Sono sterile. L’ho nascosto alla mia prima ragazza per molto tempo perché avevo paura che mi avrebbe lasciato. Quando finalmente le dissi la verità, difatti se ne andò. Sono stato depresso per un anno e tutte le mie altre relazioni non hanno portato a nulla. Circa 6 mesi fa ho incontrato una ragazza e mi sono innamorato perdutamente, ma avevo paura di dirglielo. Ieri le ho detto tutto, lei mi ha guardato e mi ha detto che se in futuro vorremo dei figli, potremo adottarli.
Ero così sollevato che ho iniziato a piangere e ho capito che volevo sposarla.

Questo articolo fa parte della mini raccolta delle 9 storie di Vero Amore. 
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Quando avevo 18 anni, mi è stato diagnosticato un piccolo tumore al cervello. Pensavo significasse morire presto, quindi dissi al mio ragazzo che avrei capito se mi avesse lasciato. Lui rise e rispose: “Sì, giusto, come no?! Quando gli asini inizieranno a volare… !” Alla fine, il tumore si rivelò essere benigno. Ora ho 21 anni e siamo sposati da 2 anni e abbiamo una figlia. Non dimenticherò mai il suo sostegno durante quei momenti difficili.

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Molto tempo fa vidi un telefilm in cui il protagonista disse a un suo amico in procinto di sposarsi (che a quanto pare aveva dubbi se davvero lei fosse la donna della sua vita): “Quando decidi di sposarti, non dovresti avere neppure il minimo dubbio, neppure un’esitazione, sennò non va già bene”.

Inutile dire che quell’affermazione mi lasciò di stucco. In preda a mille rimuginazioni. A quei tempi ero fidanzata con un ragazzo molto bello (ma obiettivamente bello, tutte le mie amiche – o meglio, dovrei dire “conoscenti” perché quelle non erano VERE amiche – avevano una cotta per lui o comunque lo trovavano attraente), ma paradossalmente io non lo trovavo così attraente. Appena lo avevo visto, l’avevo considerato carino, sí, ma nulla più. Io, al contrario, ero rimasta affascinata dal suo carattere perché avevamo molte cose in comune, avevamo esattamente gli stessi gusti, sembrava quasi la mia versione al maschile!

Nonostante ciò, quando ascoltai quella frase nel telefilm, fui assalita da mille dubbi. Lui mi piaceva sí, ma non abbastanza. Dentro di me lo sapevo. A quei tempi in realtà lo pensavo per motivi sbagliati, nel senso che avevo ancora una concezione acerba dell’amore e lo confondevo con le grandi passioni: per lui non avevo quel trasporto, quel desiderio irrefrenabile, quella voglia irresistibile, quel vederlo bellissimo, come invece mi era accaduto per le grandi cotte precedenti. Quindi attendevo ancora l’amore inteso come attrazione fatale, che per lui non c’era. Be’, ora so che neppure quello sarebbe stato Amore, ma non importa, il concetto chiave è che mi resi conto che non l’amavo abbastanza perché avevo dei dubbi, troppi dubbi. C’era qualcosa che non andava, dentro di me sentivo che non provavo quell’amore incondizionato, quel sentimento totale, sapevo che avrei potuto amare di più, avrei potuto provare sentimenti molto più forti di quello, nonostante per lui avessi un’immensa stima e ne riconoscessi i pregi. Era un ragazzo con dei bei lineamenti, fisico sportivo, aveva un bel carattere: socievole, espansivo, e con me era molto dolce, inoltre, come già detto, condividevamo molte cose: dai gusti al modo di vedere la vita, avevamo un profondo senso di giustizia e lealtà. Tutto questo ci accomunava e in un certo senso pensavo che non sarebbe stato facile trovare un’altra persona con cui avevo un’intesa simile. Quindi se razionalmente ero portata a credere che lui fosse la persona giusta (e mi dicevo che non dovevo essere superficiale e pensare solo all’attrazione fisica, ma dovevo dare più importanza agli aspetti caratteriali), dall’altra mi rendevo conto che il mio cuore non lo bramava. È così. Poi ho scoperto che ovviamente non è solo una questione di aspetto fisico, ma così come il corpo da solo non è importante, altrettanto il cervello: non basta stimare e avere simpatia per una persona per amarla, quello può bastare per un’amicizia, ma l’Amore necessita di altro.

Allora perché questo titolo? Abbiate le palle /ovaie di fare cosa?

Di mollarlo/a.

Troppa gente trascina storie defunte da tempo solo per inerzia (ormai sono qui, chi me lo fa fare di cambiare?) o forse per paura: paura di rimanere soli, del giudizio degli altri (la famiglia, gli amici che diranno? Ormai sono 700 anni che usciamo insieme, tutti ci danno già per sposati), paura di affrontare le conseguenze, di non trovare più nessuno così buono/ricco/gentile/intelligente…

SBAGLIATO!

La follia è continuare! Continuare una cosa che sapete non essere quella giusta, non essere ciò che davvero volete, ciò che davvero può rendervi felice, e non un fac-simile.

Certo crogiolarsi nella sicurezza è più comodo, facile, dopotutto cambiare e ricominciare tutto da capo è dispendioso: richiede energia e voglia di rimettersi in gioco.

Non è da tutti.

Ma ve lo dovete! Lo dovete a VOI e AL PARTNER! Avete notato qual è l’argomento di questo blog? Trovare il Vero Amore! Come potrete mai trovarlo se perdete tempo con una storia che sapete già essere sbagliata? Ogni minuto in più speso in un finto amore, è tempo sprecato a non cercare l’Amore Vero. Perché prendere in giro il partner? Perché prendere in giro voi stessi?

 

“Ehhh lo so Sharazad, ma ormai… Non voglio buttare via tanti anni…”  Ah questa è la mia preferita! Ma buttare via che? Insomma se in tutti questi anni siete stati insieme, qualcosa ci sarà stato, avrete avuto dei bei ricordi, dei bei momenti, no? E allora, le belle esperienze(ma anche quelle brutte) non sono mai una perdita di tempo, fanno parte del nostro bagaglio, della nostra crescita personale, del nostro percorso verso la maturità emotiva (condizione indispensabile per vivere un amore sano), non c’è nulla di cui rammaricarsi. Ma ci sarebbe invece molto da perdere nel continuare una storia sbagliata! Cioè, fammi capire, ti preoccupi tanto degli anni passati (che ormai intanto è andata così e non ci puoi far nulla, non li puoi cambiare) e non ti scalfisce minimamente l’idea che stai per buttare via decenni della tua vita futura? Sai già che il futuro sarà una merda però decidi – CONSAPEVOLMENTE! – di continuare bovinamente su questa strada, in virtù di un passato che a quanto pare è già stato una merda pure quello? E quale sarebbe lo scopo di questa idiozia masochistica? Vincere un premio di perseveranza? La santità?

 

Perciò chiedetevi: “È davvero questa la persona che voglio al mio fianco? È lei senza il minimo dubbio?”

Se la risposta è sì, via alla marcia nuziale! 😉

Qualche giorno fa ho rivisto una puntata del telefilm degli anni ‘90 Quantum Leap, che mi ha dato lo spunto per questo articolo.

Riporto il dialogo tratto da una delle scene finali:

“Devi provarci. Devi buttarti nella mischia e provare a vincere la partita!”

“Per fare che?”

“La cosa più semplice… per piacerti. Perché se non ti vuoi bene tu, nessun altro lo farà!”

 

BOOM!

Come si poteva dirlo meglio?!

