La settimana scorsa vi avevo promesso questo articolo, ed eccomi qua!

Dunque è da stamattina che rovisto dentro gli armadi e negli scatoloni alla ricerca di un libro:

Potete ammirare una foto di me in questo momento

Ho rovistato fra tutti i libri di psicologia dell’università e perfino del liceo e finalmente l’ho trovato! Il libro di psicologia delle superiori dove era raccontato l’esperimento di cui sto per parlarvi (in realtà è per questo che avete dovuto aspettare questo articolo, perché non sapevo dove reperire l’esperimento 😉 ), tratto dal manuale di J.W.Kinch, Psicologia Sociale [1978, F.Angeli].

La più bella dell’Università

Cinque studenti, dopo un seminario di psicologia sociale, decisero di cominciare a trattare una compagna di corso insignificante e bruttina come se fosse la più bella dell’università. Ciascuno di loro l’avrebbe corteggiata per un periodo, uscendo con lei alla sera e recitando la parte dell’ammiratore. Dopo qualche tempo la ragazza cominciò a curare sempre di più il suo aspetto e il suo modo di presentarsi. Il quarto ragazzo trovò effettivamente piacevole corteggiarla e, quando fu il suo turno, il quinto si sentì rifiutare: era troppo impegnata con ragazzi più interessanti! 😀 La faccenda messa in moto aveva trasformato davvero una studentessa insignificante in una ragazza attraente e convinta di esserlo.

[A.Bianchi, P.Di Giovanni, Psicologia in azione, 1996, Paravia, Torino]

 

Ora questo episodio è usato per dimostrare come si forma il concetto di sé, ovvero la consapevolezza di noi stessi, la rappresentazione che abbiamo di noi stessi, ciò che siamo convinti di essere. Noi acquisiamo questa consapevolezza in relazione agli altri. Se noi non avessimo mai conosciuto persone più atletiche, socievole, belle di noi, potremmo tranquillamente pensare di essere socievolissimi, simpaticissmi, atleticissimi e bellissimi. Poi incontriamo Brigitte Bardot e Usain Bolt e ci rendiamo conto che siamo scarsissimi nella corsa e non siamo poi così belle! 😀 Ovviamente sto semplificando e uso un linguaggio scherzoso per parlare terra terra, ma diciamo che tradotto in soldoni è questo ciò che avviene nella mente. Non solo dal confronto con gli altri, ma il sé si forma anche in base alle reazioni che gli altri hanno nei nostri confronti! Se io faccio una battuta e tutti ridono, mi convincerò di essere una spiritosona e la prossima volta non solo continuerò a fare battute e calcare la mano per confermare questa mia fama di burlona, ma sarò anche più sicura nel farlo e, convinta di far ridere, farò davvero ridere! Perché essere sicuri di noi stessi e convinti di determinate cose, ci porta ad agire di conseguenza, quindi a mostrare una postura del corpo, tono della voce, espressioni facciali che denotano sicurezza e che quindi convincono il mio interlocutore di ciò che sto dicendo o facendo. Nel caso del comico, oltre a raccontare la barzelletta, magari farò facce buffe, gesticolerò con enfasi, tutti fattori che aumenteranno l’ilarità a prescindere dalla comicità reale di ciò che sto dicendo. La stessa barzelletta raccontata con tono monocorde e atteggiamento impacciato non fa poi così ridere! (A meno che le battute non siano estremamente esilaranti come quelle che faccio io! 😀 😀 )

