: “Oh no, Sharazad, ti prego, anche tu con questi luoghi comuni! Che non è la bellezza esteriore che conta, ma quella interiore, che in fondo basta essere brave&buone e l’Amore arriverà!” No, non ho mai detto una tale stupidata! L’amore non arriverà affatto se siete solo brave&buone, nulla piove dal cielo come per magia, bisogna rimboccarsi le maniche. E come? Non certo perdendo tempo a pensare quanto le altre siano migliori o più fortunate di te. Ti pare un atteggiamento utile e costruttivo questo? Invece di commiserarti, devi iniziare a darti valore. Ma non certo stando lì a pensare a quanto tu in fondo sia una brava persona. Siamo tutte brave persone (o almeno crediamo di esserlo), ma dobbaimo dimostrarlo nei fatti. Quindi occupati di te! Non correre dietro a un uomo che non ti vuole come se fosse lui la tua ragione di vita, sii TU LA TUA RAGIONE DI VITA! E come? Dedicandoti ai TUOI interessi, le tue passioni, a riprendere in mano la tua vita! Se il tuo lavoro non va, non sei soddisfatta, comincia da lì! Devi essere fiera di ciò che fai. Non significa che devi avere lavori milionari, ma esserne soddisfatta! Ti potrebbe appagare non solo il lavoro, ma anche attività di volontariato, in cui tu possa ricevere gratificazione e mostrare il tuo valore!

Quindi, primo punto: ELIMINA LE CONVINZIONI LIMITANTI E NEGATIVE SU TE STESSA!

 

L’altro obiettivo su cui devi lavorare, sono le convinzioni negative sugli uomini, ovvero i pregiudizi su cosa significhi essere uomo o donna!

Mentre prima abbiamo parlato delle convinzioni personali, questi invece sono stereotipi di genere, cioè convinzioni che riguardano l’appartenere a una determinata categoria, in questo caso l’essere uomo o donna. Questi pregiudizi si esplicitano nelle classiche frasi che iniziano con: “Noi donne siamo così, gli uomini sono colà…”, come se fossimo tutti uguali! Ora, è vero che per educazione (perché uomini e donne sono educati in maniera differente sia dall’età neonatale!) i maschi e le femmine sono portati a manifestare i comportamenti in modo diverso, a esternare certi atteggiamenti e sopprimerne altri, ma ciò non ti deve portare a partire prevenuta sugli uomini a prescindere! Convinzioni come: “Gli uomini sono tutti stronzi!”, non fanno bene alla salute!

Siamo talmente abituati a pensare fin da piccoli per categorie, che le differenze tra uomini e donne ci sembrano naturali, che sia una questione biologica e non si possano modificare. E anche i nostri comportamenti ci sembrano connaturati al nostro carattere, un marchio indelebile ereditato alla nascita; le donne si autoconvincono di essere così  per natura, che non possono fare nulla per cambiare, che il loro destino sia inevitabile. E  in effetti se non fai nulla per cambiarlo, il destino non cambia! La tua vita non cambia in meglio se non agisci!

Se sei convinta che sia normale essere trattata male dal tuo uomo, che non ti risponda alle chiamate, che ti insulti, che ti urli contro, che preferisca i tuoi amici a te, che non si preoccupi dei tuoi sentimenti, che se ne freghi del tuo piacere sessuale o dei bisogni di intimità e coccole, ebbene se pensi che tutto questo sia normale, perché, si sa, gli uomini sono tutti un po’ così, sono aridi e menefreghisti e non si può ambire a niente di meglio se non si vuole restare zittelle a vita, ecco ti do una notizia: TI SBAGLI DI GROSSO! Questi non sono uomini, sono dei poveri coglioni! E perdonatemi il francesismo! Un uomo che ti ama davvero, non se ne frega di te! Tranquilla, che il suo amore te lo dimostra! Se invece anche tu sei incappata in uno di questi elementi elencati qua sopra, allora porta via le scatole (be’, non solo in senso figurato, fai proprio il trasloco con gli scatoloni) il prima possibile! Prima ti liberi di questi uomini tossici, prima ritrovi la pace e la serenità. Gli uomini non sono tutti dei mostri insensibili, esiste di molto meglio là fuori! Occorre solo cercarlo nel modo giusto e non farsi abbindolare dagli specchietti per le allodole!