In poche parole riassunto tutto il concetto del nostro blog.

Imparare ad amarsi per prime per poi trovare di riflesso l’Amore.

Sembra una stupidata, una cosa semplicistica, ma non lo è affatto. Amarsi significa intraprendere un percorso su sé stesse, valorizzarsi, sapere che si è importanti a questo mondo esattamente così come si è. Amarsi significa che non c’è bisogno di un uomo per sentirsi complete.

Amarsi significa amare i propri pregi ma anche i propri difetti.

Significa fare ciò che ci piace davvero nella vita.

E tutto questo cosa c’entra con trovare una persona che ci ami davvero? Non basta essere belle e sexy per far infatuare un uomo?

Forse… Ma che tipo di uomo?

Se siamo solo belle e sexy ma non abbiamo rispetto di noi stesse, sai cosa succede? Sai che uomini riusciamo a “sedurre”?

Anche qui ci viene in aiuto il telefilm per la risposta, occhio alla stoccata finale del dottor Samuel Beckett:

“Altrimenti troverai uomini di poco valore, ma tu non sei così disperata.”

Ben detto, dott. Beckett!

E’ proprio questo il punto: vuoi trovare un uomo qualsiasi o sei in cerca del Vero Amore? Ovvero un compagno che ti sappia amare davvero, che ti sappia sostenere nelle asperità della vita, un compagno di viaggio, che voglio costruire con te un progetto e ti sappia ascoltare e sostenere nei momenti di bisogno…

Dimmi, a quale tipo di uomo stai facendo riferimento?

No perché se vuoi solo un belloccio, magari anche una brava persona, simpatico, tutto quello che vuoi… ma che non è la persona giusta per te, be’, allora sì devi solo essere sexy, quel poco basta.

Ma se vuoi il cuore di una persona, devi essere all’altezza di quel cuore.

Perché, dimmi, una persona di valore, un uomo serio, sicuro di sé, che ha degli obiettivi e dei progetti, starebbe mai con una donna disperata, che non ha uno scopo suo, non ha dei valori a cui restare fedele, dei limiti da non oltrepassare? Che se ne fa un uomo di valore di una così? Una disperata che rinuncerebbe a tutto pur di seguirlo, pur di averlo? Quale valore aggiunto potrebbe dare a un uomo così?

Invece per un uomo senza spina dorsale ovviamente sarebbe molto attraente: una geisha a sua disposizione, lì apposta per rafforzare la sua fragile autostima, qualcuna peggio di lui, che almeno in questo lo faccia sentire leggermente superiore…

Allora, dimmi, tu che uomo stai cercando?

 

Lasciami i tuoi commenti qua sotto e parliamone insieme: cosa pensi di questo articolo? Vorresti altri consigli per diventare più sicura di te stessa, per imparare ad amarti? Hai già scaricato il mio ebook gratuito che ti spiega come fare per evitare gli uomini sbagliati?

Puoi farlo qui:

https://www.ilveroamore.it/report-gratuito-come-evitare-di-soffrire-per-amore-e-trovare-luomo-giusto/

Se hai qualsiasi dubbio o curiosità, scrivimi in privato a sharazad@ilveroamore.it.

A presto,

Sharazad!

Carissime/i!

Visto che il Natale è alle porte, vorrei farvi gli auguri a modo mio.

Narrandovi una dolcissima storia d’amore.

Anni fa ero con alcuni amici a cena. A quei tempi, frequentavo un gruppo di persone con cui ora ho perso i contatti. All’interno di questo gruppo c’era una coppia che non godeva propriamente della stima degli altri membri del gruppo. In realtà non erano persone cattive o disoneste o che avessero chissà quali difetti o commesso chissà che misfatti. Erano persone normali con la pecca di non essere proprio “bellissimi” e di essere anche un po’ sempliciotti. E in alcune situazioni mi era capitato di assistere a derisioni nei loro confronti, più o meno velate; ecco, questo sì era un comportamento non certo onorevole, e di sicuro non certo degno di persone che si definiscono “amici” (hai letto la nostra guida “Come evitare di soffrire per amore e trovare l’uomo giusto”?  Nella guida affrontiamo anche questo problema, ossia di come sia fondamentale liberarsi di persone tossiche, che non sono veri amici. Se non lo hai ancora fatto, scarica il report a questo link: https://goo.gl/f7pdU3 ).

Fatto sta che, non so come, uscì fuori un certo discorso e qualcuno chiese alla coppia “sfortunata”: “Come vi siete conosciuti?”

Lui iniziò a raccontare.

Andavamo entrambi all’università. Quel giorno entrai in un bar e, appena entrato, la vidi. La notai subito: lei era seduta là, in fondo al bancone, con la testa china sui libri, stava studiando… Poco dopo alzò lo sguardo e appena la guardai, fu un attimo, un colpo di fulmine, era così bella… Mi andai a sedere vicino a lei e…

E tutto il resto è storia, direbbe qualcuno.

Ma la cosa più commovente di questa storia, è il suo sguardo. Ossia lo sguardo di lui mentre raccontava questo aneddoto: gli occhi gli rilucevano! Dal momento in cui aveva iniziato a ricordare la scena del loro primo incontro, il suo sguardo si era acceso di una luce piena di ammirazione, colma di gioia.

Tutti lo avevano notato, tutti avevano visto i suoi occhi brillare.

E infatti la sua dichiarazione – neanche a dirlo! – suscitò l’ilarità generale. Risolini in sottofondo e qualcuno che sghignazzò: “Bella?” Era un’evidente derisione all’aspetto fisico di lei, non propriamente da top model.

Io invece ne rimasi commossa. Pensai che non solo era bellissimo ciò che aveva detto, ma anche così estremamente raro. Quanti di quei commensali che lo sbeffeggiavano potevano vantarsi di provare o di aver mai provato un sentimento simile?

Sì, lo so, probabilmente la loro era tutta invidia.

O forse no, non era solo questo: c’era anche un’annidata convinzione che certi sentimenti, certe romanticherie siano robe infantili, da commediole Disneyane. Le persone adulte, quelle serie, non si fanno sconvolgere dal romanticume, non sono più disincantate, loro sì che provano l’amore “maturo”, quello pragmatico.

Notate una certa acidità e criticismo nel tono in cui scrivo? No, non è una vostra impressione! 😉 La mia è difatti una critica, e neppure troppo velata.

Forse dopotutto la loro era solo una reazione di difesa per costringersi a non guardarsi dentro e continuare la loro farsa. Sì perché, mi duole ammetterlo, ma molte di quelle coppie erano coppie solo di facciata. Chi come me sa cosa vuol dire amare davvero ed avere una relazione appagante, si rende subito conto di chi non è davvero felice. Alcuni stavano insieme anche già da molti anni, ma il motivo che li teneva assieme non era l’amore, ma trascinavano la loro relazione per abitudine o per interesse o anche per semplice pigrizia e mancanza di voglia/coraggio di mettersi in discussione. Dopotutto “ormai erano sistemati”…

La cosa che più mi rammarica è che c’erano pure coppie giovani fra di loro, eppure già così rassegnate.  Giusto qualche giorno addietro, uno di loro mi aveva chiesto: “Ma tu e tuo marito sembrate ancora innamorati, nonostante che siete sposati da un po’…”

“Sì, è così infatti. Io lo amo ancora come il primo giorno!”