Un’altra peculiarità delle convinzioni che si hanno su di sé è che pensiamo siano immodificabili e stabili nel tempo. Ovvero se siamo così non ci possiamo fare nulla, saremo per sempre così, siamo nati così e moriremo così: “chi nasce tondo non può morire quadrato”, dice un proverbio. Questa è un’altra convinzione sbagliata! Il concetto di noi stessi può essere modificato! E l’esperimento che vi ho narrato ce lo dimostra. La ragazza, avendo dei feedback positivi dagli altri ragazzi, ha iniziato ad autoconvincersi di essere attraente. Una volta diventata consapevole di ciò, ha iniziato a comportarsi come se fosse bella, modificando sia il suo atteggiamento che il modo di rapportarsi agli altri. Ecco, questo è un CONCETTO IMPORTANTE: il mondo attorno a te non cambia per magia ma perché avvii un circolo vizioso, cioè metti in atto una serie di comportamenti che a loro volta causano altri comportamenti che rafforzano il tuo cambiamento iniziale. Ad esempio sei convinta di essere antipatica e tutte le volte che vai al bar a far colazione non parli con nessuno e noti che effettivamente al bar e negli altri locali nessuno ti considera. Vediamo come puoi cambiare questa brutta abitudine generando una spirale positiva: vai al bar a fare colazione come tutte le mattine, ma stavolta sorridi, allora il barista ti sorride di rimando e magari ti butta lì un “salve”, ti rendi conto di non essere poi così antipatica a tutti, così la volta successiva non solo gli sorridi ma gli parli pure, magari giusto due battute e vedi che lui risponde iniziando a chiacchierare con te, cominci a pensare che in fondo anche tu sei simpatica; la prossima volta che vai al bar non sorridi solo al barista ma cominci a guardarti in giro, ora non hai più l’aria cupa di prima e qualcuno attacca bottone con te, ti convinci ancora di più di essere simpatica alle persone, emani questa convinzione, la gente la percepisce e reagisce di conseguenza, inizi a socializzare con tante persone, confermando ancora di più la tua convinzione di essere una persona simpatica e socievole che aumenta la tua sicurezza che attira le persone… in una spirale a catena sempre più crescente.

Ma ATTENZIONE: questo meccanismo funziona anche in negativo! Se hai delle convinzioni negative, che minano la tua autostima, queste influenzeranno negativamente sia i tuoi comportamenti che i tuoi pensieri, che a loro volta influiscono nell’interazione con le altre persone. Ricordati che le persone inconsciamente percepiscono questi stati d’animo: insicurezze, pensieri negativi… È come se emanassi un’energia negativa che la gente percepisce e se ne allontana. Perché nessuno vuole stare vicino a persone negative, giusto? Tutti noi siamo attratti da chi ci fa stare meglio! Esattamente come nell’esempio di prima, se tu pensi: “Sono sfigata, nessuno mi parla”, a tua volta non darai mai ciocco a nessuno o ancora peggio lo guarderai con un’espressione torva che farà fuggire qualsiasi persona ben intenzionata a rivolgerti due parole!

Perciò un primo passo per andare nella direzione del Vero Amore è ELIMINA LE TUE CONVINZIONI LIMITANTI! Ovvero quelle negative: sono brutta, non sono all’altezza… Togliti immediatamente queste sciocchezze dalla testa! E comincia a comportarti di conseguenza!

 

Ti ha interessato questo esperimento e il valore delle convinzioni limitanti? Vuoi che approfondisca questo argomento? Vuoi conoscere altri segreti su come migliorare la tua vita e strategie per alimentare convinzioni positive? Commenta qua sotto o scrivimi in privato a sharazad@ilveroamore.it

 

 

Questa doppia riflessione nasce da due episodi molto diversi tra loro, che però mi hanno suscitato il medesimo sentimento. La prima è avvenuta ieri sera, davanti al film “Sissi – Il destino di un’imperatrice”, la seconda oggi, leggendo i commenti a uno spiacevole fatto di cronaca. Vi avviso già che questo sarà un articolo controverso, perciò via i deboli di cuore. Non sarà una sciorinata melensa a favore della mamma, io ve l’ho detto!

Cominciamo col film.

Penso che sia straconosciuto, ma per chi non ne avesse mai sentito parlare o non si ricordasse bene la trama, la faccio breve: l’imperatrice d’Austria Sissi è dovuta partire per le zone del sud Europa a causa di una malattia e ha lasciato sua figlia a casa; guarita e di ritorno in Austria, l’imperatore Franz l’ha raggiunta in Italia approfittandone per fare una visita diplomatica, ma gli austriaci sono malvisti in Italia e soprattutto a Venezia l’accoglienza è molto fredda, le finestre chiuse, le strade – anzi, i canali – sono deserti. Quando arrivano in Piazza San Marco ad accoglierli c’è un silenzio di tomba. Poi all’improvviso Franz le dice di avere una sorpresa e sbuca la loro figlia, Sissi le corre incontro commossa ad abbracciarla, dimenticandosi del suo ruolo di imperatrice e mostrando la sua umanità. A questoo punto, un tizio a caso della folla urla: “W la mamma!” e scoppia uno scroscio di applausi, sorrisi ed esultanza. La folla tutta conquistata da Sissi, la madre.