Secondo consiglio: NON FARTI INGABBIARE DAGLI STEREOTIPI NEGATIVI SUGLI UOMINI!

 

Un altro esempio di quanto possono essere pervasive le proprie convinzioni personali, lo vedremo nel prossimo post, in cui vi parlerò di un esperimento in cui una brutta ragazza è diventata bella!

 

Hai domande da farmi, curiosità? Ti è piaciuto questo articolo o vorresti che trattassi altri argomenti in particolare? Fammelo sapere nei commenti qui sotto o scrivimi in privato a sharazad@ilveroamore.it

 

Rieccomi. Sì, lo so, o che sparisco e il blog rimane fermo per mesi, oppure sono qui a torturarvi ogni giorno! Eh, eh… In realtà avevo un pochino abbandonato il progetto “Vero Amore”, ma ora voglio ridedicarmici con regolarità. Promesso. Posterò un articolo con cadenza regolare, se riesco una volta alla settimana, o almeno in caso di impedimenti, cercherò comunque di tenere il ritmo di uno ogni quindici giorni.

Premesso ciò, bando alle ciance ed entriamo nel vivo dell’argomento di oggi.

Oggi voglio essere propositiva e darvi un’iniezione di fiducia. Ieri messaggiavo con il mio compagno che è un po’ giù di tono, a causa di alcuni problemi che sono sorti nel suo lavoro. Siccome anch’io so benissimo come ci si sente perché ho passato un periodo buio e triste (argomento che ovviamente avrò modo di trattare in seguito; anzi, ci tornerò spesso su questa storia, sulla “crisi” e come l’ho affrontata), allora mi sono sentita in dovere di partire con la parabola (non quella satellitare 😉 che narra di come una giovinetta sperduta alla fine è sopravvissuta a tutte le angherie del destino e ha finalmente trovato l’Amore.



Qualche anno fa, prima di conoscere l’Amore Vero, sembravo una di quelle protagoniste delle chick-lit* americane. Sulla trentina, con un lavoro precario, situazione economica disastrosa, fatica a trovare un uomo decente e si barcamena tra situazioni surreali al limite del parossismo. Tutte le volte che per un motivo o per l’altro la storia di “amore” mi andava male o non partiva nemmeno, ovviamente ero presa dallo sconforto e pensieri tristi e deprimenti. Ma come mai a me non me ne va mai bene una? Perché non ne combino una giusta? Come mai tutte le volte c’è sempre qualcosa che mi ostacola, possibile? Se lui non fosse fidanzato, se non avesse dovuto partire, se non gli fosse morto il gatto… Passavo dall’incolpare la sfortuna, il fato e tutti gli dei, a ovviamente me stessa. Ovvero mi disistimavo. Se fossi più bella, se mi fossi comportata così o colà, se fossi stata più spiritosa o più simpatica o più spigliata… o chi più ne ha, più ne metta!

Insomma vedevo tutto nero. Perché pensavo che se anche avessi trovato una persona che davvero mi piaceva, non sarei stata ricambiata o se mi ricambiava sarebbe successo comunque qualcosa a ostacolarmi.

Poi è arrivato Lui.

E tutto è cambiato.