“Beata te! Ehh, cosa ci vuoi fare, io ormai vado avanti per inerzia…”

Avevo notato che lui e la sua compagna (e sua futura sposa) non erano esattamente la coppia dell’anno, ma rimasi comunque un po’ perplessa e stranita. Dopotutto non aveva neppure trent’anni! Ed era già così deluso dalla vita, così rassegnato da accontentarsi di una persona di cui si era già stufato? Davvero non sono mai riuscita a capire questo modo di ragionare. E non parlo di allora che ero felicemente sposata, ma non l’avrei capito neppure prima, negli anni addietro quando avevo anch’io più o meno la sua età ed ero single (o zitella, come si diceva). Non sarei mai stata disposta a barattare la mia libertà con una finta relazione. Che me ne facevo? E lui perché aveva già deciso di precludersi a priori ogni speranza di felicità? Davvero pensava che quello fosse il meglio a cui potesse aspirare? Che non ci potesse essere una felicità più grande che lo attendeva? La cosa mi aveva intristito molto.

E quando l’uomo dagli occhi luccicanti, colmi d’amore, finì di raccontare la sua storia, il paragone tra lui e gli altri fu subito lampante ai miei occhi e pensai immediatamente: “Quanto poco amore che c’è in giro!”

E, alla fine, loro che sembravano la coppia più sfigatina di tutte, erano in realtà i più fortunati e i più felici.

Per Natale, il mio regalo è dunque questo:

Vi auguro di trovare un Amore così. 

Un Amore Vero, sincero, disinteressato. Qualcuno che vi guardi con gli occhi luccicanti d’amore. Dopotutto la bellezza è negli occhi di chi guarda, e questo non è solo un luogo comune, come ripetiamo spesso qui sul sito (leggi quest’articolo).

Lo so, sono stata terribilmente stucchevole. Ma dopotutto è quasi Natale, sono scusata. Anzi, oserei dire che essere sdolcinati è quasi d’obbligo! 😉

 

Un sincero augurio di un caloroso Natale,

Ci sentiamo dopo le feste!

Monica

“Credo che nella vita, ognuno di noi possa incontrare l’altra metà della mela. Purtroppo spesso rivolgiamo la nostra attenzione verso persone non proprio adatte a noi. Questo ci porta a sprecare tempo ed energie.”

Parto da questo ritaglio di un articolo letto ieri sul web perché da questa frase ho avuto lo spunto per parlarvi dell’argomento di oggi.

Il sito in questione è un sito che parla di magia e offre rituali per trovare l’anima gemella, ma anche se non credete in queste cose (predestinazione, magia, religione…) poco importa al fine della questione. Perché, a prescindere dal fatto che voi crediate o meno nel destino, questo è un buon precetto di cui tener conto, una buona pratica da adottare.

Troppo spesso capita di fissarsi su delle persone che non ricambiano la nostra passione/infatuazione; ciò, oltre a crearci frustrazione, in realtà ci allontana tantissimo dal reale obiettivo: trovare il Vero Amore. Se corri dietro a chi non ti caga, rischi di perdere chi potrebbe essere davvero importante per te.

Se anche riuscissi a ottenere l’uomo che desideri in questo momento, ma che in realtà non è la persona giusta per te, la gioia sarebbe solo momentanea, perché a lungo andare questo rapporto ti porterebbe solo infelicità. Ecco perché nel mio ebook spiego perché “conquistare significa essere sconfitti”.

Quindi perché affannarti tanto? Perché sprecare tempo ed energie dietro a qualcosa che in fondo non ti meriti, che non è un bene per te?

Tornando alla frase di apertura, immagina per un momento che sia vero, che davvero là fuori da qualche parte esista per te l’anima gemella, la tua metà della mela che ti sta aspettando. Come ti comporteresti?

È il trucco del “come se“: comportati come se davvero qualcuno ti stesse aspettando dietro l’angolo, come se ne fossi sicura. Cosa faresti se avessi la certezza che c’è qualcuno di speciale destinato a te?

Innanzitutto appena incontri qualcuno che in qualche modo ti delude o ti maltratta o ti fa patire, capisci subito che non è quello l’uomo per te! 

Tutto ciò ha degli incredibili vantaggi: 

  1. Non perdi tempo. Perché dovresti sprecare delle energie con qualcuno che hai già capito non essere quello giusto? Il Vero Amore ti sta spettando e tu davvero vuoi correre dietro a una mezza calzetta? Ma ti pare il caso? Con tutte le cose utili e costruttive che ci sono da fare nella vita, vuoi davvero sprecare il tuo tempo per pensare a quali sono le vere intenzioni di costui? Stare a rimuginare se ti sta prendendo in giro o magari si vede con delle altre. E anche se fosse? A te che importa? Intanto non è lui l’uomo destinato a te!
  2.  Non vai in sbattimento. Ovvero non ti struggi inutilmente per niente! Non ti fai mille problemi, paranoie sul perché non ti ha richiamato, sul perché non ti considera, o sul fatto che dà più attenzione al criceto del suo vicino che a te! Tutte queste sciocchezze non avranno più la minima importanza per te, perché intanto saprai con certezza che provengono da una persona che non ha alcuna importanza nel tuo futuro! Non è lui quello destinato a renderti felice! Sai già che è solo un passatempo, una cotta momentanea, quindi perché struggersi per qualcuno che non conta niente? Il fatto che lui non ti abbia considerata, non deve avere più alcun valore per te, è solo un dettaglio, una cosuccia da nulla, di nessuna importanza.
  3. Non ti commiseri. Non ti fai prendere dall’ansia sul “perché capitano tutte a me”. Tu non sei una povera disgraziata, non sei né più infelice, né più sfortunata delle altre. Sono tutte sciocchezze! La tua non è sfortuna, è attesa! Come potrebbe essere sfortuna essere riuscite a sbarazzarsi di un uomo che è inutile? Di un intralcio, di qualcuno che a lungo andare ti avrebbe reso infelice, se non addirittura avrebbe ostacolato la tua carriera o rovinato i tuoi piani. Pensa se fra qualche anno lui si intromettesse tra te e il tuo progetto, magari il sogno di una vita? Può essere anche una cosa semplice, non vuol dire fare l’astronauta o diventare una diva del rock, mi riferisco anche a un semplice progetto di comprarti una casetta in campagna o avere dei figli. Pensa se lui non li volesse! Ti sentiresti davvero così sfortunata ad aver perso un uomo così o la reputeresti la più grande botta di c**o della tua vita?!

Come puoi notare, è tutta una questione di prospettive. Vedere le cose da un punto di vista di verso, ti aiuta ad essere più serena.

Il tuo atteggiamento mentale sarà positivo e ti sentirai più rilassata, evitando di commettere quegli errori che fanno scappare gli uomini di valore (vuoi sapere quali sono questi errori che sicuramente commetti senza neppure accorgertene? Scarica il mio REPORT GRATUITO: SEDUZIONE PSICOLOGICA – I 3 SEGRETI per conquistare l’uomo dei tuoi sogni  ). E sai perché tutto questo accadrà? Perché avrai automaticamente la certezza che anche se non era lui l’uomo destinato a te, non ti devi preoccupare, quello per te c’è, ma devi ricordarti che ogni giorno che passi con uomini sbagliati, ti allontana sempre più da quello giusto, perché ti avvelena, ti imprigiona dinamiche sbagliate che, invece di farti evolvere, ti fanno retrocedere. E quando avrai chiuso questa relazione dannosa, ne sarai rimasta avvelenata e ti ci vorrà un po’ per riuscire a disintossicarti. Insomma ogni secondo di più dietro all’uomo sbagliato ti riporta indietro e dovrai fare un sacco di sforzi per tornare al punto di partenza.