Ok, questo è un film e la scena è un tantino teatrale ed esagerata, però non l’ho trovata così distante dalla realtà. In effetti incarna il tipico pensare italiano: La mamma viene prima di qualsiasi cosa. Persino l’odiata imperatrice, in veste di mamma diventa fonte di giubilo e suscita adorazione.

L’altro episodio che vorrei raccontarvi è invece un triste fatto di cronaca: l’articolo linkato riguarda una musulmana quasi annegata. In sintesi: ha fatto il bagno coi vestiti che le si sono inzuppati e non riusciva più ad uscire dall’acqua, ma rifiutava l’aiuto del bagnino perché era un uomo e quindi non poteva toccarla. Ora, a parte gli insulti al marito che è stato a guardare e non ha mosso un dito per aiutarla, la cosa che più mi ha colpita dei commenti – perché è un elemento che è uscito in maniera preponderante, ripetuto – è che si è fatto spesso riferimento a lei come madre. Molti erano dispiaciuti che avesse rischiato la vita non in quanto donna, in quanto persona, ma perché ha rischiato di lasciare una bambinetta orfana. Ovviamente non sono mancati i commenti del “se l’è meritato” ma la risposta più gettonata è stata: “Non puoi augurare questo a una madre! Stiamo parlando di una madre che ha rischiato la vita!” Io sono piuttisto convinta, visto che sappiamo benissimo tutti che gli extracomunitari soprattutto musulmani in Italia sono malvisti, che se la donna non fosse stata al mare con la sua bimba piccola, i commenti sarebbero stati molto più acidi o comunque indifferenti. Invece il fatto che poco prima avesse una bimba piccola tra le braccia, la assolve, la scusa, anche se è un’extracomunitaria.

La madre è sempre e comunque sacra, anche se è straniera, persino se è musulmana!

Quello che sto per dirvi sarà un tantino provocatorio e per questo, vi avverto, molto disturbante. Vi avevo avvisato che questo era un articolo controverso 😉 Il ruolo di madre in Italia è qualcosa di forte che trascende tutto il resto, ma appunto questo ruolo è FIN TROPPO riconosciuto, valorizzato e IDOLATRATO.

Guardate su Facebook se ci sono così tanti gruppi o pagine sui papà, invece pagine come: “io mamma”, “essere mamma”, “la gioia di essere madre”, ecc., traboccano. D’accordo, qualcuno mi dirà che la donna fa più sforzo, lo tiene 9 mesi in pancia quindi il legame è piu forte, lo cura lei… (a parte che anche questo aspetto è una convinzione culturale), ma non è solo questo. E’ il VALORE SOCIALE che ne deriva che rende il ruolo di madre così preponderante, così fortemente radicato, riconosciuto e rispettato. Esattamente come quello della bellezza, questo è il secondo grande valore della donna (anzi il primo)!

Per la nostra società una donna deve essere:

  • bella
  • madre

Capiamoci, non c’è niente da vergognarsi nè in uno nè nell’altro, non sono cose brutte o da ripudiare, tutt’altro. Ma bisogna esserne consapevoli.

Perché tutto ciò ha delle conseguenze.

Anche e soprattutto in amore, in particolare nella vita di coppia.

Perché se a una donna sono riconosciuti questi valori, ella, per sentirsi valorizzata e apprezzata dalla società, farà di tutto per raggiungere questi valori. Ecco allora che ci si sottopone a diete estenuanti, fitness, trucco&parrucco, shopping… tutto per raggiungere l’agoniata bellezza, per avere apprezzamenti, non solo maschili, ma anche dalle altre donne. Sono bella = VALGO!

Ma farà lo stesso anche per ciò che concerne la maternità. “Per valere, DEVO ESSERE MADRE!” Per non parlare del fatto che l’istinto materno è inculcato fin dalla più tenera età, tanto da essere non più un valore sociale ma addirittura un bisogno. Le donne, alcune donne, sentono proprio il bisogno di essere madri.