Non solo mi ha ricambiata, ma mi ha amata più di quanto credevo possibile, mi ha mostrato che l’Amore Vero non era come pensavo, ma è andato oltre. Il Vero Amore va oltre la nostra immaginazione, perché non vede con la mente ma con gli occhi del cuore. Sembra una frase fatta, ma non è così, approfondiremo meglio questo argomento in un altro articolo, magari ve ne parlerà Monica che ha un’esperienza più longeva della mia in questo ambito. Come ha scritto lei in uno scorso post: vi auguro di non trovare la “persona giusta”, ovvero la persona ideale, perché spesso il nostro ideale è fasullo e non corrisponde a ciò che vogliamo realmente. Così è stato per me. Lui è molto diverso dal mio prototipo di Principe Azzurro: col fisico da modello, raffinato, che ama leggere, con cui abbiamo tanti interessi in comune… In realtà non abbiamo nulla in comune! 😀 Siamo il giorno e la notte, persino politicamente siamo ai poli opposti (anche se paradossalmente ho più punti in comune col suo pensiero che con altri) eppure siamo perfetti così. Ci completiamo. Anche qui devo citare Monica: siamo due tessere di un puzzle: diverse ma combaciamo perfettamente.

Ebbene, ora, riguardandomi indietro, sono strafelice che tutte quelle altre storie siano naufragate! Anzi, ora ripenso con orrore: “Pensa se quella volta mi fossi messa con Tizio o con Caio? Oddio, ora starei con lui! Pensa a cosa mi sarei persa!” Come facevo a desiderare di voler stare con Sempronio? Non mi accorgevo di tutte le cose che non andavano? Oppure, ancora peggio, anche se sapevo già che non era il meglio per me e che volevo, meritavo altro, perché continuavo ad accanirmi a stare con lui a tutti i costi?

Tiro un sospiro di sollievo e dico: “Meno male che è andata così!” Altrimenti ora non sarei così felice.

 

Ma il segreto di tutta questa parabola è che ho applicato questo modo di pensare anche al resto, in realtà è un’abilità trasversale, un adattamento costruttivo pensarla in questo modo. La premessa iniziale era che questa parabola è nata dal fatto che Lui ha problemi sul lavoro. Ebbene, io ho applicato questo pensiero anche all’ambito lavorativo. Se vi ricordate, vi ho detto che ero la perfetta eroina chick-lit: senza uomo e con un lavoro precario. Da quando ho trovato l’Amore, ho cominciato a vedere roseo anche il mio futuro lavorativo. Innanzitutto non ero in mezzo a una strada: avevo un tetto sulla testa e di che mangiare, quindi non avevo nulla di cui lamentarmi! Non ero in una situazione davvero disperata. Semplicemente avevo un po’ perso la Trebisonda e non sapevo che direzione dare al mio futuro: stavo vagando senza meta. E anche qui commettevo gli stessi errori che dapprima avevo commesso con l’Amore. Ero convinta di aver fatto mille errori: se avessi scelto un’altra facoltà, se avessi fatto quei corsi professionalizzanti quand’ero ventenne, se mi fossi decisa prima a specializzarmi… E mi rimproveravo e maledicevo la malasorte per le occasioni perse: ah se quell’anno mi fossi impegnata di più, se durante quello stage non avessi fatto due lavori, se la mia amica mi avesse avvisata in tempo, se fossi stata lì al momento giusto anziché altrove… Di nuovo, o avevo sbagliato io non cogliendo le occasioni, oppure ero stata sfortunata e gli eventi avversi mi avevano ostacolata in qualche modo.

Ancora una volta, ero attanagliata da mille dubbi: troverò mai un lavoro decente? Mi sistemerò? Riuscirò a trovare la mia strada o finirò a sessant’anni a dover vivere di espedienti? Morirò triste e sola?