Lo so, lo so: potresti farti prendere dallo sconforto del “Sì, vabbè, ma quando arriva?”

Arriverà al momento giusto, quando sarai pronta.

 

Sembra un discorso da predestinati (aspettiamo “l’eletto”), lo so, ma in realtà ha un significato molto più pratico e tangibile. Quando dico “devi essere pronta” non mi riferisco al fatto che tu debba fare delle scoperte esistenziali sulla vita e sul senso dell’universo, ma più terra terra devi maturare le capacità di gestire un rapporto. Se non sai come affrontare una lite, ad esempio, come farai quando ti troverai inevitabilmente a litigare? Sai comunicare nel modo giusto? Sai gestire i conflitti in modo costruttivo?

Se sei ancora imprigionata nei tuoi blocchi infantili, come puoi pensare di costruire una relazione sana se prima non risolvi le questioni aperte con te stessa?

Perciò sai cosa ti dico di fare?

PORTATI AVANTI!

COMINCIA  ORA!

Inizia a metterti in discussione e a capire i tuoi errori.

Se non sai da dove partire, ti consiglio di iniziare dalla mia guida gratuita!

Più sarai evoluta nella tua crescita personale, prima l’uomo adatto a te arriverà.

 

Fammi sapere cosa ne pensi di questo articolo qui nei commenti o tramite un messaggio privato a sharazad@ilveroamore.it

 

In bocca al lupo!

Sharazad

 

Se vi è mai capitato di leggere articoli che riguardano la passione e la sua durata all’interno della coppia, vi sarete resi conto che le maggiori testimonianze e anche gli esperti dicono che essa non dura molto: secondo gli studi scientifici si esaurisce entro un anno o al massimo un paio d’anni! In pratica “La reazione chimica che si produce nel cervello durante l’ innamoramento si affievolisce con il trascorrere dei mesi, scomparendo del tutto entro un anno”. Secondo questa indagine poi la prospettiva sarebbe davvero desolante: una vita di coppia fatta di rassegnazione, senza più alcuna passione, ma caratterizzata da un rapporto modalità timbrare il cartellino. Insomma gli studi scientifici, a quanto pare, confermerebbero con certezza che la passione dura poco, che dopo un po’ la tempesta chimica di ossitocina o qualsivoglia elemento chimico dell’amore si affievolirebbe e buonanotte al secchio! Al massimo rimarrebbe un’intesa affettuosa, una simpatica accettazione o roba simile.

Ovviamente non sono d’accordo!

Non voglio certo mettere in dubbio gli scienziati, ma semplicemente quello che hanno studiato loro non era Vero Amore! L’innamoramento, in effetti, non dura tanto, hanno pienamente ragione! Ma l’amore vero no! Il Vero Amore, per sua definizione, non solo dura nel tempo, ma è anche passionale!

Il nocciolo della questione, la soluzione al busillis, è il seguente:

ESISTONO DIVERSI TIPI DI AMORE

MA SOLO UNO È VERO AMORE

Se avete già letto altri nostri articoli, saprete che io e Sharazad abbiamo un’idea piuttosto intransigente sull’Amore & passione, ossia siamo convinte che non possa esistere l’uno (l’Amore) senza l’altra (la passione), mentre può tranquillamente esserci sesso senza amore (come scrissi in questo post). L’Amore senza sesso invece non esiste semplicemente perché non è Amore! Vi ricordate quando all’inizio abbiamo fatto la distinzione tra amore con la a minuscola e Amore con la A maiuscola? Ecco, l’amore senza passione non è un Vero Amore, ma solo una tipologia minore di esso, come spiegato egregiamente dalla teoria triangolare di Sternberg. In pratica l’amore si comporrebbe di tre parti: INTIMITÀ – PASSIONE – IMPEGNO. A seconda della composizione di queste tre parti, ci si trova di fronte a diversi tipi d’amore: ad esempio, se nella coppia è presente solo la passione si tratta di infatuazione; se ci sono passione e intimità è amore romantico, ecc…

 

teoria triangolare dell'amore di sternberg

 

Le tre forme di amore senza passione sono: l’amore vuoto (solo impegno), il sodalizio d’amore (intimità+impegno) o la simpatia (intimità). Nell’ultimo caso, io non la considero nemmeno amore ma appunto sono due amici o due persone che stanno insieme perché non hanno niente di meglio da fare! L’amore vuoto invece è quello che più mi dà da pensare, perché fin troppe volte ho visto – tra amici e conoscenti – questi casi! Ovvero persone che stanno insieme solo perché devono farlo! Non solo è svanita la passione, ma persino l’intimità! Non condividono nulla, non hanno nulla in comune, ma stanno insieme solo perché “glielo ha ordinato il dottore”! Cioè perché non devono deludere la società, la famiglia, le apparenze… Stanno insieme per gli altri, anziché per sé stessi. Ma allora la domanda è: stai cercando il vero amore o una sistemazione? Vuoi contrarre il matrimonio per poter avere lo status sociale di sposata, per potertene vantare con le amiche? Ti svelo una notizia bomba: non siamo più nell’800! Ci si può realizzare anche in altri modi! Sai quante coppie stanno insieme perché sì, per i figli, o per l’affitto/spese/casa in condivisone o semplicemente per pigrizia? Ormai hanno fatto un patto, si sono prese un impegno e ci devono stare! Manco avessero firmato un contratto col diavolo! Nei casi più gravi hanno solo questo in comune: il progetto, la missione di stare insieme a tutti i costi (a vuoto), senza aver e aver MAI avuto nulla da spartire (ma magari erano troppo giovani e ingenui per saperlo); negli altri casi c’è almeno un minimo di intimità, di sensibilità comune, di affetto (sodalizio d’amore): vuol dire che almeno avevano qualcosa in comune all’inizio, ma non erano abbastanza maturi da coltivarlo e quindi piano piano è svanito, oppure già all’inizio non c’era abbastanza feeling sessuale, era una coppia affettuosa, con buoni propositi ma mancava di energia sessuale, di feeling erotico e anche qui, per un’incomprensione di valori, hanno frainteso questa loro reciproca benevolenza e affetto con l’amore, unito alle buone intenzioni di crearsi una famiglia, di avere un futuro stabile… insomma erano entrambi affetti dalla sindrome del bravo/a ragazzo/a.

Al giorno d’oggi – per fortuna! – forse si è meno propensi ad accettare situazioni di questo tipo; alcuni pensano che sia un male perché la gente vuole tutto e subito, vuole la pappa pronta e non è più disposta a lottare. Ma io non credo proprio sia così. Per me invece è un segno positivo: non è che prima le persone stavano insieme perché erano più brave a risolvere i conflitti all’interno della coppia, erano semplicemente più rassegnate!  Vuol dire che quando si sposavano, erano consapevoli che se lo dovevano tenere (!) in ogni caso. Non avevano molte alternative. Quindi non è che stavano insieme perché erano più felici, ma perché non potevano fare altrimenti! E bisogna rendersi conto che ciò non ha nulla di invidiabile! Altro che bei vecchi tempi andati… Ma lasciamoli andare! Al giorno d’oggi invece le persone, se non sono felici in un rapporto, hanno – giustamente! – il desiderio (e anche il diritto!) di ricominciare da capo, di avere un’altra opportunità. Ma bisogna essere pronti a coglierla, sennò si finirà per rifare gli stessi errori.