Dicevo, questo concetto porta con sé delle conseguenze in amore, e vi allontana dall’Amore Vero. Sapete perché? Perchè se vuoi un uomo solo per fare dei figli, ti porterà a fare degli errori. Ovvero verrai presa dall’ansia di sistemarti, di trovare l’uomo giusto a tutti i costi e finirai per sposarti il primo uomo mezzo decente che ti è capitato. Ma la fretta non è amica del Vero Amore. Soprattutto perché, come ho già accennato (ma riprenderò meglio questo concetto in seguito, ne parlerò più approfonditamente in un altro post), per trovare il Vero Amore bisogna prima essere pronti, fare un lavoro su sé stessi. E se corri a sistemarti col primo che passa non ti dai tempo, non solo per incontrare l’uomo giusto al momento giusto, ma neppure per lavorare su te stessa e capire quali sono i tuoi veri bisogni, i tuoi veri desideri. E neppure per valorizzarti per ciò che sei davvero, indipendentemente dai valori che ti vuole imporre la società. E se sei sicura di ciò che vuoi e di te stessa, avrai anche più facilità a incontrare l’uomo giusto perché le belle persone sono attratte da belle persone. Se invece sei insicura, ansiosa di piacere agli altri, di compiacere la società, troverai uomini esattame te come te!

Ora nessuno vi impedisce di assecondare questa smania, questo bisogno di filiare, ma dovete essere consapevoli che non sarà questo a darvi valore. Voi valete con o senza figli, non dovete dimostrare niente a nessuno.

Per come la vedo io, meglio fare l’inseminazione artificiale e poi cercare l’amore con calma. Può sembrare cinico, asettico, ma sapete quanti matrimoni fasulli si celebrano in nome dei figli? Io dico che lo sapete, che c’eravate già arrivati anche voi. Ma tutti fanno così, no?! E infatti quante coppie si possono vantare di essere ancora felicemente innamorate dopo tanti anni? Al massimo si vogliono bene, si sopportano.

Oppure potreste non cercare affatto l’amore e dedicarvi ai figli, dopotutto se era quello ciò che volevate… L’importante è esserne consapevoli! Cioè voi non potete andare in una direzione e poi volerne un’altra. Dovete essere prima consapevoli di cosa volete veramente, di cosa state davvero cercando. E perché lo cercate. É davvero un vostro desiderio o è solo un bisogno indotto dalla società? Cercate di compiacere qualcuno? La vostra famiglia, ad esempio, che magari sui trenta comincia a stressarvi, a farvi pressione su quando metterete su famiglia. State cercando di ottenere l’apprezzamento degli altri, ovvero un riconoscimento, un valore sociale? O semplicemente state appagando il vostro ego, desiderando una creaturina che, almeno per i primi anni, sarà totalmente dipendente da voi e voi sarete l’unico centro del suo mondo. Ciò vi dà un sacco di importanza, vero?! 😉

Ripeto, non c’è nulla di male nella maternità ma basta essere consapevoli di ciò che si vuole davvero e dei processi sociali e psicologici che ci sono dietro.

 

 

Ti è piaciuto l’articolo? Vuoi che approfondisca l’argomento del valore sociale della maternità? Delle sue conseguenze psicologiche? Lasciami un commento qui sotto!

Qualche settimana fa si è scatenato un putiferio per le accuse a una pubblicità di una nota marca di intimo di essere sessista. Tralasciando le polemiche sul sessismo, che secondo me non erano presenti in quella pubblicità, è accaduto che effettivamente le città venissero tempestate di cartelloni pubblicitari con la modella in reggiseno, tanto che era impossibile non notarla, seppur per caso (mi ricordo di averla vista pure io, che sono una proverbiale distratta e non noto mai niente, quindi vuol dire che era decisamente invasiva 😉 ). Il fatto malsano è che alcune donne a questa “invasione” hanno confessato di aver provato disagio. Quindi hanno asserito che la pubblicità fosse sbagliata perché comunque continuava a proporre degli standard di bellezza irrealistici, che le donne si sentono in difetto perché il loro fisico non è come quello della modella, e ciò provoca in loro un senso di inadeguatezza, bassa autostima…

Ahi ahi ahi!

Quanta involuzione dimostra ragionare in questo modo!



Premetto che in linea generale sono d’accordo, per una donna la bellezza è l’unico valore riconosciutole dalla società: se sei bella vali! Sennò no! Una cultura che ti trasmette queste cose è terribilmente sbagliata e deleteria, soprattutto per le ragazzine, che sono fortemente influenzabili.