Ma poi mi sono resa conto che stavo ripetendo gli stessi errori. Quello che prima sembrava un clamoroso insuccesso amoroso, si era trasformato nella più grande gioia della mia vita! Il fallimento era diventato un successo, anzi un trionfo! E perché non doveva essere così anche nel lavoro? Mi sovvennero esempi di fallimenti diventati successi epici:

  • Hilary Swank fu licenziata dopo pochi episodi nel telefilm “Beverly Hills 90210” e ciò la sconfortò parecchio, si disse: “Cavoli, se non sono abbastanza in gamba neppure per una serie di terz’ordine, figuriamoci arrivare al grande cinema!” L’anno dopo fu scelta per la parte di “Boys don’t cry” che le fece vincere l’Oscar! Probabilmente se avesse continuato a interpretare una qualsiasi Carly di Beverly Hills ora sarebbe una sconosciuta. (Mi ricordo che quando lessi questa storia mi esaltò un sacco!)
  • Ad un certo Bob Young rifiutarono di pubblicare i suoi libri, fu così che gli venne in mente di realizzare una casa editrice on demand: Lulu. Ora l’azienda ha un fatturato di milioni di dollari. Ecco, se avessero pubblicato il suo libro, ora probabilmente sarebbe uno dei tanti autori persi nell’anonimato.
  • Storia simile per Giacomo Bruno: rifiutata la pubblicazione del suo libro dalle case editrici, ha fondato una sua CE, la BrunoEditore; e non solo: ha fatto tesoro di quell’insuccesso, si è reinventato e ha intrapreso anche una carriera da formatore. Ora tiene corsi di marketing da migliaia di euro.

 

Vedi come quello che a prima vista può essere una tremenda sfortuna può rivelarsi un’immensa fortuna?  Be’, questo dipende anche, e soprattutto, da come reagiamo noi ai momenti di crisi. Se li interpretiamo come una sfida da vincere, può essere un’occasione stimolante di crescita, di reinvezione personale; se li interpretiamo come qualcosa di insormontabile, può davvero rivelarsi la nostra disfatta totale. Soprattutto questo atteggiamento mentale è lampante negli ultimi due esempi: due uomini che hanno fatto tesoro della sconfitta e hanno trasformato le avversità in risorse.

Ma questa è un’altra storia. 😉 Parleremo delle strategie di coping adattivo nelle prossime puntate!

Per ora vi lascio con la morale di questa parabola: non temete l’insuccesso, significa solo che il successo è dietro l’angolo! 🙂

 

* letteralmente “letteratura per ragazze”, è quel filone a cui appartengono le commedie rosa, tipo “Il diario di Bridget Jones”.

Qualche settimana fa si è scatenato un putiferio per le accuse a una pubblicità di una nota marca di intimo di essere sessista. Tralasciando le polemiche sul sessismo, che secondo me non erano presenti in quella pubblicità, è accaduto che effettivamente le città venissero tempestate di cartelloni pubblicitari con la modella in reggiseno, tanto che era impossibile non notarla, seppur per caso (mi ricordo di averla vista pure io, che sono una proverbiale distratta e non noto mai niente, quindi vuol dire che era decisamente invasiva 😉 ). Il fatto malsano è che alcune donne a questa “invasione” hanno confessato di aver provato disagio. Quindi hanno asserito che la pubblicità fosse sbagliata perché comunque continuava a proporre degli standard di bellezza irrealistici, che le donne si sentono in difetto perché il loro fisico non è come quello della modella, e ciò provoca in loro un senso di inadeguatezza, bassa autostima…

Ahi ahi ahi!

Quanta involuzione dimostra ragionare in questo modo!



Premetto che in linea generale sono d’accordo, per una donna la bellezza è l’unico valore riconosciutole dalla società: se sei bella vali! Sennò no! Una cultura che ti trasmette queste cose è terribilmente sbagliata e deleteria, soprattutto per le ragazzine, che sono fortemente influenzabili.

Ma se una donna adulta ha ancora nella sua testa questa equazione c’è qualcosa che non va.

Significa che sono rimaste all’adolescenza quando essere carine significava essere popolari, avere più corteggiatori/fidanzati.