L’amore vuoto e l’amore-amicizia (o sodalizio d’amore) sono le due tipologie di amore senza passione! Come dicevo all’inizio, purtroppo anche la scienza dà man forte ad accreditare l’ideologia che purtroppo l’amore è così e non ci si può fare nulla, ovvero la passione dopo un po’ svanisce e ci si deve accontentare. Bisogna farsene una ragione! Ma io e Sharazad non siamo d’accordo. Soprattutto io, con una relazione di più di 30 anni alle spalle, e una passione coinvolgente e vitale come il primo giorno, non ci sto. Dico che non è vero. E la psicologia mi dà ragione. Mi dà ragione Sternberg quando dice che l‘AMORE PERFETTO si compone di intimità+passione+impegno. Semplicemente quando vediamo che la passione svanisce era perché non si era di fronte a questo tipo di amore! Era solo un’infatuazione che dopo un po’ è scemata, oppure coppie che fin dall’inizio non hanno mai avuto grande passione perché stavano insieme solo per fattori emotivi, o una coppia romantica, non unita da un forte progetto comune!

Tornando alla domanda iniziale: la passione finisce dopo qualche anno?

NO!

Se è Vero Amore, no!

Sennò non eravate di fronte a un amore vero ma a un’altra delle 6 casistiche enunciate da Sternberg! Sternberg dice: “L’Amore Vero (che lui chiama Vissuto) si verifica raramente”, io e Sharazad diciamo: “Ciò è vero, ma solo perché le persone non sono pronte! Non sono abbastanza mature, evolute, per un rapporto del genere”. Non è questione di sfiga, è questione di crescita personale, di capacità relazionali.  Ed è proprio ciò che scoprirete a mano a mano in questo sito: come lavorare su voi stessi per diventare persone degne di Vero Amore, perché l’Amore Vero non si trova sotto un albero, ma bisogna meritarselo!

La gente pensa che sia impossibile vivere l’Amore Perfetto perché alla maggior parte delle persone non succede di trovarlo. E allora io vi chiedo: la maggior parte delle persone è in grado di disputare gare agonistiche? La maggior parte di voi è capace a fare una rovesciata su una trave? No? Allora dovrei dedurre che è impossibile. Ma sappiamo che non è così. La maggior parte di noi non è in grado di fare le cose in cui non si impegna abbastanza, o che addirittura non ha mai fatto in vita sua o che nessuno gli ha mai insegnato come fare! È questo il concetto che vogliamo divulgare su questo blog: molte persone non trovano il vero amore perché non sanno come fare, non sono in grado, nessuno hai mai mostrato loro il COME! Perché ricordatevi che l’Amore, è vero che non è per tutti, ma non è una questione di fortuna o sfortuna, il fatto è che bisogna esserne all’altezza! Bisogna essere maturi ed evoluti per due motivi: per incontrare persone altrettanto mature, altrimenti incontrerete solo degli irresponsabili, superficiali o stupidotti; per saper gestire i problemi e le avversità nel modo giusto. Confermo che l’amore non sia idilliaco, non sia sempre tutto rose e fiori, ma non significa che non ci sia passione, non significa che ci si accontenti di un’amicizia o di un amore vuoto, non significa vivere una vita rassegnata. Significa saper affrontare le asperità della vita col giusto grado di maturità, consapevolezza, propositività e ottimismo.

 

Cosa ne pensi di quello che ho appena detto? Sei d’accordo? Hai qualche perplessità? Fammelo sapere nei commenti qui sotto! Oppure scrivimi in privato a: monica@ilveroamore.it

maialino rose cuoreÈ già da qualche giorno che ho letto questa notizia ma non sono riuscita finora a scrivere l’articolo dedicato che volevo perché sono impegnata nell’altro progettino di cui vi ho accennato due settimane fa: la guida gratuita per trovare il Vero Amore. Quindi abbiate pazienza con me: sto lavorando per voi! 🙂

Tornando alla notizia linkata sopra, in pratica la ragazza protagonista di questa orribile storia è Sophie, un’inglese che in vacanza a Barcellona conosce un certo Jessie, un olandese anche lui in vacanza. (E poi ci dicono che solo gli italiani sono maschilisti e arretrati, mentre i nordici sono così “a modo”, evoluti, “civili“- citando Checco Zalone in Quo Vado?) Fatto sta che i due finiscono e letto e mesi dopo lei va ad Amsterdam per incontrarlo e lui, come calorosa accoglienza, le manda un messaggio con scritto: “You were pigged!”. Sei stata maialata, alla lettera, che in italiano ovviamente non ha alcun senso. Il modo di dire nasce da uno spassosissimo gioco di ultima moda denominato “Pull a pig”: in pratica un gruppo di ragazzi si diverte ad abbordare una ragazza grassa e brutta, fingendo di corteggiarla, il tutto per deriderla e prenderla in giro. Ma che buontemponi! Questo sì che è divertimento sano e genuino! A parte la disgustosa meschinità e la pochezza di chi si diverte con scherzi del genere, (che non sono affatto innocui – ci terrei a ribadirlo –  ma possono, oltre che umiliare pesantemente la vittima, anche lasciare cicatrici indelebili, possono creare traumi pesanti e colpi devastanti all’autostima) sono esseri inutili che non hanno di meglio da fare nella vita e non si rendono cinto di quanto sia bella e di quante cose fantastiche e produttive si possano fare, dubito che creeranno mai qualcosa di utile nella loro esistenza. In pratica consumano un sacco di ossigeno prezioso.

Innanzitutto, complimenti alla ragazza che ha denunciato! Non è per nulla facile avere la forza per fare una cosa del genere, dire davanti a tutti di essere stata presa in giro e umiliata in quel modo. Ci vuole una certa forza d’animo e coraggio (quello che i vili che fanno questi odiosi “scherzetti” non hanno affatto!). A quanto pare, la ragazza in questione non era così vulnerabile come pensavano quei furbastri di Jessie & Company. Ora il povero Jessie si lamenta che questa storia gli sta rovinando la vita! Oh mio Dio, poverino! Pensa un po’, caro Jessie, a quante vite avresti potuto rovinare tu se invece Sophie non fosse stata così forte? E fosse magari caduta in depressione o cose simili… Be’, sai che ti dico? Se sei colpevole, ti sta bene! A quanto pare il Karma esiste. È il minimo che ti possa succedere, prima o poi dovevi imparare che ogni azione ha delle  conseguenze.

Ma la prima riflessione che mi è venuta in mente e voglio condividere con voi perché trovo estremamente costruttiva, è la seguente: come mai una ragazza è disposta ad andare così lontano per un ragazzo che non conosce nemmeno? 

Ha avuto solo una storia di una notte  poco più, poi non si sono visti per mesi, forse sentiti via SMS, ok, ma… Quanto sapeva realmente di lui? Quanto poco si conoscevano? Come fa ad esserle “partita la brocca” per un semi-sconosciuto?

In realtà io ormai vedo solo il ripetersi di film già visti, dinamiche che, nelle loro varianti, sono sempre uguali, ripetono uno schema già visto.

Ormai vedo schemi, schemi ovunque!

Però è vero, quando entri in un’ottica di pensiero, cose che prima non notavi o ti sembravano scontate, ora cominci a vederle sotto una luce diversa, le inquadri per ciò che realmente sono, riesci a intravedere le trame sottostanti, intuisci le vere motivazioni, emozioni e sentimenti che si celano dietro.