Ma se una donna adulta ha ancora nella sua testa questa equazione c’è qualcosa che non va.

Significa che sono rimaste all’adolescenza quando essere carine significava essere popolari, avere più corteggiatori/fidanzati.

Ma più corteggiatori non significa più persone che ti amano e soprattutto non significa affatto che troverai l’Amore Vero. Come accennato già nello scorso articolo, essere troppo belle è addirittura controproducente! Perché non saprai mai se la persona che hai di fianco è davvero innamorata di te o è solo invaghita del tuo aspetto! Un aspetto particolarmente sexy produce una forte attrazione fisica che spesso viene erroneamente confusa con l’innamoramento, in realtà non è altro che un’infatuazione. O al massimo può essere sì innamoramento, ma non Vero Amore. Chi ha/ha avuto la fortuna di amare veramente lo sa, e sorride a frasi come: “Oh era così bello/a che eravamo tutti/è innamorati/e di lui/lei”! Che sciocchezza! Come se si potesse amare davvero l’aspetto fisico! Lo ripeto: ci si innamora dell’ESSENZA di una persona. Quindi il suo corpo è relativamente irrilevante.

La cosa paradossale è che questa insicurezza, questa attenzione ossessiva per il proprio corpo, si ritrova anche nelle donne famose e avvenenti, anzi, direi soprattutto in loro! Di recente mi è capitato di vedere una foto di Jennifer Lopez (d’ora in poi JLo): lei tutta in tiro davanti allo specchio, vestito attillato, truccatissima. La domanda che mi è sorta spontanea è stata: “Perché?” Perché sente il bisogno di concentrarsi così tanto sulla sua bellezza, di ribadire che è bella? Forse non lo sa? Lo so io che è figa, per me è una delle donne più belle del mondo, un viso stupendo. Che bisogno ha di mettere in mostra la sua bellezza, di cercare approvazione e compiacimento degli altri? Perché è così importante essere bella? Per il valore che ne consegue? Ma c’è il lavoro! JLO non ha bisogno di essere anche bella per dimostrare di valere, è già iperfamosa; e così altre attrici, iperfissate con la loro bellezza e il loro aspetto fisico, nonostante abbiano già il successo…

Eppure non basta: vediamo il dilagare della chirurgia estetica su donne che non ne hanno bisogno, non solo non hanno difetti gravi, ma sono proprio belle, se non addirittura bellissime. Cioè davvero Nina Moric aveva bisogno di rifarsi?

Il fatto è che diventa un’ossessione: essere la più bella, la donna “perfetta”, perché la donna più bella di tutte vale di più.

Il che ovviamente è un’idiozia!

Ma chi l’ha detto che solo la bellezza può darvi valore? E tutto il resto? Le vostre capacità, la vostra intelligenza, intuizione, carattere, simpatia, personalità… Tutto questo vi dà valore! Smettiamola di idolatrare la bellezza come unica, incontestabile, autorevole fonte di valorizzazione femminile!  E’ una mera dote, tutto lì, come tante altre doti. Puoi essere bella e non valere niente, puoi essere brutta e di valore, ma puoi pure essere brutta e superficiale/mediocre o bella e di valore…

Ma allora queste donne che hanno già altre fonti di “valore”, altre fonti di riconoscimento sociale, vogliono solo piacere agli uomini? In generale, parlo anche delle donne comuni, le donne vogliono essere belle per gli uomini?

Ok. Ma allora la domanda è: perché volete piacere agli uomini?

Per conquistarli o riconquistarli? Per avere una sfilza di corteggiatori? Non avere rivali? O forse per la paura di tradimento, o che lui scelga un’altra…

Ma tutte queste cose, come vedete, non hanno NULLA a che fare con l’Amore Vero! Avere tanti uomini, tanti corteggiatori, non significa ricevere amore; e se un uomo ti ama davvero non ti tradisce perché non gli interessa un mero bel corpo. Quando fa l’amore con voi, lo fa con la vostra essenza!

 

Vi è piaciuto? Vi ha interessato l’articolo? Volete approfondire l’argomento? Lasciatemi un commento qui sotto e ditemi che ne pensate! Presto ritornerò a parlare di bellezza! 😉

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