Ma più corteggiatori non significa più persone che ti amano e soprattutto non significa affatto che troverai l’Amore Vero. Come accennato già nello scorso articolo, essere troppo belle è addirittura controproducente! Perché non saprai mai se la persona che hai di fianco è davvero innamorata di te o è solo invaghita del tuo aspetto! Un aspetto particolarmente sexy produce una forte attrazione fisica che spesso viene erroneamente confusa con l’innamoramento, in realtà non è altro che un’infatuazione. O al massimo può essere sì innamoramento, ma non Vero Amore. Chi ha/ha avuto la fortuna di amare veramente lo sa, e sorride a frasi come: “Oh era così bello/a che eravamo tutti/è innamorati/e di lui/lei”! Che sciocchezza! Come se si potesse amare davvero l’aspetto fisico! Lo ripeto: ci si innamora dell’ESSENZA di una persona. Quindi il suo corpo è relativamente irrilevante.

La cosa paradossale è che questa insicurezza, questa attenzione ossessiva per il proprio corpo, si ritrova anche nelle donne famose e avvenenti, anzi, direi soprattutto in loro! Di recente mi è capitato di vedere una foto di Jennifer Lopez (d’ora in poi JLo): lei tutta in tiro davanti allo specchio, vestito attillato, truccatissima. La domanda che mi è sorta spontanea è stata: “Perché?” Perché sente il bisogno di concentrarsi così tanto sulla sua bellezza, di ribadire che è bella? Forse non lo sa? Lo so io che è figa, per me è una delle donne più belle del mondo, un viso stupendo. Che bisogno ha di mettere in mostra la sua bellezza, di cercare approvazione e compiacimento degli altri? Perché è così importante essere bella? Per il valore che ne consegue? Ma c’è il lavoro! JLO non ha bisogno di essere anche bella per dimostrare di valere, è già iperfamosa; e così altre attrici, iperfissate con la loro bellezza e il loro aspetto fisico, nonostante abbiano già il successo…

Eppure non basta: vediamo il dilagare della chirurgia estetica su donne che non ne hanno bisogno, non solo non hanno difetti gravi, ma sono proprio belle, se non addirittura bellissime. Cioè davvero Nina Moric aveva bisogno di rifarsi?

Il fatto è che diventa un’ossessione: essere la più bella, la donna “perfetta”, perché la donna più bella di tutte vale di più.

Il che ovviamente è un’idiozia!

Ma chi l’ha detto che solo la bellezza può darvi valore? E tutto il resto? Le vostre capacità, la vostra intelligenza, intuizione, carattere, simpatia, personalità… Tutto questo vi dà valore! Smettiamola di idolatrare la bellezza come unica, incontestabile, autorevole fonte di valorizzazione femminile!  E’ una mera dote, tutto lì, come tante altre doti. Puoi essere bella e non valere niente, puoi essere brutta e di valore, ma puoi pure essere brutta e superficiale/mediocre o bella e di valore…

Ma allora queste donne che hanno già altre fonti di “valore”, altre fonti di riconoscimento sociale, vogliono solo piacere agli uomini? In generale, parlo anche delle donne comuni, le donne vogliono essere belle per gli uomini?

Ok. Ma allora la domanda è: perché volete piacere agli uomini?

Per conquistarli o riconquistarli? Per avere una sfilza di corteggiatori? Non avere rivali? O forse per la paura di tradimento, o che lui scelga un’altra…

Ma tutte queste cose, come vedete, non hanno NULLA a che fare con l’Amore Vero! Avere tanti uomini, tanti corteggiatori, non significa ricevere amore; e se un uomo ti ama davvero non ti tradisce perché non gli interessa un mero bel corpo. Quando fa l’amore con voi, lo fa con la vostra essenza!

 

Vi è piaciuto? Vi ha interessato l’articolo? Volete approfondire l’argomento? Lasciatemi un commento qui sotto e ditemi che ne pensate! Presto ritornerò a parlare di bellezza! 😉

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