Ora vi svelerò il meccanismo sottostante, di cui spesso anche chi lo mette in pratica non è consapevole. Inconsciamente, a istinto, il carnefice fiuta subito la vittima ideale, anche se non sa bene dire il perché. Di primo acchito potremmo pensare che la motivazione che lo spinge a farlo sia solo una questione di bellezza: quelle belle se la tirano e non ti considerano, non ti danno ciocco, quelle brutte sono facilmente abbordabili e suggestionabili. La bella dice di no perché ha tanta scelta, sa che può avere di meglio e quindi sceglie il meglio; la brutta invece è più di bocca buona perché ne ha poca, quindi chiunque le sembrerà un ragazzo carino.

Sì e no.

Questo è parzialmente vero, ma è solo una spiegazione superficiale.

In realtà sono dinamiche che si annidano più in profondità, nell’autostima.

La differenza tra i due tipi di ragazza è invece la maggior vulnerabilità, l’ingenuità dovuta all’inesperienza che ti rendono maggiormente manipolabile.

Il primo pensiero che scatta è: “WOWWOW! Un ragazzo che ci prova con me, finalmente! Uno che mi trova carina!” Invece di pensare:  “ok, questo ragazzo è interessato, ma a me interessa? Mi piace davvero, io lo avrei mai cercata? È carino, ok, ma oltre a questo? Davvero voglio prendermi la briga di correre dietro a uno che sta in Olanda? Come diavolo posso mandare avanti una storia del genere?”

Vi sembra troppo razionale? Ma infatti lo è! Per quello nella mia guida “Come conquistare l’uomo giusto per te” ti spiegherò come usare la razionalità e la lucidità sia fondamentale per trovare l’Amore!

L’avventura di una notte ci poteva stare, ma il resto non ha senso.

Ora purtroppo non ci è dato di sapere se lui ha continuato a oliare il meccanismo, mandandole continui messaggi d’amore e spergiurandole il suo amore eterno, o lei ha fatto tutto da sola e si è fatta un film mai visto senza alcun presupposto. Conta poco al fine della mia analisi perché queste cose succedono continuamente: donne che creano imperi, storie d’amore epiche sul nulla, solo fantasticando su uomini che hanno visto una volta e – come in questo caso – con cui si sentono a distanza. Questa poi è la pecca del nostro secolo. Gli amori a distanza, da chat. Scrivono messaggi smielati, magari non si sono mai visti neanche una volta dal vivo, e niente loro partono con gli inviti per il matrimonio.

Ma tutto ciò a cosa è dovuto? Come mai si attivano certi modus operandi tipici delle donne?

Innanzitutto, una delle motivazioni principali è il troppo valore che la società dà alla bellezza. Come ho già spiegato dettagliatamente in questo articolo sulla bellezza, e anche in quest’altro sulla maternità, per le donne essere belle non è solo una questione di vanità, ma proprio di valore a loro riconosciuto. Se sei bella, vali! Sei importante, sei qualcuno.

Ma oltre alla società, c’è un sentire, un modo di pensare tipico delle donne, ovvero la convinzione di non essere nessuno se non si ha un uomo, sentirsi donna a metà, poco realizzata. Ora avere un compagno è un sentimento giusto e legittimo, ma non a qualsiasi costo. Non chiunque. Non quello che ci fa andare in fibrillazione ma che ci tratta di merda! O che esiste solo nella nostra testa. Per carità! Non deve essere un’ossessione.

E soprattutto, alla base c’è l’assunto che il nostro valore dipenda dal valore che ci dà un uomo. Se piaciamo a tanti uomini valiamo, se un uomo è interessato a noi, allora vuol dire che siamo interessanti.

NO!

Noi valiamo a prescindere!

Quello che ripeterò fino alla nausea in questo blog: non è la quantità che conta, ma la qualità. Non importa piacere a tanti, ma a chi ci piace; non a chiunque, ma a chi ci merita, chi è un uomo di valore. Scusa ma che cavolo me ne faccio di piacere a uno che so che è un coglione?! Ma morisse!

E poi c’è l’evoluzione di questo delizioso scherzo: ci sono quelli che arrivano a portarsi a letto una che per loro è brutta, per poi sussurrarle – nel mentre del rapporto sessuale – frasi umilianti, tipo: “Sei un cesso, sei una cicciona” o robe simili. Ma che razza di sfigato sei?! E tu, ragazza, dovresti offenderti per uno così?! Ma a uno così è da ridergli in faccia! “Io sarò anche brutta, ma tu pensa che razza di coglione sei che vai a letto con una che non ti piace; devi essere proprio un fallito oltre che uno sfigato cronico!”

Per favore, non sprecate tempo con certe nullità, avete una persona più importante a cui dovete portare rispetto, di cui dovete prendervi cura, di cui vi dovete preoccupare e che vi deve stare davvero a cuore ciò che fa e che pensa: … voi stesse!

 

 

Qualche giorno fa su un gruppo Facebook che frequento è uscita un’annosa questione. Stava girando un video scherzoso su come una donna deve approcciare un uomo, e la comica protagonista del video diceva che la donna non deve fare il primo passo perché, si sa, l’uomo è cacciatore… Apriti cielo: un sacco di commenti indignati su quanto il video fosse da medioevo e riproponesse stereotipi antiquati… Ma avevano ragione? Davvero queste regole sono antiquate e alle soglie del 2017 noi donne possiamo fare il primo passo oppure siamo rimasti all’epoca Flinstoniana in cui gli uomini vanno in giro con la clava in cerca di una preda? Chi aveva ragione: il video o il gruppo?

Entrambi e nessuno dei due! 😉

Diciamoci la verità: essere definita una preda sinceramente non mi piace proprio! >:( Non lo trovo per nulla edificante per una donna essere considerata alla stregua della cacciagione. Non solo, ma se questo concetto funzionasse solo perché agli uomini piace rincorrere, ovvero secondo il principio che desideri ciò che non hai e rincorri ciò che ti sfugge, be’ allora dovremmo fuggire per sempre! Perché sennò una volta che hanno raggiunto il loro obiettivo, dopo un po’ si stuferebbero e andrebbero a cercare qualcos’altro (cosa che per altro spesso succede! 😉 )

E allora? Sharazad mi stai dicendo che chi se ne frega, siamo nel 2017, quindi una donna ormai può fare il primo passo senza problemi e lanciarsi alla conquista di un uomo sfacciatamente?

Ehm… in realtà NO!

Ma… come, come? Hai appena detto…

Ho detto che non credo nella dinamica cacciatore-preda ma non significa che consiglio a una donna di fare il primo passo per conquistare un uomo.

In realtà per motivazioni sociologiche e psicologiche ben più complesse di una sciocca spiegazione pseudo-biologica (ma davvero?!) che rivanga convinzioni dell’era neolitica.

Allora partiamo dal presupposto che la mia ideologia di base è che la maggior parte delle differenze di comportamento tra uomo e donna sono di origine culturale e non biologica (la biologia e gli ormoni influiscono in minima parte sul nostro comportamento). Questa non è una teoria che mi sono inventata campandola per aria, ma è un assunto evidente (oserei dire lampante) se si hanno un minimo di conoscenze in sociologia e antropologia culturale. Soprattutto quest’ultima ha dimostrato come popolazioni con culture molto diverse da quella occidentale hanno modelli di comportamento maschili e femminili abissalmente diversi dai nostri, a volte addirittura opposti (ovvero caratteristiche comportamentali che per noi sono considerate maschili per alcune popolazioni sono femminili). Ma senza andare tanto distante, basta pensare al calcio. Uno sport che in Italia è seguito maggiormente da un pubblico maschile: dovremmo pensare che è insita nel loro DNA la passione per questo sport? E le donne sono naturalmente portate a capirci poco o niente? Smontare questo ragionamento così sciocco e semplicistico, è facilissimo: basta pensare alla nostra mitica e osannata America! Negli States il calcio non se lo caga nessuno e anzi – udite, udite! – è seguito e praticato maggiormente da un target femminile! In realtà le diverse tendenze di comportamento che effettivamente riscontriamo tra uomini e donne, sono solo frutto dell’imitazione. Intorno ai 3 anni, quando i bambini cominciano ad essere consapevoli del proprio sesso, scatta questa fase in cui, tradotto in parole povere, la bambina imita la mamma e il bambino il papà, e da grandi, quando saranno più influenti i coetanei dei genitori, i maschi imiteranno i maschi e le femmine faranno ciò che fanno le altre femmine, continuando a riprodurre modelli di comportamento tipici del loro sesso. Insomma uomini e donne imparano a diventare tali, non ci nascono.

Che c’entra tutta questa pappardella con il primo passo per sedurre un uomo?

Ci arrivo, ci arrivo…

Tutto ciò ha diverse implicazioni nelle dinamiche di seduzione.

  • ciò che ci si aspetta dall’altro sesso
  • convinzioni e credenze (spesso false) sull’altro sesso
  • capacità di seduzione mai apprese

Vediamo questi aspetti nello specifico.

Innanzitutto la reazione dell’uomo che vuoi conquistare è molto soggettiva, dipende da che tipo di uomo è, dalle sue convinzioni profonde sulla seduzione, sulle relazioni e sulle donne. Potresti trovarti davanti all’uomo fermamente convinto che il primo passo spetta a lui. In questo caso vedrebbe il tuo tentativo di approccio come invadente, come una che non rispetta i canoni, una che fa cose strane, una che ha una confusione in testa sui ruoli, una che non si lascia desiderare, e a un tipo di uomo così questo tipo di donne non piacciono. Sì con questa categoria di uomini potrebbe persino valere la spiegazione di uomo cacciatore e donna preda, perché a questi personaggi effettivamente piace inseguire e corteggiare. Ma questa è solo una tipologia d’uomo! Non è che tutti gli uomini siano così! In effetti questo stile è per gli uomini tradizionalisti (per non dire maschilisti, in certi casi), e se anche tu sei una tradizionalista, un uomo così potrebbe anche piacerti. Solo che be’, se lo fossi, probabilmente non saresti qui a leggere questo articolo perché a chi ha avuto una forte educazione tradizionale, voglio dire, l’idea di fare il primo passo manco le viene in mente! Perché lei sa bene che questa è una cosa da uomini, quindi se lui non approccia per primo non è un vero uomo. Ora questa convinzione vale da entrambe le parti: così come alcune donne non apprezzano la mancanza di iniziativa perché la reputano poco “maschile”, alcuni uomini non apprezzano per lo stesso motivo – lo dico in un modo un po’ crudo – le donne che non stanno al loro posto! Certo, detto così, per come sono fatta io, mi verrebbe proprio voglia di provarci per prima: così escludo a priori questo tipo di personaggi maschilisti che di certo non fanno per me. Anche perché se uno invece accetta le avance di una donna, allora vuol dire che è di mentalità più aperta e più compatibile con me.

Questo è il motivo che mi ha sempre portata a fregarmene delle convenzioni e a provarci per prima. Dopo tutto se io voglio una cosa me la prendo, no?

Be’, in realtà non è così semplice, ci sono altre dinamiche che comunque rendono questa mossa azzardata in ogni caso.

Anche se ci troviamo davanti a un uomo che non ha una concezione così rigida dei ruoli, è comunque probabile che faccia il seguente ragionamento: “Se fossi una donna davvero affascinante non ci proveresti, se lo fai è perché sei disperata!” Anche chi non è così rigidamente ancorato ai ruoli e non è nei fatti tradizionalista, comunque, anche se inconsciamente, tenderà a fare questo ragionamento. Anche qui l’esperienza, o il luogo comune, ci insegna che le donne più belle, o comunque più desiderate, hanno una stregua di corteggiatori che ci provano subito appena si siedono o si trovano in qualche locale (anche se poi in effetti, non è sempre così, specialmente al giorno d’oggi, però diciamo che questa è la realtà percepita). È però un dato di fatto che, sempre per il solito discorso che convenzionalmente spetta all’uomo il primo passo, sarà comunque probabile che una donna molto attraente riceva sempre un sacco di proposte. In realtà non è detto perché anche se sei bellissima ma stai sempre in casa, non ci prova nessuno lo stesso, non è che gli uomini ti si calino dal tetto! Oppure non è detto che quelli che ci provano ti piacciano, magari sei di gusti difficili e ti interessano pochi uomini, perciò quando ne vedi uno che – miracolosamente! – ti piace, di certo non vuoi fartelo scappare. Ma poco conta quali siano le tue reali motivazioni, conta ciò che l’altro percepisce di te! Perciò, se tu fai il primo passo, scatta l’equazione: se ci sta provando con me, significa che non se la fila nessuno! In pratica è una sfigata, altrimenti starebbe comodamente seduta ad aspettare le mie avance. Un uomo non capisce perché dobbiate sbattervi a provarci voi, quando potete tranquillamente stare sedute e aspettare che gli uomini si fiondino su di voi come api sul miele.

Anche se di primo acchito gli sembrate carine, vi guarderà con sospetto… “Uhm… che trucco c’è sotto?” Se non può può pensare che siete brutte perché vi trova esteticamente attraenti, allora penserà che siete pazze; in ogni caso, crederà che per qualche motivo, nessuno vi vuole! E la cosa in assoluto peggiore per sedurre un uomo è quello di apparire disperate! Alla disperata ricerca di un uomo per sistemarvi! AAARGGHHHH! Per un uomo, non c’è nulla di meno affascinante di una donna disperata e bisognosa d’amore! Vi rende così poco attraenti!

Ma c’è infine un ultimo punto che può scoraggiare anche gli uomini più aperti mentalmente e anti-convenzionali, anche quelli che non hanno alcun pregiudizio di sorta e che pensano che una donna che ci prova, che fa il primo passo, è semplicemente una donna attratta da loro, né più, né meno. E questo è un motivo di ordine pratico. Sempre collegato a quel discorso iniziale: vi ricordate quando vi ho detto che apprendiamo i comportamenti e gli atteggiamenti tipici del nostro sesso per imitazione? Ecco. Come potremmo mai essere delle brave seduttrici se non abbiamo modelli da imitare? Le donne che hanno successo nella seduzione non sono quelle brave a rimorchiare, a fare il primo passo (al contrario degli uomini, che invece quelli che hanno successo è perché ci sanno fare!), ma quelle che hanno file di corteggiatori sono semplicemente le più belle, che stanno lì e aspettano. Non fanno il primo passo, anzi, non fanno proprio nulla! Non sono delle vere e proprie seduttrici, sono solo belle statuine.

E allora come puoi essere capace ad approcciare un uomo correttamente se nessuno te lo ha mai insegnato, se non hai modelli di riferimento a cui ispirarti? Ne consegue che se non sei capace a fare il primo passo, non lo farai nel modo giusto, commetterai degli errori, esattamente come gli uomini imbranati che ci provano maldestramente. Non è forse vero che quando uno che non ci sa fare attacca bottone, lo trovate estremamente fastidioso o patetico, seppur vi rendete conto che esteticamente non è poi così male? Ecco, agli occhi di un uomo risulterete ugualmente ridicole! Non è un caso che se si chiede agli uomini se a loro piaccia essere abbordati, una risposta comune che salta fuori abbastanza frequentemente è che le donne che lo fanno risultano goffe! Le donne fanno il primo passo, approcciano, in modo maldestro!

 

Bene, capito perché sconsiglio di fare il primo passo? Cosa ne pensi, sei d’accordo? Vorresti però sapere come fare per mostrare il tuo interesse, far capire a un uomo che gli piaci senza risultare ridicola o disperata?

Se sì, allora ho preparato un percorso per te per mostrarti la seduzione passo passo, dal primo incontro al primo appuntamento fino una storia seria e appagante. In cui ti spiego come sedurre l’uomo giusto per te!

Se invece soffri continuamente per amore e non riesci ad attrarre gli uomini giusti per te, è disponibile la mia guida su come attrarre un uomo senza risultare bisognosa.

Fammi sapere il tuo parere nei commenti qui sotto, o scrivimi a sharazad@ilveroamore.it.  Seguimi qui o sulla pagina Facebook!

 

Nello scorso articolo, vi avevo anticipato di raccontarvi come una brutta ragazza è diventata bella. Ok, ma prima di quel post voglio offrirvi questo intermezzo, sempre collegato a quanto le convinzioni negative sulla realtà che ci circonda possano far danni. Anzi, possiamo dire che in realtà parte TUTTO da quello!

Oggi vi parlerò di frasi apparentemente romantiche che invece nascondono dei messaggi terribili!

Un esempio su tutti, un classico dei classici:

TU SEI MIA

Ora questa frase terribilmente romantica è la regina dei pericoli perché è tremendamente ambigua! Esiste un tu sei mia sano che simboleggia un reciproco senso di appartenenza; tu sei mia e io sono tuo appaga il bisogno, il desiderio tipico degli esseri umani di sentirsi importanti, di essere speciali per qualcuno. Non solo, appartenersi l’un l’altra soddisfa anche il bisogno di esclusività: nessuno può entrare nella coppia, il mondo esterno ne è escluso e questo ci fa sentire speciali. E soprattutto sappiamo che c’è qualcuno su cui possiamo contare, qualcuno che ci metterà sempre al primo posto, io per lui vengo prima di tutti gli altri/le altre, sarò la prima scelta.

Questo in teoria è tutto bello, ma dovete stare attente che non si valichi il confine, perché è un attimo trascendere dal senso di reciproca appartenenza al possesso maniacale! Al bisogno di tenere sotto controllo il partner.

Sapete in cosa si traduce? Quando il tu sei mia diventa: tu questo non lo puoi fare! Oppure non puoi farlo senza di me: non puoi uscire coi tuoi amici se non ci sono io, non puoi andare al bar/cinema/biblioteca da sola, ecc… Il tu sei mia diventa proprio: tu sei un mio oggetto, qualcosa di cui dispongo e comando a piacimento, la mia bambolina, sempre a mia disposizione.

La seconda perla di ambiguità è:

LA GELOSIA

Come sopra, la gelosia ci fa sentire importanti, perché vuol dire che qualcuno si interessa a noi. Dopotutto non siamo gelosi di qualcosa o qualcuno di cui non ci frega nulla, ma siamo gelosi di qualcosa che abbiamo paura di perdere, perché pensiamo che da esso dipende la nostra felicità.

Quest’ultima convinzione, ovvero che la nostra felicità dipenda esclusivamente dal nostro oggetto d’amore, è pericolosissima, perché scatena il bisogno di controllo, di possesso: non possiamo perdere qualcosa di così importante, dobbiamo fare di tutto per tenercelo stretto, qualsiasi cosa!

E ciò porta alla gelosia estrema: il ragazzo che ti viene a cercare sotto casa a qualsiasi ora del giorno e della notte, insistentemente; che ti tempesta di telefonate per controllarti ogni singolo minuto del giorno, per sapere dove sei, con chi vai, e non perché semplicemnte vuole sentire la tua voce e gli manchi.

“Tesoro dove sei?”

“Sono con amiche.”

“Ah ok, divertiti!”

Esempio di relazione sana

 

“Tesoro dove sei?”

“Sono con amiche.”

“Sì, ma dove di preciso? Chi sono le tue amiche? Quando torni? Ci sono anche dei ragazzi? Hai già fatto la scema con qualcuno?”

Relazione disfunzionale

 

Il problema è che le ragazzine sono pure entusiaste di un dialogo del secondo tipo, con telefonate esasperanti ed estenuanti. (Che tra l’altro trasudano anche il fatto che il tizio in questione non si fidi di voi, già io mi offenderei solo di quello!) Invece dovete riconoscere i limiti di queste frasi, i limiti della gelosia e dell’appartenenza, i confini da non valicare: un po’ di reciproca appartenenza e di gelosia sono sane, ma il troppo stroppia. Il troppo diventa una relazione opprimente! Invece per ingenuità (nei casi delle giovanissime) o semplicemente per cattiva educazione, si fa un’enorme confusione, si butta tutto nello stesso calderone.

Riassumerò bene il concetto in una frase di un mio amico: “Non devo essere io a dirle di tornare, a darle degli orari, deve essere lei che non vede l’ora di tornare da me perché vuole vedermi!”

La possessività non è AMORE! Né con la A maiuscola, né minuscola! Non sto parlando di Vero Amore (che ovviamente è distante anni luce da questo tipo di relazioni soffocanti e oppressive), ma neppure di cottarella adolescenziale, neppure di infatuazione e innamoramento, tutte queste forme presuppongono un minimo di amore. No, questa è VIOLENZA bella e buona! È desiderio di possesso allo stato puro, che la nostra società con i suoi ideali deformi e malati ha trasformato in manifestazioni d’amore!

Per favore, vi prego, uscite da questa gabbia!

Questa è proprio come una trappola per topi: fingono di darvi del delizioso formaggio e poi – zac! – ecco che ti ritrovi intrappolata in uno schifo di relazione velenosa e distruttiva!

AMORE è LIBERTA’

È lasciar liberi di scegliere, anche di andarsene. Scusate, ma voi vorreste stare con uno che sta con voi perché ci è costretto? Perché qualcuno lo ha obbligato? Ma che senso ha? No perché le basi per un amore sano, per il Vero Amore partono anche da qui. Cioè il consiglio è a doppio senso: non solo non dovete farvi infinocchiare da chi vi promette amore e vi regala possesso, rimanere chiuse in una storia claustrofobica, soffocante, ma voi stesse NON dovete essere possessive e castranti! Se siete assillanti e maniache del controllo non va bene, perché vi dimostrate bisognose e insicure.

Vuoi un’altra? Vuoi lei?

Vai con lei!

Perché stai con me? Chi ti obbliga? Per farmi un favore, ti faccio pietà?

Ma che soddisfazione ci sarebbe se un uomo non mi tradisse solo perché ho beccato che voleva farlo? Oppure l’ho seguito, l’ho controllato e ho impedito il tradimento. Ah quindi se non lo beccavo, lo avrebbe fatto? Sai che gioia! E questa sarebbe una vittoria? Quindi basta che una volta mi distraggo e non lo assillo, e quello zompa subito nel letto di un’altra? Ah be’, complimenti! Proprio un uomo da tenersi stretto!

Ma un uomo così è meglio perderlo che trovarlo! Fidatevi ragazze! A nemico che fugge, ponti d’oro!

 

Anche tu hai delle falsi convinzioni sull’amore? Ti rendi conto che queste potrebbero essere potenzialmente pericolose? Scrivimi qui sotto cosa ne pensi o se vuoi che chiarisca alcuni tuoi dubbi.